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LA SCOMPARSA DEL GUALDO DAI
PROFESSIONISTI
i vostri messaggi |
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L'11 luglio 2006
verrà ricordato dagli sportivi gualdesi, ma non solo, come il giorno della
scomparsa del Gualdo Calcio dai professionisti. In una conferenza stampa il
sindaco Scassellati annuncia alla stampa che la creatura di Carlo Angelo
Luzi e Angelo Barberini non potrà più portare alto il nome della città in
tutta Italia, nel calcio professionistico. Tutto ciò a causa della
scellerata gestione di chi un anno prima aveva ricevuto in maniera gratuita
la gloriosa S.S. Gualdo.
Dopo l'annuncio, il nostro sito è stato tempestato di messaggi, sfoghi e
proposte giunti sia tramite il "Muro dei Tifosi" che via e-mail.
Abbiamo voluto raccogliere i più significativi a dimostrazione dell'affetto e
del rispetto che i colori biancorossi hanno conquistato dopo quattordici
anni consecutivi di calcio professionistico. |
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Lettera aperta del capitano del Gualdo Roberto
Balducci a Marco Moroni
Faremo una squadra competitiva, non voglio essere ricordato come il
presidente della retrocessione.”
Come
risuonano beffarde le tue parole pronunciate circa un anno fa nella
piazza principale di Gualdo, una città che ti aveva accolto come un re,
come il suo salvatore!
Forse questa frase rimarrà una delle poche, se non l’unica, verità che
hai detto. Infatti non sarai ricordato come il presidente della
retrocessione, ma come quello della “CANCELLAZIONE”!
In questa lettera, che mi viene di getto, potrei (e forse vorrei)
insultarti di cuore, ma mi limito a farti una domanda, Marco Moroni. Nei giorni scorsi ho sentito che, in un
giornale francese, dopo la testata di Zidane a Materazzi, un giornalista
ha chiesto a Zizou: “Cosa racconterai ai tuoi figli?” Ecco, questa è la
mia domanda per te Marco Moroni: “Cosa racconterai ai tuoi figli?”
Quando ti chiederanno perché tutto il mondo del calcio ti ripudia,
quando ti chiederanno perché hai distrutto e CANCELLATO una società
gloriosa con 86 anni di storia (di cui gli ultimi 14 nei professionisti,
un vero miracolo!), una società da sempre, in fatto di gestione e
ottenimento di risultati sportivi attraverso la lealtà e l’onestà grande
esempio per tutte le altre d’Italia, che cosa gli dirai? Cosa gli dirai
ai tuoi figli Marco Moroni quando ti chiederanno perché hai tradito una
città intera che aveva così tanto creduto in te? Cosa gli dirai quando
ti chiederanno cosa si prova a rubare i sogni di migliaia di
appassionati che palpitavano ogni domenica per questo meraviglioso
giocattolo che era il Gualdo calcio?.
Beh, Marco Moroni, hai distrutto un patrimonio di una città e infangato
la memoria e la storia di una società gloriosa e quel che è peggio è che
ho la sensazione che non ne provi né vergogna né rimorso.
Scappare, fuggire, tacere. Significa evitare le proprie responsabilità
che, personalmente, considero l’atto più vigliacco che si possa fare.
Sapere della “CANCELLAZIONE” del Gualdo Calcio dal Sindaco e non da te
che ne sei il legittimo proprietario è un ulteriore smacco a tutte le
persone che hanno creduto in te. Io per primo. Ci hai traditi tutti
anche a noi giocatori, lo staff tecnico e il “tuo” direttore sportivo
che per te si è esposto in maniera unica.
Devo chiedere scusa a tutti i miei compagni ai quali, a fronte di alcuni
tuoi atteggiamenti “bizzarri”, ho sempre garantito che in un modo o
nell’altro avremmo comunque continuato questa avventura insieme. 20
giorni fa mi avevi proposto un contratto pluriennale e parlavi di grandi
progetti. Grazie!
Marco Moroni, hai fatto sparire il Gualdo Calcio, ma non farai sparire
il calcio a Gualdo, perché citando Galeano (che è un grande scrittore,
non un centravanti), hai distrutto solo gli strumenti con i quali i
gualdesi potevano suonare la loro splendida musica, ma non potrai mai
portar via loro la musica che hanno dentro, che, sono convinto, appena
ci saranno le condizioni tornerà a suonare, come sempre, con grande
dignità per i campi di tutta Italia! Lo farà cosi forte da offuscare
questa tristissima esperienza, cancellare no perché a CANCELLARE sei
bravo solo tu!
Marco Moroni, un giorno mi hai detto in amicizia che potevo darti del
“tu”, ma visto che dò, evidentemente, un valore all’amicizia diverso da
quello che gli puoi dare te, preferisco tornare al “lei”.
Marco Moroni, non le auguro le peggiori cose perché sono convinto che,
persone come lei, ci penserà la vita a punirle (visto che sta succedendo
a chi per anni ha manipolato il calcio?). Spero di non incontrarla mai
più, anzi una volta sì, visto che ci deve ancora qualche stipendio. Se
così non fosse, pazienza. Ci perderò qualche soldo, ma le assicuro che
lei in tutta questa storia ci ha perso molto ma molto di più e le
auguro, questo sì, che un giorno possa rendersene conto".
Il capitano Roberto Balducci
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- Ditemi che non e' vero,
ditemi che una ventiquattrore con dentro i soldi per la fidejussione e' già
stata messa su una macchina e che questa ha già passato il Cerqueto da
qualche minuto e che adesso si trova già a
Casacastalda. Ditemelo, lo voglio sentire. Scrivetelo su 'sto sito.
Non può essere vero quello che sta succedendo, non ci voglio credere. Voglio
ancora svegliarmi il lunedì mattina e sentire subito in me
quell'irrefrenabile corsa ad accendere il computer, quegli interminabili
pochi
minuti d'attesa che mi separano dal vostro sito. Sentire l'ansia che cresce
mentre si ripassano in mente tutti i calcoli fatti il fine settimana: "Se
abbiamo vinto siamo ad un passo dai play off, se abbiamo pareggiato va bene
ma
se poi il Gubbio ha perso e' come una vittoria. E se abbiamo perso? Ci sta,
basta che dietro non si siano mossi più di tanto verso l'alto". Poi eccola,
la vostra pagina, cerco subito di capire il risultato, con il battito
accelerato
e l'occhio ancora stanco ed addormentato. Esulto, mi rammarico, gioisco,
impreco, gesti dell'ombrello, mani fra i capelli. Tutte sensazioni ed azioni
ripetute ogni lunedì mattina, da sei anni a questa parte, da quando non vivo
più a Gualdo Tadino. Voglio i miei lunedì mattina, voglio continuare ad
avere i miei lunedì mattina.
Porto sempre con me la maglietta del Gualdo con su il numero 3 (un regalo
del mio amico Spartaco). Ha conosciuto la pioggia inglese, il caldo torrido
del Texas ed ora e' qui con me in Germania. E' in condizioni pietose, ne ha
vissute di avventure, ma ancora resiste. Ovunque io sia, e' con me, a farmi compagnia, a ricordarmi delle mie
origini. Ogni volta che la indosso mi chiedono di quale squadra sia, avvezzi
solo a conoscere quelle delle squadre italiane più blasonate. Con orgoglio
rispondo sempre: "Don't you know the mighty Gualdo? It's my hometown team,
third division. Professionals". Beh, voglio continuare a dirlo ancora per
molti anni! E voglio riporre quella maglietta, storia e ricordi di un
Gualdo che fu, e ne voglio una nuova a simboleggiare che ancora siamo lì,
tra i professionisti, ad iniziare una nuova avventura. FORZA GUALDO, OVUNQUE, SEMPRE.
Dr. Leonardo Apostolico - Bayerische Julius-Maximilians Universitaet
Wuerzburg
Wuerzburg - Deutschland (mail del 11.07.06)
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L'Umbria
perde i pezzi, non ci voleva. Poteva essere un campionato favoloso, il
prossimo, con quattro squadre umbre pronte a fronteggiarsi in un unico
campionato di C2, per portare in alto il nome della nostra Regione.
Invece Gualdo e Fortis Spoleto sono state escluse. Rimarrà solo un
derby, quello tra Gubbio e Foligno. Ce ne dispiace e non potrebbe essere
altrimenti. Tanti derby vissuti intensamente, ricchi di emozioni, che
fanno bene al calcio e allo sport umbro. Il derby dell'Alto Chiascio se
ne va via come un fulmine a ciel sereno. È un vero peccato. Vi siamo
vicini e capiamo i vostri sentimenti che state provando ora. È avvenuta
la stessa e medesima cosa a Gubbio, circa una decina di anni fa. Ci
sentiamo vicini con i colleghi Marco e Roberto che curano da sempre con
grande passione questo sito. Tenete duro. Non mollate. Un accenno finale
anche alla Fortis Spoleto: pure questa formazione umbra avrebbe meritato
di disputare questo campionato, vinto con merito e sudore sul campo. Ma
il calcio riserva anche queste "brutte" pagine. Vi auguriamo una pronta
risalita.
Giancarlo e Gianluca - redattore e webmaster di Gubbiofans.it
(mail del 12.07.06) |
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La scomparsa (spero solo
temporanea) del Gualdo dal calcio professionistico è una perdita enorme per
tutta la nostra Regione. Non poter vedere più, né tanto meno commentare
insieme un derby veramente sentito, autentico e “puro” come quello dell’Alto
Chiascio lascia in me una grandissima amarezza. Dalle ceneri però si può
rinascere anche più forti di prima, come del resto è accaduto al Gubbio una
decina di anni fa. È stato un vero piacere per me partecipare con Voi alle
varie trasmissioni televisive di Gualdo Tv23 e soprattutto aver conosciuto
persone che stimo veramente tanto.
Un caloroso abbraccio a tutti. Forza ragazzi !
P.S. Per gli ottimi gestori del sito: NON ABBANDONATE LA NAVE !
Marco Bellini - corrispondente da Gubbio del Corriere dell'Umbria
(mail del 12.07.06) |
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Vorrei, anche se
potrà contare poco, esternarvi la mia solidarietà per ciò che è avvenuto
alla città di Gualdo per la mancata iscrizione della squadra di calcio
al campionato di C2.
Conobbi quando ero
arbitro, e diverse volte vi ho arbitrato nei vari campionati di Serie C,
l'indimenticato Cav. Angelo Barberini. Una volta, smesso
di arbitrare, mi ospitò a Gualdo per parlare di un possibile futuro
nella sua società e facemmo una cena alla presenza di due calciatori,
colonne dell'allora squadra, Costantini e Marcuz, miei amici tuttora.
Mi incantò quel personaggio che amava la sua creatura e la sua città. Poi ci fu la retrocessione e inizio ad ammalarsi e sapete bene che
quando manca un vero condottiero tutto viene meno.
Siete un patrimonio
per il calcio umbro e per ciò che fu fatto dal Cav. Barberini.
Ripartite con tutte le forze possibili dai dilettanti con la passione di
sempre e seguendo quel solco tracciato negli anni dal vostro grande
Presidente che, sono sicuro, da lassù, vi seguirà e vi proteggerà per
rialzare le sorti della vostra amata Gualdo calcio.
In bocca al lupo. Di cuore.
Vincenzo Ferone (mail del 12.07.06)
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Sono un ragazzo di
Perugia che ama il calcio e che per un periodo di tempo (per lavoro), ha
seguito la vostra squadra. I motivi erano due, la simpatia dei gualdesi
e Balducci mio compagno di scuola delle elementari! Questa mattina dopo
aver saputo della notizia, oltre a scrivere due righe nel mio blog mi è
presa una tristezza per voi... Non meritavate di finire così. Posso
capire bene quello che provate, perché lo scorso anno è toccato al
Perugia. Ora c'è la rabbia, la delusione... ma presto speriamo che
torni il sereno. Voglio rivedervi presto in alto... Un saluto sincero da
Perugia!!!
Luca - http://vocidipiazza.splinder.com
(mail del 12.07.06) |
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Ho vestito per
tanti anni la maglia biancorossa seppure nel settore giovanile facendo
anche tre anni e mezzo di Berretti. Beh, non smetterò mai di ringraziare
la SS Gualdo per avermi dato la possibilità di girare l'Italia e avermi
fatto incontrare realtà come la Roma, la Lazio, il Bologna, il Parma....
di avermi fatto incontrare giocatori che oggi calcano i campi più
prestigiosi....questo era il Gualdo, il Gualdo del PRES, il Gualdo di
Barberini e dei Gualdesi, non posso credere che stia succedendo tutto
questo. Ancora ho la borsa del mio primo campionato Berretti e oggi mi
si è stretto il cuore guardandola per caso!!!!!
Forza Gualdo, Forza Gualdesi, non lasciamo che un solo errore in 86 anni
sia pagato così caro! Non importa da dove ripartiremo, importa il
come!!! Con la grinta e la tenacia che è un credo per noi Gualdesi!!
FORZA GUALDO.
Alessandro Cesaretti (mail del 12.07.06) |
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Ho
seguito il Gualdo dai primi anni '90, con molti viaggi fatti per
venire a vederlo e grandi soddisfazioni. Provo in questi momenti vero
dolore sportivo e mi dispiace tutto ciò prima di tutto per una persona
che ormai non ha simili: Angelo Barberini. Ma Gualdo non si fermerà,
ne sono sicuro.
Forza Biancorossi.
Luca e la S.S.D. Bastardo (mail del 12.07.06) |
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"Uno poi si chiede che
cos'è il calcio. Un Paese intero unificato come per incanto: nient'altro,
nessun altro potrebbe aspirare a tanto. Puoi chiamare sport una cosa così?
Puoi dire che in fondo è soltanto un gioco? E perché allora un gioco arriva
là dove la passione politica o quella religiosa, i divi del rock o del
cinema neanche si sognano? Una nazione che si ricorda di soprassalto di
essere tale grazie alla sua Nazionale: questo, uno dei tanti misteri.
Godiamocelo come tale." (Carlo Verdelli - "La Gazzetta dello Sport" 10
luglio 2006)
Grazie a tutti per non potere più godere di questo a Gualdo. Grazie
Moroni
Anonimo gualdese (mail del 12.07.06) |
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Pensiamo che bisogna
iniziare subito la rifondazione del calcio a Gualdo e, come abbiamo anche
letto sul muro, siamo convinto che questa non può prescindere da Roberto
Balducci. La sua lettera ci ha commosso. Ci abbiamo letto la rabbia per il
tradimento "professionale", ma anche e soprattutto la rabbia per il
tradimento alla città. Una rabbia che è sembrata da gualdese puro pur
essendo scritta da un non gualdese. Baldo, lo so, ti chiediamo tanto. E'
vero, hai 34 anni ma la tua classe ti permetterebbe di giocare ovunque.
Ma qui ci vivi e qui crescerà tuo figlio, che un giorno, come è successo
a tutti noi, diventerà orgoglioso di essere gualdese. Sappi che sarà
così: crescerà, diventerà adolescente, cercherà di fuggire dal "paese",
ma poi... Poi a un certo punto lo vedrai piangere per la vittoria di una
Porta o bivaccare a Valsorda per l'ascensione. E' così che funziona,
qui. Allora, anche per lui, ma non solo per lui... dacci una mano Baldo.
Un gruppo di tifosi (mail del 12.07.06) |
Non posso nascondere
che oggi, guardando il poster appeso in camera della stagione 97/98,
sto provando una sensazione diversa dalla malinconia. Amarezza,
dolore, rabbia, perché Gualdo per chi l'ha vissuta come me è stata
un'esperienza di crescita calcistica e morale. In parecchi neanche si
ricorderanno di me, uno dei tanti giovani che poi per un motivo o per
l'altro si sono persi per strada. Oggi, aprendo il giornale, ho
sentito una parte della mia vita riaffiorare dopo anni di quasi
indifferenza e mi sono sentito offeso, offeso perché la mente è subito
corsa verso i ricordi di 3 stagioni fatte di vittorie e sconfitte,
paure, delusioni, sacrifici, "terremoti" fuori e dentro dal campo. Il
Gualdo Calcio e i Gualdesi hanno sempre saputo rialzarsi dalle
difficoltà, lo hanno dimostrato sia nello sport che nei problemi della
vita comune e sono certo che lo faranno anche questa volta. Quanto è
accaduto non ha bisogno neanche di essere commentato. Spero solo che
in futuro la nuova società del Gualdo Calcio venga guidata da una
persona che MERITA di farlo, come è stato in passato. Oggi il Gualdo
muore, ma in me non morirà mai. FORZA GUALDO
Luca Pellegrini - attaccante Gualdo dal 1997 al 2000
(mail 12.07.06) |
Avevo giurato a me
stesso di non occuparmi più di calcio. Avevo fatto una sorta di
giuramento, consapevole che questo mondo era falso e infido, fatto di
mille sotterfugi, accomodamenti. era sporco. Me lo ripeteva il
Presidente Barberini: "Non sai quanto possa essere sporco. Ed io che
continuo a crederci".
Lui ci ha creduto più di me. Io forse da vigliacco ho abbandonato il
Gualdo prima. Gualdo mi aveva fatto credere in un sogno, me lo aveva
regalato. Mi aveva fatto tornare indietro di 30 anni, ad un calcio dove
il tifo era sanguigno e corretto, dove la passione sportiva sapeva di
vero. Ricordo gli anni della C2, la promozione con Novellino, quello
della C1, dello spareggio di Pescara, l'amicizia e l'affetto con
Nicoletti dopo e con Cavasin prima, le trasmissioni su Rete7 con il
faccione bonario di Enrico Brunetti, con la bravura di Roberto
Casaglia e con l'amicizia di Peppe Marcacci, indimenticabile amico di
giorni bellissimi.
Ho amato il Gualdo come se fosse stata una creatura da coccolare,
elogiare, stimare. Ho passato anni bellissimi in quel calcio, così
diverso dalla mia Perugia, dalla Perugia di Gaucci e dei tanti
giornalisti saccenti che profumavano, diciamocelo senza vergogna, di
leccaculo. Oggi sono tornato a scrivere di calcio. L'ho fatto per
un'occasione tristissima, la scomparsa di una società di calcio, la
scomparsa della società di calcio che amavo. E' destino scrivere di
calcio in occasioni terribili. L'ultima volta lo avevo fatto per il
Presidente Angelo Barberini,
per la sua morte, ed oggi torno a farlo per il de profundis della sua
creatura. Mi hanno conosciuto in molti per il mio modo un po'
spensierato di parlare di calcio, tra l'ironico ed il serio, quasi fosse
una barzelletta. Ma si, prendiamoci tutti poco sul serio e gioiamo di
quello che il Gualdo ci regala. Forse era questa la filosofia di
allora. Ma dentro c'era un amore vero, un amore che non veniva solo
dalla mia terra e che pulsava all'improvviso come se fosse amore
sanguigno. Maledetti i ricordi.
Maledetti.
Come fai a non pensare a quel pomeriggio di Pescara,
all'intervista negli spogliatoi con Barberini e a ricordarti che
piangevi insieme a lui, come si possono dimenticare i colori bianco e
rosso che attraversavano Pescara. Un manipolo di arditi, intere famiglie
che avevano partecipato alla sfida impossibile contro l'Avellino. Come
fai a non ricordare l'euforia, la gualdesità di quel viaggio. Non mi
vergogno a dire che ho pianto, non ho nessuna vergogna ad ammetterlo.
Quel giorno ho capito quanto il Presidente Barberini avesse stima per me
e per il lavoro che facevo. Quel piangere insieme aveva saldato non
un'amicizia, ma una stima reciproca che credo valga ben più di mille
amicizie. Un mese più tardi Barberini mi raccontò punto per punto perché
il Gualdo aveva perso quella finale e si chiedeva perché lui stesso
restasse ancora nel calcio. Per amore probabilmente, solo per amore,
pensai senza dirglielo. I tifosi non sanno molte cose, molti di quegli
avvenimenti sono rimasti chiusi nei cassetti delle memorie ed è giusto
che ora io possa raccontarli, che i tifosi sappiano di quelle cose: come
l'incontro dello scambio di auguri per Natale tra Barberini ed i
giocatori.
A quell'incontro volle che partecipassi anche io. Io? Che c'entravo io?
Era una testimonianza: Barberini strinse un patto con i giocatori, un
premio in soldoni, tanti per una società di C, se si fosse andati in B,
e lo faceva davanti alle orecchie indiscrete di un giornalista. Non ho
mai raccontato questo e probabilmente il Presidente ne era consapevole
del mio tacere. Non confidava, ma era certo del mio silenzio. Quella
stima nata a Pescara lo garantiva. Oh certo, me ne sarei potuto fare
bello. Assistere ad un patto tra Presidente e giocatori. Chi tra i
giornalisti non sognerebbe di essere presente?
Si sfiorò la serie B con
Cavasin. Ve lo ricordate vero Alberto Cavasin? Quante notti abbiamo
passato a chiacchierare e a convincerci che potevamo meritare la serie
B. Persona squisita, coraggiosa, anche se qualcuno non sarà del mio
parere.
E poi Walter Nicoletti
che somigliava nel ricordo ad un mio zio, con un'amicizia d'altri tempi.
Ti ricordi Walter quando siete venuti a cena a casa mia a Perugia? Ed il
presidente aveva mandato il "controllore", come lo chiamavamo
sorridendo, per evitare che si parlasse troppo? Il terremoto, il derby
con la Ternana, la sfida con Del Neri? Sono ricordi che fanno male,
ricordi che avevo voluto cancellare per sempre, perché mi riportavano ad
una dimensione del calcio bellissimo, di calcio parlato e giocato come
tempi lontani e che rimpiangiamo.
Ricordi che ho custodito con gelosia dentro di me, ricordi che sono
state lacrime quando è scomparso Angelo Barberini. Avevo detto in
redazione: tutto meno che il pezzo su Barberini. Ed invece poi lo avevo
scritto in un
internet cafè, di getto, senza rileggerlo, senza volerlo riguardare
perché sarebbe stata amarezza che avvolgeva amarezza. Leggerlo e
montarlo... Quanto mi è costato? Il groppo in gola che sembra tagliarti
il respiro come se
fosse morto un tuo caro e provare il dolore, vero, non di circostanza.
Ed oggi il ritornare a parlare di calcio per dire a tutti: il Gualdo è
fuori dai professionisti, cancellato, finito, stop.
Quanto vorrei che ci fosse ancora il Tamburino, quanto vorrei rivederlo
con la sua possenza di omone burbero, con quella vociona che urlava, che
imprecava. L'incedere dondolante, le braccia dietro alla schiena.
Quanti calci nel culo avrebbe dato il Tamburino in queste ore? Tanti,
tantissimi, senza lesinare la pelle delle scarpe.
Quanti calci nel culo avrebbe dato volentieri vedendo come uccidevano
lentamente la sua creatura, la sua squadra, la sua città?
Personaggi che
sono circolati per Gualdo in questi ultimi tempi, se ci fosse stato
"Lui"
non avrebbero avuto nemmeno il pudore di affacciarsi sul confine di San
Rocco.
La Tagina, e questa è storia di adesso, ha lasciato il Gualdo nelle mani
di Moroni credendo nella sua professionalità e nella sua bravura. E
questo è il risultato: in un anno un mare di debiti, di stipendi non
pagati. La fine ingloriosa di un capitano di ventura che aveva creduto
di usare il calcio come hanno fatto prima di lui mille altri presidenti
pallonari in giro per l'Italia.
Il calcio professionistico scompare da Gualdo. Finisce un'epoca e si
cancella un sogno. Ma siccome sono un inguaribile ottimista, sono
convinto che è solo una parentesi, sarà un inferno senza dubbio, non un
purgatorio.
Ma il cammino non si ferma, arriverà un nuovo capitano coraggioso che
riprenderà per mano il Gualdo ed avrà la stima dei tifosi e dei gualdesi
e riprenderà a raccontarci un sogno, un sogno bellissimo, un'utopia
forse ma
al quale crederemo tutti volentieri perché lo crederemo vero e pulito.
Mi hanno insegnato a prendere del buono anche dall'orrido e dal
meschino, anche dalla più vile e bassa azione. Forse sarà così, vorrei
sperarlo. Allora sarò pronto a tornare allo stadio di Gualdo e a
confessare di non aver dimenticato mai il mio innamoramento per il
bianco e rosso ed avrò la certezza di rivedere passeggiare il Tamburino
dietro alla porta, imbacuccato nel suo cappotto nero, ad imprecare e a
gioire, a dolersi e a rammaricarsi. Lo so che sono giorni di grande
tristezza, lo so che vorreste tutti vomitare la vostra cattiveria ed il
disappunto. So con quale vezzeggiativi avete apostrofato il Presidente
che ha cancellato il Gualdo, so le promesse che avete fatto parlando nei
bar o davanti allo stadio. Ma vi chiedo solo una piccola cortesia: usate dignità, la stessa dignità che Angelo Barberini aveva, la stessa
signorile dignità che ostentava il Tamburino pur nella
consapevolezza che gli avevano rubato la serie B.
"Siamo" Gualdesi e
siamo orgogliosi di esserlo, anche se domani saremo in Promozione. Gli
altri, quelli che odorano di vergogna non meritano nemmeno l'attenzione
di un rigo,
nemmeno la mia cattiveria, solo la più nobile e fredda indifferenza.
Giampiero Tasso (editorialista Rete Sole) - (mail del 12.07.06) |
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Mi vergogno di essere
concittadino di Moroni... Ricordo i danni fatti alla Maroso... Parole,
parole, parole... Sembra incredibile, ma ho pianto per il Gualdo... Non
so perché, ma ho pianto. Leggevo sempre questo muro, questo sito, non me
ne accorgevo, ma ce l'avevo nel cuore... Ora so che mi insulterete per
via della mia provenienza però ciò che sento è tanta tristezza nel
cuore. Mi viene da piangere anche ora. Spero solo che questa bellissima
società possa tornare non in C2, ma dove realmente merita: in una serie
superiore!! Vi ho sempre amato, gente di Gualdo piccola cittadina con un
cuore grandissimo!! ... Ora rimbocchiamoci le maniche.. Vi faccio una
domanda: si potrebbe comprare il titolo sportivo dello Spoleto? No vero?
In bocca a lupo amici miei...
firmato: un ternano in lacrime
(dal muro dei tifosi 12.07.06) |
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Cari redattori di
Gualdocalcio.it,
mi chiamo Matteo Tuccini, sono un giornalista del "Tirreno" e seguo la
Cuoiopelli Cappiano, quindi ho saputo della sparizione del Gualdo per
motivi di lavoro. Navigando sul vostro sito, però, ho percepito
un'atmosfera di dolore e voglia di riscatto insieme che sono alla base
sì di una grande delusione, ma di una delusione che viene da un amore
grandissimo. In questo momento anch'io mi dispiaccio enormemente di
questa vicenda; mi ricordo le tante battaglie tra Cuoiocappiano e
Gualdo, tutte appassionanti, com'è giusto che sia tra squadre toscane e
umbre (così simili nello spirito). Ma datemi retta, una passione come la
vostra non sparisce. Nonostante tutto, il calcio continua a essere uno
sport popolare, dove gli imprenditori e i procuratori sporcano ma non
uccidono. Guardate i nostri campioni del mondo.
Fatevi coraggio, ci rivediamo in C2 (o forse più su!). Saluti
Matteo Tuccini - Il Tirreno (mail del 12.07.06) |
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Da quando ho
appreso la notizia che il Gualdo è scomparso dalla serie C2 nel mio
cuore si è infranto un sogno quello di indossare la MITICA maglia
biancorossa quella che sognavo quando ero piccolo e dopo 12 anni di
calcio,
iniziando dai pulcini ero finalmente arrivato alla Beretti e a un passo
dalla prima squadra vedo frantumarmi un sogno e devo dire solo grazie al
quel... di Moroni...
Il GUALDO è scomparso e spero solo per poco dal mondo del calcio ma nel
mio cuore resterà per sempre finché non morirò.
Gualdese puro (dal muro dei tifosi 13.07.06) |
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Quando ho letto
della non iscrizione del Gualdo non potevo crederci. La squadra che
tanto ammiravo da piccolo, che seguivo (anche se solo sul televideo)
dalla mia città mentre faceva i playoff per la B, non farà più parte
dopo 14 anni del campionato di serie C..... Che dire, sono dispiaciuto e
amareggiato che un'isola felice come Gualdo possa fare una fine del
genere, oltre al fatto che ci sarà un derby di meno, abbastanza sentito
a Foligno, per colpa di uno che non ha neanche avuto il coraggio di
presentarsi a Gualdo, che ha detto delle cose quando sapeva che la
situazione era ben altra, che non ha fatto nulla per salvare la società.
Purtroppo questo non e' un brutto sogno, spero solo, per quello che può
servire, in una pronta rinascita del Gualdo in quelle categorie che più
competono alla storia calcistica di questa città. Distinti saluti.
Casbah - grande tifoso del Foligno (dal muro dei tifosi 13.07.06) |
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Dispiace davvero,
dispiace molto leggere le parole del capitano Balducci del Gualdo. Le
dico subito, da ex redattore di una fantomatica "rivista-grande progetto"
di Marco Moroni (calcioperugia.it per intenderci), che i soldi degli
stipendi arretrati non li vedrà più. Vede Balducci, io la capisco
davvero, lei crede nel calcio quanto io credo nell'informazione, nella
passione per il giornalismo e uno come Moroni francamente non merita
nemmeno il mio disprezzo. Cosa ne sa lui di passione, amore per le cose,
lavoro, dedizione? Non mi ha deluso perchè non ho mai creduto in lui,
certe persone basta guardarle negli occhi. Mi spiace lei non possa dire
altrettanto. Ho creduto solo nel mio lavoro e il vero problema, caro
Balducci, è che un sistema come il nostro non punisce il Moroni di
turno, anzi ne avalla le angherie, le furbizie, le ingiustizie. Mi
chiedo piuttosto quanto questo nostro triste paese la smetterà di
premiare il Moroni a scapito del Balducci, per quanto tempo ancora
passione,amore vero per le cose passeranno in secondo piano, soprattutto
nello sport, rispetto ai meri interessi dell'abile finto "mecenate" di
turno? Gualdo è una grande città ed una grande squadra, risorgerà
presto. I miei migliori auguri.
Luca Guglielmi - giornalista (dal
muro dei tifosi - 13.07.06) |
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Vi dico
la verità: non volevo raccontare sul muro la mia delusione, ma poi dopo
aver letto tra lacrime e singhiozzi le diverse e-mail ho deciso: non
posso non esprimere le mie sensazioni ed il mio pensiero su di un
argomento che oltre a farmi soffrire enormemente, e' importantissimo per
me e per tutta la famiglia Barberini.
In questi giorni ho ricevuto decine e decine di telefonate da chi ancora
ha il GUALDO nel cuore, giocatori, tecnici, direttori sportivi e tifosi.
In tutti ho sentito una fortissima delusione, la stessa che non riesco a
staccarmi di dosso.
Non sono arrabbiato perché dovremo ripartire dalle categorie minori, per
chi lo ama, il GUALDO e' la cosa più bella che c'è, sia in terza
categoria che in serie A.
Una cosa però non riesco a digerirla: il modo in cui siamo scomparsi. E'
stata distrutta la nostra DIGNITA'!
Sono stati calpestati quei valori (LEALTA', RISPETTO, ONORABILITA') che
per 86 anni hanno contraddistinto la S.S. Gualdo ed hanno tenuto alta
l'immagine della nostra città.
Chi ci aveva garantito il rispetto di questi sani ed importanti
principi, ci ha tradito.
Il 15 luglio 2005, con presunzione, superficialità ed arroganza ci e'
stato detto: "garantisco io".
Ma in questo tristissimo momento non voglio attaccare nessuno, sarebbe
come sparare sulla croce rossa, però mi preme sottolinearlo: noi,
famiglia Barberini, le scuse non le accettiamo.
Ragazzi è dura da digerire, ma dobbiamo pensare a rialzarci con umiltà
e dignità senza piangerci addosso, come abbiamo sempre fatto dopo le
sconfitte più cocenti.
Di Moroni non voglio dir nulla, ogni commento sarebbe irrisorio rispetto
al danno incalcolabile che ha procurato alla nostra città.
Come famiglia Barberini CONFERMIAMO fermamente il nostro impegno nel
settore giovanile per poter continuare degnamente ad offrire a tutti i
ragazzini la possibilità di praticare lo sport più bello del mondo!
Roberto Barberini - presidente A.S. Angelo Barberini (dal muro dei
tifosi 13.07.06) |
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Ho trovato un fiore
calpestato nel mio giardino... gemeva lacrime di sangue...
Qualcuno, dopo averlo raccolto, l'aveva maltrattato e gettato via...
Me lo sono stretto al cuore... l'ho baciato... gli ho dato da bere...
e con le mie carezze ed il mio sguardo l'ho riscaldato, sperando potesse
ritornare il bel fiore di prima...
Adesso è lì, vicino al sole, sorride... non piange più, vuol guarire...
Anonimo (dal muro dei tifosi 13.07.06) |
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Come
molti in questi giorni ho letto quello che appariva su questo sito
sperando di essere smentito dai fatti visto che ero profondamente
pessimista su come sarebbe andata a finire. Non è mia abitudine
partecipare a discussioni via web, ma alcune cose che ho letto negli
ultimi due giorni e nelle ultime due notti mi hanno convinto a dire la
mia.
Troppi, quasi tutti, hanno detto la loro su quelli che sono oramai i
tempi passati, su un mix incredibile di atipicità e di risultati
sportivi fuori non dal previsto, ma addirittura dalla logica. Credo che
bisogna superare questa fase e da subito.
Dobbiamo avere il coraggio di dirci la verità. Lacrime per un grande
patrimonio che scompare, ma quanti si erano resi conto prima di 48 ore
fa quanto importante fosse questo patrimonio? Veramente crediamo che
qualcuno parlando del Gualdo che andava qualche mese fa ad Ancona si
rendesse conto che era comunque un fatto straordinario? Un evento al
disopra delle righe? Ricordo all’inizio del campionato quando le cose
andavano male le folte schiere di cornacchie che gracchiavano di
preferire l’Eccellenza: bene signori siete stati accontentati!
Anzi temo che sarà Promozione, ancora meglio. Dove sono quelli che erano
saliti in corsa sul Cayenne aggrappati ad una basetta per non cadere?
Dove sono quelli che quando (e parliamo di febbraio) sono cominciati a
mancare i stipendi dei calciatori si sono girati dall’altra parte? Ora
tutti a piangere ma siamo sicuri che non abbiamo niente da
rimproverarci?
Guardiamo questo sito: andate a fare un giro in rete, dove trovate un
servizio di questo livello? E tutto grazie a un paio di “coglioni” che
lo fanno gratuitamente, ma possibile che tra tutti questi orfani del
Gualdo Calcio non c’è nessuno che ha alzato la mano per una piccola
sponsorizzazione?
Possibile che tra i loro colleghi nessuno ha alzato la penna per
difenderli quando qualche illuminato opinionista perugino li ha invitati
ad informarsi meglio? Magari ora che perderanno i soldini degli articoli
quotidiani sul loro giornale si preoccuperanno veramente del destino
della squadra.
Tutti parliamo della figura che ha fatto Moroni in tutta la regione ma
del fatto che Gualdo perde un veicolo di promozione straordinario ne
vogliamo parlare? Chi dovrebbe occuparsi di questo se ne rende conto?
Tutti parliamo della perdita anche economica per la città, ma chi
dovrebbe occuparsi di questo se ne rende conto? La scomparsa del Gualdo
Calcio con un passivo da record accumulato in un solo anno, i play off
del Basket terminati con denunce e squalifiche. Ci rendiamo conto che
stiamo sempre più assomigliando, o forse lo siamo già, ad una città
della provincia di Caserta o di Taranto? Leggo di azionariato popolare o
magari di una nuova società questa volta in mano ai gualdesi, bene
abbiamo il coraggio di dirci la verità: tutte puttanate! Non c’è in
tutta Italia un esempio di azionariato popolare che abbia mai
funzionato, non credo che cominceremo proprio noi. Il “Gualdo ai
gualdesi” dice qualcuno ma diciamola tutta: il “Gualdo in Terza
Categoria ai gualdesi”! Magari ci sarà anche qualcuno che proverà a
formare la società per una categoria superiore ma lo farà per amore del
calcio? Credo proprio che sarà la solita marchetta politica: prospettive
future vicino allo zero anche perché solo ora qualcuno si ricorda che
può essere più conveniente la C2 che l’Eccellenza. Nel coma economico
che vive Gualdo credo che i pochissimi imprenditori che abbiamo una
minima disponibilità facciano meglio (come ha fatto giustamente la
Tagina tra gli insulti di un corrispondente sportivo locale) a pensare
alla sopravvivenza dello loro azienda. Questi, cari signori, non sono i
giorni della rabbia e della rinascita: questi sono i giorni di un
funerale. Gualdo perde un altro pezzo importantissimo, uno dei suoi
(pochissimi) fiori all’occhiello tra le false lacrime di molti e
l’indifferenza di quasi tutti. Alzare ora la bandiera della gualdesità
mi riempie di rabbia e cedo volentieri il passo a chi sgomita per farsi
avanti: solo queste persone hanno diritto di cittadinanza in questa
città. Fino all’arrivo del prossimo Cayenne, fino a che ci sarà qualcosa
di importante da svendere...
Anonimo (dal muro dei tifosi 13.07.06) |
|
Tutto
vero, niente da dire. Stiamo diventando una città da terzo mondo. Ci era
rimasto il calcio e pochissimo altro, ora ci hanno tolto anche questo ma
non per colpa di altri. Principalmente per colpa di tutti noi gualdesi,
che accettiamo passivamente tutto quello che ci passa sopra la testa. Da
un'altra parte il sig. Moroni oggi aveva la scorta davanti casa sua e la
giunta sarebbe saltata. Avete sentito di una convocazione urgente del
consiglio comunale da parte di quella specie di opposizione che ci
ritroviamo? Niente, silenzio assoluto. Che cazzo gliene frega se oggi
qualcuno rischia di veder saltare il posto di lavoro (circolo dello
stadio, la radio che deve prendere i soldi da Moroni e che aveva il suo
budget principale nel calcio, tanto per fare qualche esempio) ? Qui ci
lamentiamo, scriviamo cose belle e vere, poi tra due giorni tutto sarà
finito. "Per Gualdo l'Eccellenza è anche troppo" si è già sentito in
giro qualche commento del genere. "E' saltato anche lo Spoleto", altra
idiozia. "I soldi non ce stanno più non possiamo stare in C/2". Tutto
vero. Però i soldi è meglio sperperarli per mille stronzate, darli alla
sagra del toccio, perchè mi porta i voti anzi che servirli per una cosa
utile a TUTTI. A tutti, cari gualdesi non solo a chi va allo stadio e
ama il calcio. Poi se la C/2 sta a Monte San Savino, Cuoiopelli,
Bellaria, quello non conta. Da altre parti il Comune sponsorizza - sì
avete letto bene: SPONSORIZZA la squadra di calcio, perchè sa il
valore che rappresenta per una città. Qui sarebbe successo il finimondo
perchè la ruzzola si sarebbe incazzata per non parlare delle bocce o del
ping pong.
Però nonostante tutto questo, io non mi arrendo. Non mi arrendo a vedere
questa città finire allo sfacelo. Non mi arrendo ad un Gualdo in terza
categoria o in Promozione, anche se lo amerò allo stesso modo.
Non avrò pace finché il Gualdo non sarà tornato in C2, non fosse altro
per onorare chi il Gualdo e Gualdo lo ha amato più della sua stessa
vita. GIURO CHE LO FARO'
Bob (dal muro dei tifosi 13.07.06) |
|
Sono veramente arrabbiato per quanto successo in quanto fino all'ultimo
siamo stati presi in giro su una cosa che riusciva ad unire tutti: la
S.S. Gualdo. Per più di dieci anni sono stato un giocatore delle
giovanili, sempre invidiati da tutti, perché il nostro vecchio grande
Presidente teneva all'immagine più di ogni altro (in Berretti avevamo
giacca e cravatta). Ora trovarsi a questo punto con una mancanza di
stile da tutte le parti è veramente ignobile. Mai la verità è venuta
fuori.
La cosa più triste è stata comunque quella di vedere gente sempre meno
raccomandabile allo stadio, gente che ha fatto "arrosti". Da ogni parte
della regione, da Castello fino al ternano. Veramente un peccato essersi
fidati di loro. Come si faceva a non sapere e a non vigilare?
Cerchiamo almeno di ripartire con le nostre forze senza altri
avventurieri o altri personaggi fasulli. Ripartiamo con le nostre forze
e solo con gente che vuole veramente bene al Gualdo.
Forza Gualdo
Alessandro Bazzucchi (mail del 13.07.06) |
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Mi
dispiace per questa fine ingloriosa del Gualdo.
Un tifoso dell'Avellino (mail del 13.07.06) |
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Che tristezza!!! Alla vostra gloriosa società appartengono alcuni tra i
ricordi migliori della mia vita e della mia famiglia. Mi auguro, ma
soprattutto auguro agli amici gualdesi di poter tornare a respirare
quella sana aria di sport che e' nel dna di una città come la vostra,
coraggio! Non ci sono parole per esprimere tutta la solidarietà alla
famiglia Barberini se non altro per la stima e la sincera ammirazione
per ciò che hanno fatto in tutti questi anni. Di sicuro non sarebbe mai
e poi mai dovuta finire in questa maniera.
Stefano Chinea (dal muro dei tifosi - 13.07.06) |
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Correva l'anno 1976 ed Io avevo 5 anni. A quell'epoca risalgono i miei
primi ricordi della S.S. Gualdo. Era un giorno di primavera e mio padre
mi aveva portato per la prima volta al campo sportivo. Nonostante la
tenera età mi ricordo che si giocava Gualdo - Elettrocarbonium e tale
incontro era allora un big match del campionato di Promozione Umbro. Si
giocava ancora al vecchio "Carlo Angelo Luzi" di Via Lucantoni, il campo
dove potevi guardare la partita ad un metro dal rettangolo di gioco,
dove potevi guardare negli occhi i giocatori avversari. Erano i tempi in
cui "l'Cioccetto" e "l'Nics" durante tutti i 90 minuti della partita
inseguivano il guardalinee lungo la rete, lanciandogli insulti ed
invettive e, quando c'era bisogno, tentavano di colpirlo con una
radiolina o con il manico di un ombrello infilato tra le maglie della
rete che separava il "parterre" della tribuna (forse l'unico e vero
parterre di tutti gli stadi italiani, dal momento che si trattava di un
pezzo di prato largo un paio di metri posto sotto la vecchia tribuna,
ovvero "per terra") dal campo di gioco.
Quelli erano anche gli anni de "Vittoria La Bella de Nonna", che era
divenuta famosa in tutti i campi umbri per i suoi coloriti epiteti
rivolti contro arbitri, guardalinee ed avversari. Le sue invettive tipo
"Che te spojie 'n fulmine" o "Che posce 'ngojatte 'na motosega accesa"
(tanto per citare quelle meno offensive), sono ormai diventate dei
"cult" del tifo gualdese. Si sono succedute poi le ere della "Regina" De
Silva, del ritorno del povero Nello Saltutti e del presidente Di
Benedetto, delle sfide contro l'Angelana, la Narnese, la Julia Spello ed
il Bastia. Ogni anno un'avversaria diversa per la promozione, ma
purtroppo sempre lo stesso risultato, a favore degli avversari.
Ricordo poi, come se fosse ieri, l'avvento della Famiglia Barberini e
della Tagina, il trasferimento al nuovo "Carlo Angelo Luzi", il primo
grande esodo di massa del tifo gualdese e la conseguente prima grande
delusione dello spareggio di Fano contro l'Imola. Quante emozioni e
ricordi dal 1992 in poi: il doppio spareggio contro l'Aquila, la fuga
(su invito delle forze dell'ordine) dalla stessa città abruzzese, la
festa per la storica promozione in C2, l'arrivo di Walter Alfredo
Novellino e la stupenda stagione 1993-94, la sconfitta a Macerata che
comunque (per le contemporanee sconfitte di Livorno e Pontedera)
significava la matematica promozione in C1, la conseguente festa in
Piazza, la trasferta in treno a Trapani, la vittoria all'ultimo minuto
contro il Trapani con il neo campione del mondo Materazzi (allora
giovanissimo) piangere al centro del Carlo Angelo Luzi, l'ingresso allo
Stadio Adriatico di Pescara con la banda in testa e 4000 gualdesi
festanti dietro, applauditi ed incoraggiati dai pescaresi che si
affacciavano da finestre e balconi, il muro biancoverde dei 15.000
avellinesi che assiepavano lo stadio abruzzese, il gol di Pierpaolo
Tomassini e l'illusione della serie B, il palo di Arturo Di Napoli, il
settimo calcio di rigore fallito dal capitano Massimo Costantini e lo
svanire del sogno della serie B, la trasferta in treno ad Acireale ed il
gemellaggio con i siciliani, l'ormai ennesimo esodo a Castel di Sangro e
la sconfitta all'ultimo minuto del Gualdo di Cavasin, i rocamboleschi e
purtroppo amari ultimi minuti del Gualdo di Walter Nicoletti contro la
Nocerina, le dirette in pay TV, le partite ufficiali contro squadre
quali Torino, Udinese, Fiorentina, Reggina, Lecce, Livorno, Ascoli,
Avellino, Empoli, ecc.. Quanti giocatori ed allenatori ormai affermati
hanno vestito la maglia della S.S. Gualdo e quanti da avversari ne hanno
calcato il campo.
Oggi, purtroppo, questi sono destinati a restare dei ricordi, bei
ricordi che il tempo non cancellerà e che proprio nel momento in cui sto
scrivendo mi fanno venire la pelle d'oca e scendere qualche lacrima.
L'11 luglio 2006 alle ore 13.00, nel periodo, che nonostante la
conquista del quarto titolo mondiale da parte dell'Italia, a causa degli
scandali di calciopoli è il più buio della storia sportiva dello
stivale, qualcuno venuto da Terni ha deciso di mettere fine alla storia
di una società sportiva, patrimonio della collettività gualdese, che
finché è stata gestita da gualdesi non si è mai macchiata di alcun
debito e costituiva un esempio per tutte le società sportive italiane.
Caro Signor Moroni, l'11 luglio 2006 alle ore 13.00 Lei ha privato tutti
i giovani, gualdesi e non, di tutte le emozioni, gioie, soddisfazioni, e
sogni che io come tanti altri abbiamo potuto vivere, per le quali
abbiamo potuto commuoverci, esaltarci e farcene vanto. Lei ha privato
Gualdo ed i gualdesi del loro più bel giocattolo. Lei Signor Moroni, si
deve vergognare, anche se sono consapevole che persone come Lei ne sono
incapaci, altrimenti non sarebbe arrivato a tanto.
Il Gualdo ai gualdesi, per costruire, se possibile, delle basi solide
per il futuro e cercare di riportare Gualdo nel calcio che conta in modo
da far provare anche alle generazioni future le emozioni che la mia
generazione ha potuto vivere. Grazie e addio grande Gualdo.
Marco Tini (mail del 13.07.06) |
|
Anche se oggi è legittimamente ancora il tempo dello sconforto, del
dolore e della rabbia, da ore comunque mi passa per la mente una cosa:
anzi per la precisione una grande manifestazione di popolo gualdese dove
la nostra
migliore gioventù, i nostri migliori tifosi, i nostri migliori
lavoratori, i nostri migliori gualdesi, scendano in piazza per ribadire
in Piazza Martiri il proprio attaccamento alla città e al Gualdo Calcio.
C'è bisogno di far capire a chi governa e chi sta all'opposizione che
bisogna invertire la rotta, che bisogna trovare dei toni più
concilianti, che bisogna essere meno sinistri o destri, è più gualdesi.
C'è bisogno di far capire alla Federazione nazionale e regionale che
comunque vada meritiamo un posto almeno in Eccellenza. C'è bisogno di
far capire che esiste un'unica Gualdo, quella dei Gualdesi da
generazioni, quella che lavora, quella che fa i mutui, quella del Beato
Angelo, quella che non ha il macchinone sospetto, quella che ama, e che
si vuole riprendere la sua città. C'è bisogno di scendere in piazza,
senza politica, ma solo per rispetto di noi stessi. C'è bisogno per
capire cosa vogliamo fare in fatto di sport, di economia, di giovani
coppie, di mezzi di comunicazione, di sicurezza, di benessere, di
immigrazione. Insomma si deve capire quale sarà il nostro futuro.
Nicola Bossi - giornalista "La Nazione", dir. "L'Eco del
Serrasanta" (mail del 13.07.06) |
|
Avrei voluto scrivere subito qualcosa su questo sito per tentare di dare
fiducia e speranza a tutti i tifosi del Gualdo e a tutti i cittadini di
Gualdo, ma non ci sono riuscito. Non ci sono riuscito, perchè anche io
ho subìto il colpo, non riuscivo a digerire questa brutta fine del
Gualdo Calcio e ancora adesso non mi sembra vero... Scompare una società
storica, una tradizione sportiva importantissima e una squadra che è
sempre stata l'orgoglio di questa città, ma ricordiamoci cari amici
gualdesi che siamo ancora in tempo per non far sparire la passione e
l'amore verso il calcio e verso quello che sarà il futuro Gualdo! Non
diamo la soddisfazione a colui che ha fatto sparire il Gualdo dai
professionisti di farlo sparire dal calcio. Da qualunque categoria
ripartirà, stiamo vicini al nuovo Gualdo, ricordiamoci quanto stiamo
soffrendo in questi giorni e diamo una mano ognuno nel suo piccolo a
coloro che cercheranno di riportare il Gualdo nel calcio che conta e che
merita. Il calcio è passione amore e unione. Allora cari amici gualdesi
stiamo uniti anche nella sofferenza come in questi giorni e speriamo in
un futuro migliore, un futuro che il Gualdo Calcio e tutta Gualdo
merita.
Marco Campese - centrocampista Gualdo dal 2001 al 2005 |
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Prima di tutto vorrei chiarire di parlare a titolo strettamente
personale, anche se, commentando l’accaduto in città, ho trovato più
persone unite al mio sentimento: dispiacere. È proprio vero. Dispiace di
non poter contare sul nostro piccolo, grande derby. Gli sfottò, le
delusioni e le grandi vittorie. Un sano campanilismo, forse sentito più
qualche anno fa, ma che rendeva la domenica carica di passione. Son
sicuro che tra qualche anno ci ritroveremo, nella speranza che questo
avvenga per meriti vostri, non demeriti nostri. È vero anche che un
domani potremo sempre rinfacciarvi l’onta della cancellazione tra i
professionisti e chissà quanto altro ancora in perfetta coerenza con la
nostra rivalità. Comunque, dispiace.
Non voglio concludere con inutili affermazioni ipocrite. Dico che la
delusione che sta ricadendo su tutta Gualdo, di certo, non sta segnando
indelebilmente le mie giornate. Ad ognuno la sua croce e, ora, la vostra
è molto pesante. Comunque in questi giorni di sana ebbrezza calcistica
da mondiale, un inaspettato dispiacere mi sta accompagnando.
Un tifoso eugubino (dal
muro dei tifosi 13.07.06 |
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Condivido in pieno le preoccupazioni degli amici del sito che peraltro
conosco personalmente e sulla cui passione, dedizione e professionalità
non ho mai dubitato, le condivido a tal punto da rilanciare tre
proposte:
1) La si smetta una volta per tutte di fare lo scaricabarile ormai
purtroppo il dado è tratto e nessuna polemica politica potrà ridarci la
C 2, ognuno di noi può avere le proprie legittime idee sulla vicenda, ma
credo che in momenti di difficoltà come questi sia molto più utile unire
le forze piuttosto che disperderle, se è vero che tutti ritengono il
Gualdo Calcio (almeno a parole) un patrimonio della città allora tutti
remino dalla stessa parte, non
facciamo per favore di questa triste vicenda un motivo di esclusiva e
sterile polemica politica.
2) Proprio per questo, perchè ritengo che bisogna unire le forze, voglio
riproporre la mia idea di un'azionariato diffuso aperto al contributo di
tutti coloro vogliono vedere risplendere al più presto la luce del
Gualdo, è vero c'è stato un danno enorme, ma piangersi addosso serve a
ben poco e allora perchè non pensare che ognuno faccia la propria parte
?? Valutate il valore sociale, etico, educativo e sportivo di questa
proposta.
3) Infine invito gli amici del sito a farsi loro promotori, magari già
da lunedì prossimo di un'assemblea aperta, lanciate dal sito la
sfida vediamo chi veramente e non solo a parole ha un interesse vero
affinché il Gualdo risorga, credo che proprio voi che in questi anni
siete stati così attenti ed appassionati possiate dare una sterzata
decisiva a questa situazione e coinvolgere il maggior numero di soggetti
possibili, fatelo in tanti ve ne
saranno grati, io ci sarò, senza polemiche, col solo obiettivo di far
rinascere al meglio e al più presto i
colori biancorossi.
Massimiliano Presciutti - segretario generale Fillea-Cgil (mail
del 13.07.06) |
|
Cari amici Gualdesi: ho aspettato un po' di giorni per scrivere. Sono in
Argentina ma so tutto quello che è
successo tramite il sito e per mantenermi in contatto telefonico sia con
Roberto Balducci che con altri amici gualdesi. Ho aspettato un po' di
giorni perché non volevo andare oltre i limiti della civiltà per colpa
di una persona che non merita neanche di essere chiamata "persona".
Potrei dire tante cose, ma credo che sono state dette tutte. Quando uno
si trova a 12000 km dalla sua terra e trova nel posto in cui gioca una
città con delle persone che lo accolgono nella maniera che lo hanno
fatto i gualdesi con la mia famiglia uno non può non affezionarsi a quel
posto, e non soffrire per quello che sta succedendo.
Voglio solo dare il mio appoggio a tutti i gualdesi, amici, tifosi e
cittadini in questo momento, soprattutto per tutti i messaggi che hanno
scritto ringraziandomi quando sono andato via. Ma sono io che vi devo
ringraziare e aiutare se possibile nel mio piccolo in questo momento.
Perché credo che sia questo lo spirito giusto per fare di nuovo grande
il GUALDO CALCIO.
Un abbraccio enorme dalla Argentina.
Leo Cortizo e Famiglia - portiere del Gualdo dal 2004 al 2006
(mail del 13.07.06) |
|
Premetto che vi seguo ogni giorno e che state facendo un ottimo lavoro.
Credo, però, che con la sincerità che mi contraddistingue vada
sottolineata qualche nota stonata. Non mi convincono quegli attacchi più
o meno velati nei confronti di alcune testate (compresa Gualdo
Biancorossa da me diretta) per ciò che hanno scritto o non hanno scritto
o per come l’hanno scritto. Deontologia professionale vorrebbe che si
rispettasse l’autonomia editoriale di ogni singola testata che ha il
pieno diritto di trattare una notizia o un avvenimento come meglio crede
nel rispetto delle sue idee, dei suoi tempi e dei suoi spazi. Altrimenti
avremmo solo e soltanto stampa di regime.
Per quanto riguarda Gualdo Biancorossa in 17 numeri ha intervistato il
Presidente Moroni soltanto due volte. All’inizio con Enrico Brunetti ed
alla fine, con il sottoscritto. Non mi pare che una cosiffatta linea
editoriale possa essere tacciata di piaggeria. Anzi. Nel riportare lo
sfogo del Presidente (e non vedo perché avremmo dovuto censurarlo
essendo ancora per tutti il Presidente del Gualdo) chiudemmo l’articolo
scrivendo che le motivazioni che l’avevano fatto arrabbiare non erano
così gravi da giustificare i suoi propositi di disimpegno. Non lo
scrivemmo apertamente ma chiunque, azionando il cervello, l’avrebbe
potuto capire: se te ne vuoi andare dillo apertamente, non prendere
scuse banali.
Non mi pare che il vs sito si sia spinto fino a tanto. Anzi. Dopo la
vostra “sbandierata campagna” per informare il mondo che il Presidente
non pagava gli stipendi, avete pubblicato rettifiche e precisazioni di
Balducci, di Scattolini ed Arcipreti (che il 19
aprile dichiaravano “Per
quanto riguarda, invece, il discorso stipendi ci sentiamo di affermare
che non può essere un ritardo di due settimane sull’ultima busta paga a
gettare fango su un presidente che fino ad oggi si è comportato con la
massima correttezza e puntualità su ogni scadenza riguardante i
giocatori e la gestione economica della società. A Marco Moroni va dato
atto del suo coraggio e della sua serietà fin da quando, nel luglio
scorso, si è caricato sulle spalle il Gualdo Calcio, aiutato
indubbiamente dal sindaco e dall’amministrazione comunale e dal
coinvolgimento di importanti sponsor, ma per il resto Moroni ha dato e
sta dando ottime garanzie per il pesante completamento della stagione
con la convinzione di poter impostare la prossima ancora più ricca di
soddisfazioni. Per questo, noi che abbiamo lavorato al suo fianco anche
se con ruoli non amministrativi, ci sentiamo di ringraziare il
presidente che, anche se a volte la sua voglia di vincere sempre lo
porta ad affermazioni forti, è comunque una risorsa importante ed una
figura di altissima competenza in questo mondo del calcio sempre più
esigente e difficile da gestire.”)
e vostre considerazioni (dal 20 aprile “Soprattutto,
nelle dichiarazioni che potete leggere nelle notizie sotto, è comparsa
la frase magica che rassicura in qualche modo quei tifosi che martedì
mattina erano pieni di pensieri negativi: "si sta lavorando nella
convinzione di poter impostare la prossima stagione ancora più ricca di
soddisfazioni". Ci creda presidente: l'aver potuto tifare, soffrire
e gioire ancora per questa gloriosa maglia e la speranza di poter
continuare a farlo è già per noi la soddisfazione più grande. Per
questo, rassicurati dalle dichiarazioni del capitano, del ds e del team
manager, le auguriamo un buon lavoro e ricominciamo a parlare di calcio
giocato”).
Perché scrivo questo? Perché mi dà fastidio una cosa. Non sopporto chi
sale sul carro dei vincitori all’ultimo minuto. Ma sopporto ancora di
meno chi scende all’ultimo minuto dal carro degli sconfitti al grido di
“io non c’entro niente”.
La verità è che Marco Moroni ci ha preso tutti per i fondelli.
Devo dire che all’inizio dell’avventura personalmente avevo raccolto
qualche informazione da chi lo conosceva bene per averci avuto a che
fare in qualche modo e qualcuno mi aveva detto “Mamma mia! Auguri!”. In
virtù di queste informali informazioni avevo anche manifestato qualche
perplessità a Giancarlo per l’operazione che stava mettendo in piedi
Radio Tadino (e che ci è costatata una bella somma di insoluto). Ma che
significa? Ciò non mi dà il diritto di affermare “io l’avevo detto!”.
Abbiamo visto la squadra all’opera, abbiamo visto i primi risultati,
chiedevo come andava in società a qualche vecchio collaboratore e mi si
rispondeva (“a meraviglia”) e ci abbiamo creduto sempre di più, tutti
quanti. Le uniche critiche che ho letto sul sito, ad esempio,
riguardavano il mancato acquisto di alcuni giocatori. Certo, se, come
afferma Arcipreti oggi, qualcuno ci avesse detto a gennaio che
esistevano certi problemi avremmo agito, pensato e scritto diversamente.
Quindi, per concludere, continuate il vostro impegno perché fornite un
ottimo servizio ma, per favore, basta con la caccia alle streghe o con
la ricerca degli scheletri negli armadi degli altri. Ognuno ha il
diritto di scrivere per quello che pensa, sente e sa in quel preciso
momento. Almeno questa onestà intellettuale tra colleghi ce la dobbiamo
riconoscere. Questo clima da tutti contro tutti non mi piace.
Con simpatia,
Riccardo Serroni - giornalista "Il Messaggero" - direttore Gualdo
Biancorossa (mail del 14.07.06)
La risposta del sito:
Una piccola puntualizzazione
a Riccardo, a cui mi legano e ci legano anni di amicizia e di
collaborazione, mi corre l'obbligo di farla. Non mi è mai passato per
la testa di accusare Gualdo Biancorossa di piaggeria, anche perché
questo giornale come ben sai l'ha ideato il sottoscritto nel 1994 e per
tre anni l'ho pure diretto, continuando a scriverci dal primo fino
all'ultimo numero. Forse non sono riuscito a farmi capire bene
nell'articolo da te citato e mi dispiace sinceramente se quanto ho
scritto ha portato ad una interpretazione diversa da quella che era la
mia intenzione. Ho inserito l'episodio di Gualdo Biancorossa proprio per
dare maggior forza al pensiero, così da voler dimostrare quanto il sig.
Moroni aveva sfruttato l'assist dei suoi collaboratori e del capitano
(del quale ben sai da quale amicizia sono legato) per fare la parte
della vittima, monopolizzando l'attenzione su di lui al fine di mettere
pressione alle istituzioni, riuscendo a far passare addirittura in
secondo piano la possibilità concreta di arrivare ai playoff. Di questo
te ne parlai immediatamente, se ben ricordi, manifestandoti il mio
disagio proprio per essere stato lasciato da solo in quel frangente. Ma
lungi da me e da noi voler aprire una caccia alle streghe e agli
scheletri negli armadi specialmente dei colleghi o di voler dire
"io non c'entro." Noi c'entriamo come e forse più di tutti,
perchè non siamo riusciti a smascherare e a portare a galla cosa c'era
dietro. O forse, trattandosi di questioni estremamente delicate,
semplicemente non ne abbiamo avuto il coraggio. Perché, diciamocela
tutta, tutti gli addetti ai lavori erano a conoscenza di stipendi non
pagati ai giocatori e di alcuni fornitori in attesa di vedersi onorate
le fatture. Proprio la frase che tu hai riportato ("rassicurati
dalle dichiarazioni del capitano, del ds e del team manager, le
auguriamo un buon lavoro e ricominciamo a parlare di calcio
giocato") lo sta a
testimoniare. Il messaggio lanciato al presidente era a metà tra
l'ironia e il serio, per fargli capire che dietro quelle parole di
facciata tutti eravamo consapevoli di quello che stava accadendo.
Purtroppo nessuno di noi, giornalisti, addetti ai lavori, fornitori,
istituzioni, lo ha denunciato per tempo. Forse, chissà, saremmo
riusciti a salvare il Gualdo. Certo, d'altro canto nessuno avrebbe
immaginato di arrivare a tanto. Ma mai, ti assicuro, ci ha sfiorato il
pensiero di voler accusare colleghi (a parte le considerazioni sul
"Puro del Calcio" o su chi ci aveva accusato di faciloneria
nello scrivere non essendoci, secondo lui, informati) o di volersi
tirare fuori. Anzi, le responsabilità ce le assumiamo tutte. Se abbiamo
lasciato appena intendere il contrario ce ne scusiamo. Abbiamo soltanto
cercato di fare una ricostruzione che non ci sembra difforme dalla realtà,
prendendo spunto dal fatto che in questa fase diversi partiti stanno
parlando del caso Moroni con il senno del poi, invitandoli a fare
proposte concrete. Il nostro impegno è assolutamente per unire, non per
dividere. Abbiamo scritto che la piega che sta prendendo la vicenda,
adesso attraversata dalle polemiche politiche, non ci piace per niente.
Figurati se vogliamo mettere in piedi una guerra tra giornalisti. Stiamo
proprio cercando di raccogliere proposte, come tu stesso hai fatto, di
rimettere in piedi un circuito positivo e di superare la fase delle
accuse e le recriminazioni. Solo così, insieme e uniti dallo stesso
scopo, potremo dire di voler puntare a vincere la partita più difficile
che lo sport gualdese abbia mai giocato.
Roberto
Casaglia (www.gualdocalcio.it) |
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Gualdo alzati e cammina…
Quando martedì ho saputo della non iscrizione del Gualdo Calcio, la mia
reazione si è divisa tra la rabbia per l’ennesima mascalzonata del
“signor” Moroni e la tristezza che, da uomo di sport e giornalista, ho
provato e provo per il grave danno arrecato alla città di Gualdo, alla
sua gloriosa società ed ai suoi stupendi tifosi.
Ho la fortuna e l’onore di essere il direttore di una testata,
www.sportinumbria.it, che, grazie al prezioso e puntuale contributo
della redazione di gualdocalcio.it, ha sempre dedicato spazio ed
attenzione alla realtà sportiva di Gualdo in questa stagione.
Non sapete quanto mi è e ci è costato mantenere equilibrio e deontologia
professionale sapendo che la proprietà fosse nelle mani di quel
“signore” che circa 14 mesi fa ha spezzato, con arroganza ed
ingiustificata prepotenza, i sogni del sottoscritto e di altri colleghi
(non entro nel merito, perché non è questa la sede e perché è in corso
un procedimento civile ed amministrativo).
In questi due giorni non ho pensato ad altro. Alle incredibili
similitudini (con i dovuti paragoni) delle due vicende. Proclami, grandi
progetti, entusiasmo che piano piano hanno lasciato il campo ad
esternazioni ed a comportamenti inqualificabili, dove ad essere messi in
discussione sono sempre stati gli altri. Il mancato pagamento degli
stipendi fa parte del gioco. Il gioco di un uomo che si diverte a
calpestare i sentimenti della gente, forte di un egocentrismo smisurato.
Pensare che la società che, sotto la presidenza di Angelo Barberini,
uomo e presidente vero, fece sognare migliaia di appassionati, tenendo
alto l’onore della regione in Italia, sia scomparsa dal calcio
professionistico a causa delle nefandezze di Marco Moroni fa male.
Fa male perché a rimetterci sono ancora una volta i comuni mortali, le
persone oneste. Ecco. Mi scuso di essermi appropriato di questo
spazio anche per raccontare storie personali ma non ce la facevo a non
sfogare la mia rabbia ed unirmi al dolore sportivo di Gualdo. È mia
intenzione trasmettervi un messaggio di solidarietà e speranza. Sono
sicuro, infatti, che anche voi, cosi come la mia redazione, troverete la
forza per rialzarvi, ripartire per un nuova strada, tortuosa, lunga ed
insidiosa ma anche stimolante, che vi permetterà di lasciare al più
presto l’Inferno e tornare in Paradiso. E chissà se, finalmente, a fare
il percorso inverso sia definitivamente il “signor” Moroni…
Marco Bertolini – direttore di www.sportinumbria.it (mail del
14.07.06) |
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E’ con grande dolore
che comunichiamo lo scioglimento definitivo della Gualdo Alcolica 1985,
gruppo storico della tifoseria gualdese. La decisione irrevocabile è
stata presa in seguito alla disfatta della nostra amatissima SS Gualdo.
Dopo la storica ed esaltante esperienza della gestione Tagina, tale
società è stata consegnata, evidentemente in maniera ingenua, a una
dirigenza senza scrupoli e senza onore, indegna erede di veri uomini
come Carlo Angelo Luzi e Angelo Barberini.
Ormai si è rotto un incantesimo durato più di vent’anni e non ci
sentiamo più di appartenere a questo calcio cosiddetto “moderno” e alle
sue logiche meschine e corrotte.
Per quanto ci riguarda non è venuta meno la fede verso i colori
biancorossi che saranno sempre sostenuti da un amore inossidabile, ma è
stato affossato quell’entusiasmo e quello spirito sanamente goliardico
che ha sempre caratterizzato il nostro gruppo.
Sarebbe impossibile descrivere le emozioni e i sacrifici che abbiamo
affronto durante tutti questi anni, ma ci piace ricordare semplicemente
il grande cuore che ci ha spinti a sostenere ovunque il nostro Gualdo,
talvolta in tanti, altre volte in pochi, ma sempre con lo stesso spirito
e la stessa lealtà che ci ha fatto conoscere e rispettare in tutta
Italia.
Chi non ricorda le trasferte oceaniche in treno fino a Trapani? O le
coreografie mozzafiato, che rivedendole in foto, stupiscono anche noi
stessi?
In fondo se pensiamo al nostro amatissimo Gualdo i bei ricordi superano
di gran lunga le delusioni, allora finiamola qui. Da ora in poi ognuno
di noi potrà seguire la futura squadra a modo suo, ma la Gualdo Alcolica
non esisterà più. Questa non è una resa, ma vuole essere uno sprono per
tutti i tifosi del Gualdo, soprattutto quelli più giovani e quelli che
durante questi anni si sono allontanati e hanno fatto mancare il loro
apporto verso la nostra squadra. La speranza è che si possa voltare
pagina e riaprire un nuovo spiraglio, un nuovo modo di vedere le cose,
magari ripartendo dal basso, magari cercando maggiore collegialità
intorno a uno sport che deve tornare ad essere veramente un perno
aggregativo più pulito, come lo era un tempo.
Per quanto ci riguarda metteremo sicuramente a disposizione la nostra
esperienza e la nostra passione, anche in previsione di nuovi progetti,
ma questa lunga stagione la riteniamo conclusa.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto e hanno amato insieme a
noi i colori biancorossi, ma un pensiero speciale va a quelle persone
che purtroppo non sono più con noi, su tutti il Presidentissimo Angelo
Barberini e il nostro sindaco Rolando Pinacoli.
Salutiamo infine le tifoserie gemellate, quelle amiche, ma anche quelle
che nonostante la rivalità si sono dimostrate degne avversarie. IL GUALDO
E’ FORTE E VINCERA'.
Gruppo Gualdo Alcolica '85 - (mail del
14.07.06) |
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Sono veramente
dispiaciuto per la fine che ha subito questa gloriosa società per mano
di un buffone e venditore di fumo qual è Marco Moroni, basta vedere le
sue foto sui quotidiani sportivi per rendersene conto! Ho seguito
indirettamente le sue peripezie alla Virgilio Maroso in questi ultimi
anni (ha cambiato 4 tecnici in una stagione facendo arrivare nuovi
giocatori in qualsiasi mese dell'anno e purtroppo sentivo che
quando è approdato al Gualdo qualcosa di strano sarebbe successo e me ne
dispiace). Ringrazio il Gualdo e la città stessa per avermi dato
l'opportunità di affacciarmi per un paio di stagioni nei professionisti.
Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e ripartire da persone che
veramente tengono a questo sport, non affidandosi a smaniosi
imprenditori egocentrici e che promettono e poi non mantengono. Forza!
Magari l'anno prossimo giochiamo contro con l'auspicio rivedere il
Gualdo nelle categorie che più gli competono!
Matteo Arcangeli - giocatore Nestor, a Gualdo dal 2000 al 2002
(mail del 14.07.06) |
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Sono passati solo tre
giorni e ancora rimbombano nelle mie orecchie le parole del sindaco di
martedì alla conferenza stampa "il Gualdo Calcio non fa più parte
dei professionisti". Essere in comune martedì e veder piangere quei pochi
tifosi presenti, è stata per me una forte conferma di quanto il Gualdo
Calcio sia veramente importante per questo paese. Può sembrare strano,
che un giovane ragazzo come me, a Gualdo da soli due anni, abbia così
tanto preso a cuore ciò che è successo, ma penso che il calore che i
gualdesi e soprattutto ciò che il Gualdo Calcio mi ha dato, sia
difficile da trovare nella moderna realtà calcistica. Avrei tanto voluto
continuare questa esperienza, ma purtroppo con rammarico, sono stato
costretto a cambiare casacca. Il Gualdo Calcio di battaglie ne ha vinte
tante con serietà e lealtà, e, da quelle poche che ha perso ne è uscito
sempre a testa alta. Forse questa sarà la più dura dopo 86 anni, ma sono
certo che non ti tirerai indietro al momento opportuno. In bocca al lupo
Gualdo... e soprattutto GRAZIE!!!
Mauro Antonacci - difensore Gualdo dal 2004 al 2006 (mail del
14.07.06) |
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La verità di Diego Pascolini, assessore allo sport
Comune di Gualdo Tadino
Ho letto le fantasiose
dichiarazioni del presidente del Gualdo Calcio riportate oggi da un
quotidiano umbro e sono rimasto letteralmente allibito, pertanto ho deciso
di rispondere per cercare di mettere in fila le questioni. Anche perché in
questi giorni in tanti hanno scritto e parlato, spostando la vicenda su un
piano politico che al momento è solo di cattivo gusto e non serve né al
Gualdo Calcio né a Gualdo Tadino. In un momento in cui bisogna fare fronte
unitario per presentare una
squadra nella categoria più alta possibile, si è alzato il coro dei “io
l’avevo detto”, ma solo alcuni – la famiglia Barberini, la Tagina e
Mario Moriconi – hanno secondo me il diritto di farlo. Per il resto solo sciacallaggio politico e di cattivo gusto di chi – pur non sapendo neanche
da quale parte si entra allo stadio – cavalca l’onda per meri interessi
politici e non per quelli della città, dello sport.
Oggi
mi viene da domandare dove erano tutti questi "signori" (politici
e sindacalisti) quando la Tagina nello scorso anno non rinnovò la
sponsorizzazione con il Gualdo Calcio? Dove erano nel mese successivo quando
il sottoscritto e il Sindaco cercavano di percorrere tutte le strade
possibili per poter salvare il Gualdo calcio? Non li ricordo, ne ricordo dove
erano i giorni scorsi quando ancora insieme ad alcuni appassionati correvamo
a destra e a sinistra per poter trovare una soluzione al problema. Anzi,
alcuni di loro li ricordo, pochi giorni fa all'assemblea al circolo dello
stadio, silenti, sbalorditi come se non sapessero nemmeno di cosa parlavamo.
Lo credo davvero che non lo sapessero. Non comprendo nemmeno il
comportamento di chi, nella presentazioni della scorsa stagione era li in
piazza Martiri ad applaudire e tifare Moroni e adesso dice: "lo sapevo
io" "lo dicevo io"; é troppo facile e anche un po’
vigliacco.
Al contrario mi sento di comprendere chi nella scorsa estate
aveva manifestato le proprie riserve verso Marco Moroni. Ma anche a loro
voglio dare una risposta. Nella scorsa stagione, quando la Tagina che con
tanto amore e con grandi sacrifici aveva portato avanti un sogno durato per
anni ci investì del problema iniziammo immediatamente a cercare le
possibili soluzioni. Prima di tutto ci rivolgemmo all'imprenditoria locale
che, tranne in alcuni casi, non diede disponibilità per sostenere non uno, ma
nemmeno "mezzo" campionato professionistico. Marco Moroni ci cercò
e ci disse che qualora ci fossero stati alcuni sponsor - come poi è stato -
lui sarebbe stato disponibile a rilevare la società e a portarla avanti. Questa, vi posso garantire, è stata l'unica
proposta che il sottoscritto e il Sindaco hanno avuto sul "tavolo"
in maniera concreta e non solo a chiacchiere. A questo punto Mario Moriconi
che il 30 giugno, con una grande dimostrazione di serietà e di amore verso
il Gualdo calcio aveva fatto l'iscrizione, presentando una garanzia
personale, chiese agli interlocutori che entro il 15 luglio avrebbero dovuto
sostituire la fidejussione per non vedere il calcio professionistico sparire
da Gualdo. Così fu e infatti il giorno 15 Marco Moroni arrivò in Comune con
la fidejussione in mano. Cosa dovevamo fare? Dire a Moroni di tornarsene a
casa e far sparire il Gualdo dai professionisti? Con il senno di poi mi
verrebbe da dire di si. Ma posso dire anche con molta onestà che se mi
dovessi ritrovare nella stessa situazione dello scorso anno rifarei quello
che ho fatto, perlomeno fino ad aprile, ai primi segnali. Lì forse avremmo
dovuto essere più incisivi, ma le dichiarazioni di Moroni erano
tranquillizzanti. Siamo consapevoli di aver fatto un errore nel fidarsi del
personaggio, ma purtroppo non abbiamo avuto il privilegio di
scegliere tra più soluzioni. Mi
sarebbe piaciuto vedere quello che sarebbe successo se, quando Moroni si
presentò con la fidejussione, noi lo avessimo mandato a casa. Chissà
quante ne sarebbero state dette sull'amministrazione che avrebbe fatto
morire il calcio. Quest'anno purtroppo ci siamo trovati in una situazione
ancora più difficile; infatti solo il giorno prima del 27 giugno abbiamo
saputo da Alvaro Arcipreti che Moroni non aveva intenzione di iscrivere la
squadra. Che colpa abbiamo se gli sponsor non hanno voluto continuare con
lui, se non è stato capace di creare qualcosa. Noi la nostra parte
l’avevamo fatta, forse andando anche oltre il nostro compito, esponendoci
in prima persona.
Solo
pochi giorni prima, e a seguito di un incontro con il Sindaco il
"presidente" aveva pubblicamente manifestato la propria intenzione
di proseguire anche per questa stagione, magari con un budget ridotto. Come
facevamo a pensare che non avrebbe fatto nemmeno le regolari pratiche di
iscrizione? Abbiamo preso atto della situazione e con grande difficoltà,
per la ristrettezza dei tempi ci siamo messi al lavoro in maniera continua
senza perdere nemmeno un minuto e siamo riusciti a trovare disponibilità, da
parte di imprenditori locali e non, a rilevare la società biancorossa. Ci
siamo sentiti un po’ sollevati, anche perchè Marco Moroni il 27 giugno
telefonicamente mi aveva confermato la volontà di abbandonare il Gualdo e
la disponibilità di riconsegnare la società cosi come l'aveva ricevuta.
Magari l'avesse fatto. Il giorno venerdì 7 luglio Giorgio Bresciani e gli
altri sponsor si sono incontrati in Comune alla presenza del Sindaco e del
sottoscritto. Si è trovato immediatamente l'accordo, tutto era pronto
compresa la disponibilità di sanare anche qualche debito della vecchia
gestione. Nel pomeriggio, come stabilito, sarebbe dovuto arrivare Marco
Moroni per accordarsi con gli acquirenti per i passaggi di proprietà; ma
purtroppo non si è presentato. Se si fosse presentato si era ancora in tempo
per permettere a chi doveva entrare di verificare le "carte", di
acquisire la proprietà e di presentare tutta la documentazione necessaria
per la scadenza fissata per il giorno 11 luglio. Marco Moroni queste cose le
sapeva, ma ha creduto giusto non presentarsi. Non è vero, come egli dichiara,
che nessuno di noi lo ha contattato. Ho l’elenco delle telefonate che gli
ho fatto, prima e dopo l’incontro a Bologna con Bresciani, i tempi
c’erano. Lui non si è degnato di muoversi, abbiamo parlato con i suoi
collaboratori, ma non è servito a nulla. Moroni aveva fatto i suoi conti.
Nel disperato tentativo di salvare la situazione il lunedì mattina ci siamo
recati a Terni poiché lui non ha avuto neanche il coraggio di venire a
Gualdo, nella città dove appena un anno fa era stato caldamente accolto da
tutti.
Ormai
solo una soluzione esisteva: che Marco Moroni presentasse la
fidejussione il giorno seguente per dar modo agli acquirenti di poter fare i
passaggi di proprietà e di sostituire la sua garanzia entro 4-5 giorni.
Questo era l'impegno che gli abbiamo chiesto e questa era anche la
disponibilità che Giorgio Bresciani gli ha ribadito telefonicamente. Non ha
voluto fare nemmeno questo, che era la cosa minima che potesse fare una
persona che ha un po’ di dignità. Con la sua arroganza, che purtroppo
abbiamo scoperto solo negli ultimi giorni, ha fatto si che una società gloriosa come il Gualdo calcio sia potuta scomparire
dalla storia. La beffa è stata doppia poiché Moroni
ha voluto far scomparire questa realtà nonostante ci fosse gente pronta a
rilevarla. Aver dato la squadra in mano a Moroni ora mi rammarica, ma so
anche che era l'unica soluzione, ma peggio è stato aver dato
fiducia a livello umano ad un personaggio del genere, che ha tradito me, il Sindaco e l'intera città. Con questa lettera non
voglio ne giustificarmi ne attaccare nessuno,voglio solamente raccontare la
storia VERA.
Ora
non solo da amministratore, ma da cittadino gualdese e da grande amante di
questo sport un altra cosa mi preme. Il momento delle polemiche deve finire
per poter dare spazio alla rinascita del calcio, quello con la "C"
maiuscola che ha visto la nostra città sempre all'avanguardia. Faccio
quindi un appello a tutti, agli imprenditori, agli appassionati, ai tifosi e
a tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, a
stringersi insieme per
affrontare e risolvere il problema del Gualdo. Tutti insieme e senza
polemiche, sono sicuro che riusciremo a ridare al calcio gualdese il posto
che merita. Quindi mercoledì alle ore 21,00 tutti al palazzetto dello
sport.
P.S.
Voglio ringraziare i tifosi che anche in questa occasione cosi complessa
hanno dimostrato come sempre grande responsabilità e civiltà, e
permettetemi infine di ringraziare coloro che curano con tanta passione
questo spazio web, che è e dovrà continuare ad essere il sito del Gualdo
calcio.
Diego Pascolini - assessore allo sport comune di Gualdo Tadino |
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Era il 1991. Avevo 15
anni e mi sentivo innamorato, ieri come oggi, dello sport e del calcio
in particolare. Sì, del calcio, del territorio del prodigio. Avevo
talmente tanta voglia di cimentarmi con la professione giornalistica che
tramite Giorgio "Il Vichingo" Menghini, contattai l'emittente televisiva
Gualdo tv 23.
Iniziai allora a collaborare seguendo il calcio dilettantistico,
commentando partite di Prima e Seconda Categoria. Il Sigillo, la Vis
Palazzo Mancinelli, il Costacciaro. E nel contempo, grazie al compianto
Tonino Campioni, mi ritagliai uno spazio sempre maggiore nella
televisione di Gianni e Roberto Teodori, persone che non smetterò mai di
ringraziare.
Leggevo anche il telegiornale la sera, tutti i giovedì, e conducevo
insieme ad Alberto Scattolini una trasmissione televisiva dal titolo
"Obiettivo Sport".
Ma il mio sogno, allora, era di commentare le partite del Gualdo. Perché
per me il Gualdo era il massimo.
Mettere piede nella tribunetta stampa del Carlo Angelo Luzi era un
desiderio segreto che avevo dentro di me e che gelosamente non svelai a
nessuno. Zitto zitto quel mio sogno diventò realtà. Ricordo ancora la
vittoria del campionato di C2, le trasferte con il fuoristrada di Gianni
e Roberto, la mia timidezza nel presentarmi ed anche nell'intervistare i
protagonisti. Insomma, il Gualdo mi diede uno slancio non indifferente
dal punto di vista lavorativo e la consapevolezza che, facendo tanti
altri sacrifici, magari un giorno sarei potuto davvero diventare un
giornalista professionista.
E così, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, ho sempre continuato
a seguire con grande affetto il Gualdo Calcio. Cui sono legati miei
ricordi indelebili, emozioni uniche, persone e volti indimenticabili.
Sono passati tanti anni, così, in maniera veloce, troppo veloce. E pochi
giorni fa, martedì per la precisione, ho avuto un attimo di smarrimento
nell'apprendere di mattina presto la notizia della non iscrizione alla
serie C2. Ancora oggi non ci credo. Forse inizierò a rendermene conto
quando a breve, purtroppo, dalla pagina dedicata alle Umbre di C2
dovremo togliere lo spazio quotidiano del Gualdo. Per inserirlo nelle
pagine del calcio dilettantistico. Una delusione tremenda. Che il tempo,
solo il tempo, mitigherà lentamente. Sono vicino a tutti coloro che
hanno amato, almeno per un istante della loro vita, i colori
biancorossi. E spero tanto di poter raccontare, un giorno, la rinascita
di una gloriosa società. Tutto rinasce....
Auguri Gualdo, auguri di cuore.
Daniele Sborzacchi - Caposervizio Sport "Il Giornale dell'Umbria"
(mail del 15.07.06) |
Caro Sito, avevo 15 anni quando
mio padre mi portò per la prima volta a vedere il Gualdo Calcio, al
"Carlo Angelo Luzi", allora militava nei dilettanti, e lo sponsor era
la Tagina con in testa il compianto PRESIDENTE Angelo Barberini. La prima delusione fu quella dello spareggio valido per l' ingresso in
serie C2 perso con l' Imola all' ultimo minuto del secondo tempo
supplementare, ma l' anno dopo il Gualdo vinse il campionato
dilettantistico contro la Narnese per 1-0 con un gol di Biagini e fu
spareggio con L' Aquila vinto per 2-0 con le reti di Omar Canestrari
detto "Leone" e Osmani su rigore, il ritorno fu 1-1 con una rete di
Biagini. E fu C2, ma la fine della partita la seguimmo sul pullman,
perchè i tifosi locali ci minacciarono e allora fummo fatti uscire
prima.
Poi seguirono gli anni di Novellino con la vittoria del campionato che
valse la promozione in C1. L' anno successivo vincemmo la semifinale
play off, con il Trapani, rete di Tomassini al 90" e fu finale per la
B con l' Avellino, persa maledettamente ai rigori dopo che il Gualdo
aveva accarezzato il sogno della serie B, portandosi in vantaggio per
1-0 con una punizione di Tomassini. Il resto è storia recente con il
fallimento del Gualdo Calcio, causato da una persona che risponde al
nome di Marco Moroni. Ma una cosa è certa il Gualdo rimarrà per sempre
nei nostri cuori. Cordiali saluti.
Emanuele Botticelli (mail del 15.07.06) |
|
Ho letto attentamente
la lunga ed appassionata
lettera che Diego Pascolini ha inviato al sito. Premetto che Diego
è un amico ed una persona che stimo, e credo che sia giusto in momenti
come questi, che chi come lui ha seguito l'intera vicenda buttando
spesso il cuore oltre l'ostacolo, provi profonda amarezza e si senta
in dovere di chiarire fino in fondo come sono andate le cose.
Personalmente in questi giorni ciò che ho detto e scritto è sempre
stato scevro da polemiche (forse sono stato uno dei pochi) e dettato
da uno spirito propositivo.
Non mi sono mai permesso di dire e nemmeno di pensare "l'io l'avevo
detto", non ho lanciato strali o attacchi verso nessuno se non verso
Marco Moroni, ho semplicemente fatto una proposta, che per carità non
pretendo che sia condivisa, ma da sindacalista (anche qui credo
l'unico ad essere intervenuto caro Diego) da cittadino e da tifoso,
che dal 1980 segue le sorti del Gualdo Calcio, in un momento così
difficile ho ritenuto importante rilanciare l'aspetto etico, sociale
ed educativo del gioco del Calcio soprattutto in una città come Gualdo
che ha sempre vissuto questo splendido gioco in maniera diversa
rispetto al resto d'Italia grazie soprattutto all'impegno di Tagina
dei suoi dirigenti e del PRES ANGELO BARBERINI. Prove ne siano gli
attestati di stima pervenuti copiosi a
questo sito in pochissimi giorni. A volte assumersi delle
responsabilità, anche in situazioni difficili costa fatica, ma occorre
farlo, non con l'intento di pontificare, ma cercare di dare un
contributo.
Devo dire che anche io ho trovato di PESSIMO gusto, le speculazioni
politiche su questa vicenda ed anzi le ho pubblicamente condannate
proprio su questo sito. Ritengo infatti che i terreni di battaglia
politica siano e debbano essere altri, nei quali purtroppo vedo da
anni un certo torpore. Se la vitalità, la dialettica anche aspra (e in
questo caso lo ripeto fuori luogo)che si e scatenata in questi giorni,
ci fosse stata nel tempo SU TUTTI I
TEMI DI INTERESSE GENERALE, sicuramente ne avrebbe tratto vantaggio
l'intera città, ma questo è un altro ragionamento.
Per chiudere voglio restare al tema, Diego sa, perchè democraticamente
eletto, che amministrare la cosa pubblica comporta oneri ed onori, che
nessun amministratore sarà mai scevro da critiche in qualsiasi campo e
capisco anche quello che prova in questi giorni, dopo che ha visto
sfumare, non per colpa sua, un progetto sul quale si era speso così
tanto, ma questa è la vita, sono, me lo concederai, i "rischi del
mestiere", non sempre le cose vanno come vorremmo, ma bisogna farsene
una ragione senza isterismi, ma guardando avanti, cercando se
possibile di moltiplicare gli sforzi affinché le cose cambino.
Sono d'accordo con te Diego e anche in questo caso, l'ho pubblicamente
detto e scritto, che in momenti come questi non serve a nulla ed a
nessuno fermarsi ad autoflagellarsi, occorre reagire, "sporcarsi le
mani" ed io ribadisco, per quel poco che conta, e per quel poco che
potrò dare, la mia disponibilità a fare la mia parte per ridare a
Gualdo un patrimonio culturale e sociale come il calcio. Una cosa
però ti consiglio, non cadere nella trappola dello sfogo, leggi
attentamente ed ascolta bene le cose che si dicono,sappi distinguere,
lo sciacallaggio
di bassa lega dal libero e democratico confronto dialettico e
soprattutto non fare di ogni erba un fascio, nei momenti difficili
(anche questo l'ho già detto e scritto) occorre unità, occorre
coniugare sentimento e ragione, occorre verificare se alle tante
esternazioni seguiranno fatti concreti. Ecco, con la mia proposta, che
deve essere presa come tale e niente più, ho voluto lanciare una
sfida: vediamo chi ci sta, vediamo chi nei fatti e non solo a parole
ha veramente a cuore le sorti del Gualdo Calcio. Mi dispiace Diego, ma
questo era ed è il mio unico e solo scopo. Di una cosa inoltre puoi
essere certo, che non cambierò idea ed anzi rilancerò la proposta
all'assemblea del prossimo 19 luglio, sfidando i fischi, i malumori,
le malelingue, forse anche gli insulti, ma alla fine che importa, se è
vero che le idee camminano sulle gambe degli uomini, meglio esserci
che... fare finta di esserci. Un fraterno saluto e te e ai
ragazzi del sito, ci vediamo mercoledì... IL GUALDO E' FORTE E
VINCERA'!!!... ANCHE STAVOLTA
Massimiliano Presciutti - segretario generale Fillea-Cgil (mail
del 15.07.06) |
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Non so se sarà più
possibile in questa società, ma credo che il calcio, come tante altre
attività della vita, dovrebbero nascere da un sentimento di passione e
d'amore, no da interessi, siano essi politici o di altra natura. Il
calcio lontano da questi aspetti, continuerebbe a far sognare anche in
terza categoria.
La passione va al di la dei personalismi, mentre la politica dimostra
insieme ad altri interessi di andare oltre. Ma ciò cosa centra con la
passione per calcio?
Siamo stati grandi perchè c'era un Grande Uomo che sapeva amare il
Gualdo e i gualdesi, possibile che non siamo in grado di raccoglierne
il testimone e la lezione di vita che ci ha donato in quegli anni
meravigliosi?
Un Vero Uomo, che ha saputo amare e donare generosamente, senza
risparmiarsi, per il Gualdo e i gualdesi e poco importa se con il
calcio ha avuto la possibilità di farlo in C1.
Sarebbe stato un grande PRES anche in terza categoria, perché aveva la
passione per la gualdesità, ecco cos'è che ti porta a fare grandi
imprese.
Mi ripeto è entrato nei nostri cuori non perchè ci ha portato alle
soglie della serie B, nella leggenda, ma perchè era il più nobile
interprete del sentimento gualdese. Si, ora qualcuno obbietterà "se
non hai i soldi con la passione non fai niente".
Verissimo; allora le cose sono tre, o ci accontentiamo, di gualdesi
appassionati "se ci sono ancora" sinceri onesti ed interessati solo
alla palla che rotola, e noi orgogliosi ce ne freghiamo della
categoria in cui si gioca. O fare i servi del prossimo padrone, mosso
da chissà quale interesse.
Oppure smettere tutti questi piagnistei, e mettersi TUTTI le mani in
tasca in base alle proprie possibilità, questo si che sarebbe un bel
gesto d'amore incondizionato.
Chi ama e amato il Gualdo sa benissimo che con la sua scomparsa gli è
stato inflitto l'ultimo irreparabile torto, il più grave, quello di
ripudiare un pezzo di storia della gualdesità e questo non lo si potrà
dimenticare mai.
anonimo (muro dei tifosi - 15.07.06) |
Mi è bastato
giocare un anno con la casacca del Gualdo per amarla e portarmela
sempre nel cuore. Il mio ricordo di Gualdo e dei gualdesi, non si
limita all'aspetto puramente calcistico (anche se quell'anno
vincemmo il campionato ed entrammo nel mondo dei professionisti, con
una cavalcata davvero irresistibile. E chi si scorda il ritorno da
L'Aquila sul pullman con un Barberini show?), ma sopratutto al
rapporto che in qualche modo io e la mia famiglia, ha stretto con
questa splendida realtà, con gli amici, con i tifosi, con la gente.
Ebbene, conoscendo l'orgoglio, la dignità, la passione, che ogni
gualdese ha dentro di sé, voglio dirvi che questa nuova mazzata, non
farà altro che aumentare l'amore verso la casacca biancorossa, e che
presto ritornerete a calcare i campi più prestigiosi di tutta
Italia. Questo e' l'augurio che voglio farvi dal più profondo del
cuore.
Un abbraccio a tutti i miei amici GUALDESI!!! IL GUALDO
E' FORTE E VINCERA'!!!
Giorgio Tomba - ex bomber biancorosso (mail del 16.07.06) |
|
Nell'autunno del 2004, periodo in cui ho avuto la fortuna di cominciare a
collaborare con l'emittente televisiva GualdoTV23, con immenso piacere ho
cominciato ad avvicinarmi naturalmente in modo molto intenso anche alla
città di Gualdo, sopratutto per ciò che concerne la sua vita sportiva. Per
carità, venendo dalla vicina Fabriano conoscevo questa città, ma come sempre
accade in questi casi entrandoci in contatto più profondo ho potuto
constatare come essa sia popolata da gente davvero speciale che in ogni cosa
che fa mette sempre tanto entusiasmo e sopratutto grande passione.
Vengo da un centro dove il fulcro del panorama sportivo è sempre
stato il basket, mentre il calcio si è sempre e solo
ritagliato le briciole. Ed è proprio per questo che quando da
adolescente saliva la voglia di vedere una partita di calcio di alto
livello con un contesto di pubblico di altrettanta elevato amore
verso lo sport che accende la maggior parte dei cuori di questo
paese, l'unico antidoto era il Carlo Angelo Luzi.
Negli ultimi due campionati poi, ho avuto la possibilità di vivere
questo fantastico mondo dal di dentro. Ho conosciuto da vicino i
protagonisti di questa favola ultradecennale, ho commentato talvolta
le loro gesta, ho toccato con mano gli umori degli appassionati.
Inoltre ho avuto il privilegio di lavorare fianco a fianco con i
curatori di questo puntuale e fantastico sito e con tutti gli altri
di TV23 nel raccontare le splendide avventure di questa società, che
ho sempre visto come un fiore all'occhiello per lo sport di tutta
questa zona e come un modello da esportare. Vittorie o sconfitte,
l'amore smodato per il calcio dei gualdesi è rimasto ogni domenica
intatto. Nel lanciare ogni lunedì il servizio sulla partita del
giorno precedente si era creata una sorta di magica routine che mi
ha sempre regalato grandi emozioni. Nell'ultima puntata di Lunedì
Sport ho lanciato il servizio di Ancona-Gualdo, gara che ho pure
commentato al Del Conero, avevo dato a tutti l'appuntamento alla
prossima stagione per un altro campionato esaltante come l'ultimo
che aveva visto i biancorossi "pelare" l'ingresso nei play off.
Nell'ultimo mese per motivi di lavoro non ho potuto essere a Gualdo
in maniera assidua come negli altri momenti dell'anno. Qualche
giorno fa, proprio durante un momento di grande gioia ed ebbrezza
calcistica per la conquista della coppa del mondo da parte degli
azzurri di Lippi, una notizia funesta che mi gela il sangue:
il Gualdo Calcio non si è iscritto alla C2!
Ho stentato a crederci, ma purtroppo era tutto vero. Tanti anni di
professionismo, di battaglie, di grandi talenti arrivati lungo la SS
Flaminia, di brividi mozzafiato che ti percorrono la schiena come lo
spareggio per la B di 11 anni fa, cancellati con un colpo di spugna.
Il mio primo pensiero è andato subito ai gualdesi, che mi hanno
accolto due anni or sono come fossi uno di loro e mi hanno
catapultato con passione rara in questa meravigliosa favola
facendomene vivere due inebrianti capitoli. Vedere e
raccontare una "magata" di Balducci, un gol capolavoro di Turchi,
una paratona di Leo Cortizo, sono state opportunità uniche da un
punto di vista cronachistico e giornalistico ma soprattutto
circostanze emozionanti che non dimenticherò mai. Sapere che oggi
tutto questo non c'è più mi amareggia molto, mi addolora, e mi
spinge in maniera più che mai convinta ad invitarvi a NON MOLLARE!
Marco Moroni vi ha strappato il cuore, non permettetegli di portarvi
via i vostri sogni legati allo sport che amate di più. Ah Moroni.
Francamente non so che aggettivi utilizzare per definirlo, ma un
paio di considerazioni le voglio buttare lì. Nella scorsa estate il
sospetto di un altro ciarlatano tutto chiacchiere e distintivo
c'era, ma l'entusiasmo per il nuovo corso societario lo ha
cancellato presto. Poi la partenza nera, e qualche scricchiolio lo
si avverte. Poi però Placentino, Turchi e compagnia bella hanno
iniziato una galoppata che ha fugato ogni dubbio. Pasqua: mi
chiamano dalla redazione e mi parlano di uno sciopero della rosa che
non ha percepito gli stipendi. La storia muore lì. Niente play off,
e l'impegno del presidentino di allestire una squadra giovane che
facesse di necessità virtù. Quindi l'epilogo che tutti conosciamo.
Una fine mesta voluta da un uomo che non ha avuto nemmeno il
coraggio di farsi vedere. Non vado oltre, perchè se penso che tante
volte ho proposto ai telespettatori interviste e dichiarazioni di
gente così mi viene l'ulcera. Però mi associo al bellissimo quanto
straziante messaggio letto su questo forum a firma di Roberto
Balducci, la vera "sfinge" di questa società affossata e infangata
da persone poco serie di cui tutti (me compreso) si erano fidati.
Perciò, come ha detto il Capitano, bisogna ripartire e ricostruire
quello "strumento" che per tanti anni ha fatto suonare al calcio
gualdese una magnifica e maestosa sinfonia. La speranza, oltre a non
vedere più nello sport figure come quelle che hanno permesso e
voluto tutto ciò, è che il cuore calcistico gualdese continui a
pulsare in maniera vibrante, terza categoria o champions league non
importa. In bocca al lupo a tutto il popolo biancorosso!!
Valerio Mingarelli - Collaboratore Redazione Sportiva Gualdo
TV23 (mail del 17.07.06) |
|
Giro a voi con
la morte nel cuore questa mail spedita al sindaco il 9 luglio
scorso, non mollate, vi amo e sempre forza
Gualdo, ti aspetto ancora in alto per sognare con te.
Carissimo
sig. sindaco,
le invio questa lettera, per esprimere tutto ciò che sto provando
nel leggere le notizie che giungono dalla mia cara Gualdo. Chi le
scrive è un romano tifoso della Roma, ma tifosissimo del nostro
GUALDO.
Ho 46 anni e dei bellissimi ricordi legati alla vostra cittadina. I
miei primi passi, la mia gioventù, i miei primi amori, fra cui il
Gualdo.
Fra i miei ricordi più cari conservo ancora la prima schedina del
totocalcio sulla quale comparve la nostra squadra. Quando ero
giovane e parlavo del Gualdo con i miei amici tutti si mettevano a
ridere, ed io ci stavo male. A distanza di anni ho potuto dire con
orgoglio a coloro che ridevano, che il Gualdo non era una mia
fantasia, ma una grande squadra. Una squadra in grado di combattere
per la serie B, ma cosa più importante, una squadra in grado di
farci emozionare e palpitare con i suoi risultati. Insomma una
REALTA’. So che questa mia lettera sarà una goccia in mezzo al mare,
ma è il cuore che mi ha dettato le parole, e con lo stesso cuore le
chiedo quanto segue: LA PREGO DI NON TRALASCIARE NESSUNA
POSSIBILITA’, NESSUNO SPIRAGLIO AFFINCHE’ IL NOSTRO GUALDO CONTINUI
CON ORGOGLIO IL SUO LUNGO CAMMINO CON NOI A FIANCO CHE L’AMIAMO, CHE
RIDIAMO, CHE PIANGIAMO CON LEI. FORZA GUALDO SAREMO SEMPRE CON TE.
Grazie
sig. sindaco, grazie per tutto quello che ha fatto e per tutto
quello che farà.
anonimo (e-mail del 17.07.06) |
... Da piccolo,
quando andavo al circo, ridevo tantissimo guardando i pagliacci e le loro
pagliacciate.
Oggi, senza andare al circo, vedo tanti pagliacci e le loro
pagliacciate... soprattutto nel mondo del calcio. Mi dispiace di
cuore... nessuno si può permettere di distruggere in questo modo il sogno e
la passione di molti.
P.S.: Roberto... la tua lettera mi ha commosso. Ti sei confermato un grande
uomo. I miei migliori auguri. Forza Gualdo!
Luca Rutili - Radio Onda Libera / Umbria TV (mail
del 20/07/06) |
|
Salve a tutti,
sono un gualdese che da diversi anni vive in Svizzera per lavoro
ho appreso tramite il sito della scomparsa del GUALDO. La cosa, a
parte il male "sportivo" che mi ha fatto, mi fa capire come il
mondo del calcio "moggiopoli" a parte stia diventando lo schifo
più assoluto ! Sono arrabbiato con chi ha speculato con questa
società, deluso e amareggiato, perchè il calcio professionistico
era anche un veicolo di pubblicità per la mia città di origine
(turisti svizzeri sono venuti li per diversi anni), ma soprattutto
per la storia sportiva. Ero a Pescara nello spareggio per la B con
l'Avellino ed ero in tribuna contro il Fano quando lottammo per la
salvezza ai playout. Per ovvi motivi il Gualdo non lo seguo più da
acceso tifoso e supporter ma per me quella maglia biancorossa era
l'orgoglio di un gualdese prima e di un italiano poi (vedi
Mondiali) ringrazio (ironicamente) il signor Moroni per il
fallimento e spero che chi ha VERAMENTE a cuore le sorti del
calcio gualdese rilevi questa società e la riporti in quei
campionati che Barberini (quanto lo rimpiango) ci ha fatto vivere.
X SEMPRE GUALDESE.
un gualdese all'estero (muro dei tifosi - 22/07/06) |
|
Dopo la lettura
di tante dichiarazioni, dal profondo del mio cuore mi sento
in dovere di lasciare un messaggio sulla brutta realtà che noi
gualdesi stiamo vivendo. Non riesco a decidere in quale veste
debba io scrivere queste poche righe, perché sono anche un ex
calciatore della S.S. Gualdo... anche se con scarsi risultati.
Figlio di un genitore che aveva il calcio e soprattutto il Gualdo
nel DNA e che mi raccontava dei tanti derby vissuti contro il
Gubbio, quando si andava a vedere le partite sui cassoni dei
camion e dopo la partita ci si menava di santa ragione e poi tutti
al chiosco delle gazzose a bere insieme. Dopo una attenta riflessione penso però che il mio apporto a questa discussione possa
venire dalla mia esperienza di dirigente del Basket Gualdo. Nel
1993 forse molti non sanno che il basket a Gualdo stava con un
piede nella fossa a causa di diverse situazioni economiche dovute
a mancati incassi di giocatori venduti e latitanze di sponsor che
non hanno onorato il proprio impegno. Tutto faceva presagire ad un
funerale sommesso, senza clamori, che avrebbe privato questa
nostra Città di un riferimento sportivo importante per tanti
ragazzi e ragazze che praticavano questo sport. Invece piano
piano, senza luci della ribalta, con l'impegno di tanti giovani
tifosi che non sapevano cosa volesse dire essere dirigenti, il
movimento è ripreso e si sono ricostruite le basi per una società
solida che ora lotta sempre ai vertici della serie C. In quel
lontano 1993 partecipammo al campionato di serie C perdendo tutte
le 30 partite andando a giocare in Umbria, Toscana e Liguria con
una squadra di ragazzini al seguito di due chiocciole: Fabio
Fioriti come giocatore e Gianni Paoletti come allenatore. Qualche
purista del calcio potrebbe dire "questo ci parla di basket in
questo momento difficile del Gualdo Calcio". Io scrivo queste
poche righe non per fare un sermone a chi legge. Quanto da me
scritto può tranquillamente far capire che se i tifosi del
Gualdo Calcio, unitamente alle forze economiche della città, si
rimboccano le maniche e cominciano a lavorare a testa bassa su
un progetto serio, pur ripartendo da una categoria non consona
al blasone del Gualdo, si possono ripercorrere le varie tappe
che nel corso degli anni ci hanno portato alle soglie della
serie B. Facciamo tutti la nostra parte e vedrete che tutti
insieme riusciremo a ribaltare una situazione che attualmente è
catastrofica, ma che tra qualche anno potrebbe diventare
entusiasmante. Però devo fare una considerazione che mi viene
dalla mia piccola esperienza sportiva vissuta in questa nostra
Città: non ci parliamo addosso e non critichiamo tutto e tutti
coloro che si adopereranno per venire fuori da questo brutto
incubo. Diamo tempo e soprattutto diamo coraggio a chi vorrà
prendersi le responsabilità di gestire questa rinascita e se
qualcosa non ci piace diciamolo sommessamente e diamo una pacca
sulla spalla a chi vuol fare qualcosa di importante. Questo è
quanto mi sentivo di dire, con la speranza che che anche questo
mio intervento, come tutti quelli fatti fino ad ora, possa
servire a qualcosa. Con affetto...
Fausto Paciotti - v. pres. Gualdo Basket ed ex giocatore Gualdo (mail
del 25/07/06) |
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Come si fa a
perdere una squadra così importante tra i professionisti? Chi
pone questa domanda, è un supertifoso del Cappianocuoio, squadra
partecipante allo stesso girone del Gualdo. Io sono rimasto
allibito con quale leggerezza si sia fatta sparire tra i prof
una squadra che ha una storia. Io che seguo il Cappianocuoio,
sono stato anche a Gualdo, trovandola una cittadina stupenda,
come lo sono i suoi abitanti. Coraggio e avanti con più forza di
prima, sperando quanto prima, di ritrovarsi a combattere insieme
in C2. I miei migliori auguri.
Franco - tifoso del Cuoiopelli Cappiano (mail del 31/07/06) |
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Sappiamo bene
noi di Ancona che cosa si prova in questi momenti... Ci siamo
passati due anni fa di questi tempi. Solo che dalla serie A ci
siamo ritrovati in C2. Per fortuna la famiglia Schiavoni
altrimenti forse eravamo in Eccellenza.
Comunque
rimboccatevi le maniche e ripartite.
In bocca
al lupo!
Paolo Giampaoli - webmaster www.anconacalcio.it (mail del
07/08/06)
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Vergogna,
eterna vergogna sapere che una società seria come il Gualdo
possa essere finita nelle mani di un personaggio cosi arrivista
e allo stesso tempo disfattista. Comunque non finirò mai di
ricordare con tanto affetto e stima i gualdesi tutti e
soprattutto i tifosi che hanno sempre creduto in quella maglia
che mio figlio ha avuto il piacere di indossare. Non mollate, ma
siate uniti nel risalire la china, solo cosi potrete un giorno
gridare siamo di nuovo qui. Un grande
abbraccio da me e da mio figlio Paolo Rossi.
Valerio Rossi
(dal
muro dei tifosi - 17/08/06) |
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Notizia
tristissima la scomparsa di una squadra per il quale ho sempre
simpatizzato! Anche noi qui a Lecco sappiamo cosa vuol dire
sparire dal calcio professionistico (e ripartire
dall'eccellenza)... Vi auguro (come è successo fortunatamente a
noi) di tornare presto nel calcio "che conta"!
Forza Lecco e, soprattutto, FORZA GUALDO!!!
(Maurizio - Calcio Lecco 1912 - mail del 17/08/06) |
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per contribuire: webmasters@gualdocalcio.it |
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