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LA SCOMPARSA DEL GUALDO DAI PROFESSIONISTI
i vostri messaggi

L'11 luglio 2006 verrà ricordato dagli sportivi gualdesi, ma non solo, come il giorno della scomparsa del Gualdo Calcio dai professionisti. In una conferenza stampa il sindaco Scassellati annuncia alla stampa che la creatura di Carlo Angelo Luzi e Angelo Barberini non potrà più portare alto il nome della città in tutta Italia, nel calcio professionistico. Tutto ciò a causa della scellerata gestione di chi un anno prima aveva ricevuto in maniera gratuita la gloriosa S.S. Gualdo.
Dopo l'annuncio, il nostro sito è stato tempestato di messaggi, sfoghi e proposte giunti sia tramite il "Muro dei Tifosi" che via e-mail. Abbiamo voluto raccogliere i più significativi a dimostrazione dell'affetto e del rispetto che i colori biancorossi hanno conquistato dopo quattordici anni consecutivi di calcio professionistico.

Lettera aperta del capitano del Gualdo Roberto Balducci a Marco Moroni

Faremo una squadra competitiva, non voglio essere ricordato come il presidente della retrocessione
.”
Come risuonano beffarde le tue parole pronunciate circa un anno fa nella piazza principale di Gualdo, una città che ti aveva accolto come un re, come il suo salvatore! Forse questa frase rimarrà una delle poche, se non l’unica, verità che hai detto. Infatti non sarai ricordato come il presidente della retrocessione, ma come quello della “CANCELLAZIONE”! In questa lettera, che mi viene di getto, potrei (e forse vorrei) insultarti di cuore, ma mi limito a farti una domanda, Marco Moroni. Nei giorni scorsi ho sentito che, in un giornale francese, dopo la testata di Zidane a Materazzi, un giornalista ha chiesto a Zizou: “Cosa racconterai ai tuoi figli?” Ecco, questa è la mia domanda per te Marco Moroni: “Cosa racconterai ai tuoi figli?”
Quando ti chiederanno perché tutto il mondo del calcio ti ripudia, quando ti chiederanno perché hai distrutto e CANCELLATO una società gloriosa con 86 anni di storia (di cui gli ultimi 14 nei professionisti, un vero miracolo!), una società da sempre, in fatto di gestione e ottenimento di risultati sportivi attraverso la lealtà e l’onestà grande esempio per tutte le altre d’Italia, che cosa gli dirai? Cosa gli dirai ai tuoi figli Marco Moroni quando ti chiederanno perché hai tradito una città intera che aveva così tanto creduto in te? Cosa gli dirai quando ti chiederanno cosa si prova a rubare i sogni di migliaia di appassionati che palpitavano ogni domenica per questo meraviglioso giocattolo che era il Gualdo calcio?.
Beh, Marco Moroni, hai distrutto un patrimonio di una città e infangato la memoria e la storia di una società gloriosa e quel che è peggio è che ho la sensazione che non ne provi né vergogna né rimorso.
Scappare, fuggire, tacere. Significa evitare le proprie responsabilità che, personalmente, considero l’atto più vigliacco che si possa fare. Sapere della “CANCELLAZIONE” del Gualdo Calcio dal Sindaco e non da te che ne sei il legittimo proprietario è un ulteriore smacco a tutte le persone che hanno creduto in te. Io per primo. Ci hai traditi tutti anche a noi giocatori, lo staff tecnico e il “tuo” direttore sportivo che per te si è esposto in maniera unica.
Devo chiedere scusa a tutti i miei compagni ai quali, a fronte di alcuni tuoi atteggiamenti “bizzarri”, ho sempre garantito che in un modo o nell’altro avremmo comunque continuato questa avventura insieme. 20 giorni fa mi avevi proposto un contratto pluriennale e parlavi di grandi progetti. Grazie!
Marco Moroni, hai fatto sparire il Gualdo Calcio, ma non farai sparire il calcio a Gualdo, perché citando Galeano (che è un grande scrittore, non un centravanti), hai distrutto solo gli strumenti con i quali i gualdesi potevano suonare la loro splendida musica, ma non potrai mai portar via loro la musica che hanno dentro, che, sono convinto, appena ci saranno le condizioni tornerà a suonare, come sempre, con grande dignità per i campi di tutta Italia! Lo farà cosi forte da offuscare questa tristissima esperienza, cancellare no perché a CANCELLARE sei bravo solo tu!
Marco Moroni, un giorno mi hai detto in amicizia che potevo darti del “tu”, ma visto che dò, evidentemente, un valore all’amicizia diverso da quello che gli puoi dare te, preferisco tornare al “lei”.
Marco Moroni, non le auguro le peggiori cose perché sono convinto che, persone come lei, ci penserà la vita a punirle (visto che sta succedendo a chi per anni ha manipolato il calcio?). Spero di non incontrarla mai più, anzi una volta sì, visto che ci deve ancora qualche stipendio. Se così non fosse, pazienza. Ci perderò qualche soldo, ma le assicuro che lei in tutta questa storia ci ha perso molto ma molto di più e le auguro, questo sì, che un giorno possa rendersene conto".
Il capitano Roberto Balducci

Ditemi che non e' vero, ditemi che una ventiquattrore con dentro i soldi per la fidejussione e' già stata messa su una macchina e che questa ha già passato il Cerqueto da qualche minuto e che adesso si trova già a Casacastalda. Ditemelo, lo voglio sentire. Scrivetelo su 'sto sito.
Non può essere vero quello che sta succedendo, non ci voglio credere. Voglio ancora svegliarmi il lunedì mattina e sentire subito in me quell'irrefrenabile corsa ad accendere il computer, quegli interminabili pochi minuti d'attesa che mi separano dal vostro sito. Sentire l'ansia che cresce mentre si ripassano in mente tutti i calcoli fatti il fine settimana: "Se abbiamo vinto siamo ad un passo dai play off, se abbiamo pareggiato va bene ma se poi il Gubbio ha perso e' come una vittoria. E se abbiamo perso? Ci sta, basta che dietro non si siano mossi più di tanto verso l'alto". Poi eccola, la vostra pagina, cerco subito di capire il risultato, con il battito accelerato e l'occhio ancora stanco ed addormentato. Esulto, mi rammarico, gioisco, impreco, gesti dell'ombrello, mani fra i capelli. Tutte sensazioni ed azioni ripetute ogni lunedì mattina, da sei anni a questa parte, da quando non vivo più a Gualdo Tadino. Voglio i miei lunedì mattina, voglio continuare ad avere i miei lunedì mattina. Porto sempre con me la maglietta del Gualdo con su il numero 3 (un regalo del mio amico Spartaco). Ha conosciuto la pioggia inglese, il caldo torrido del Texas ed ora e' qui con me in Germania. E' in condizioni pietose, ne ha vissute di avventure, ma ancora resiste.
Ovunque io sia, e' con me, a farmi compagnia, a ricordarmi delle mie origini. Ogni volta che la indosso mi chiedono di quale squadra sia, avvezzi solo a conoscere quelle delle squadre italiane più blasonate. Con orgoglio rispondo sempre: "Don't you know the mighty Gualdo? It's my hometown team, third division. Professionals". Beh, voglio continuare a dirlo ancora per molti anni!  E voglio riporre quella maglietta, storia e ricordi di un Gualdo che fu, e ne voglio una nuova a simboleggiare che ancora siamo lì, tra i professionisti, ad iniziare una nuova avventura. FORZA GUALDO, OVUNQUE, SEMPRE.
Dr. Leonardo Apostolico - Bayerische Julius-Maximilians Universitaet Wuerzburg Wuerzburg - Deutschland (mail del 11.07.06)

L'Umbria perde i pezzi, non ci voleva. Poteva essere un campionato favoloso, il prossimo, con quattro squadre umbre pronte a fronteggiarsi in un unico campionato di C2, per portare in alto il nome della nostra Regione. Invece Gualdo e Fortis Spoleto sono state escluse. Rimarrà solo un derby, quello tra Gubbio e Foligno. Ce ne dispiace e non potrebbe essere altrimenti. Tanti derby vissuti intensamente, ricchi di emozioni, che fanno bene al calcio e allo sport umbro. Il derby dell'Alto Chiascio se ne va via come un fulmine a ciel sereno. È un vero peccato. Vi siamo vicini e capiamo i vostri sentimenti che state provando ora. È avvenuta la stessa e medesima cosa a Gubbio, circa una decina di anni fa. Ci sentiamo vicini con i colleghi Marco e Roberto che curano da sempre con grande passione questo sito. Tenete duro. Non mollate. Un accenno finale anche alla Fortis Spoleto: pure questa formazione umbra avrebbe meritato di disputare questo campionato, vinto con merito e sudore sul campo. Ma il calcio riserva anche queste "brutte" pagine. Vi auguriamo una pronta risalita.
Giancarlo e Gianluca - redattore e webmaster di Gubbiofans.it (mail del 12.07.06)

La scomparsa (spero solo temporanea) del Gualdo dal calcio professionistico è una perdita enorme per tutta la nostra Regione. Non poter vedere più, né tanto meno commentare insieme un derby veramente sentito, autentico e “puro” come quello dell’Alto Chiascio lascia in me una grandissima amarezza. Dalle ceneri però si può rinascere anche più forti di prima, come del resto è accaduto al Gubbio una decina di anni fa. È stato un vero piacere per me partecipare con Voi alle varie trasmissioni televisive di Gualdo Tv23 e soprattutto aver conosciuto persone che stimo veramente tanto. Un caloroso abbraccio a tutti. Forza ragazzi !
P.S. Per gli ottimi gestori del sito: NON ABBANDONATE LA NAVE !
Marco Bellini - corrispondente da Gubbio del Corriere dell'Umbria (mail del 12.07.06)

Vorrei, anche se potrà contare poco, esternarvi la mia solidarietà per ciò che è avvenuto alla città di Gualdo per la mancata iscrizione della squadra di calcio al campionato di C2.
Conobbi quando ero arbitro, e diverse volte vi ho arbitrato nei vari campionati di Serie C, l'indimenticato Cav. Angelo Barberini. Una volta, smesso di arbitrare, mi ospitò a Gualdo per parlare di un possibile futuro nella sua società e facemmo una cena alla presenza di due calciatori, colonne dell'allora squadra, Costantini e Marcuz, miei amici tuttora. Mi incantò quel personaggio che amava la sua creatura e la sua città.
Poi ci fu la retrocessione e inizio ad ammalarsi e sapete bene che quando manca un vero condottiero tutto viene meno.
Siete un patrimonio per il calcio umbro e per ciò che fu fatto dal Cav. Barberini.
Ripartite con tutte le forze possibili dai dilettanti con la passione di sempre e seguendo quel solco tracciato negli anni dal vostro grande Presidente che, sono sicuro, da lassù, vi seguirà e vi proteggerà per rialzare le sorti della vostra amata Gualdo calcio. In bocca al lupo. Di cuore.
Vincenzo Ferone (mail del 12.07.06)

Sono un ragazzo di Perugia che ama il calcio e che per un periodo di tempo (per lavoro), ha seguito la vostra squadra. I motivi erano due, la simpatia dei gualdesi e Balducci mio compagno di scuola delle elementari! Questa mattina dopo aver saputo della notizia, oltre a scrivere due righe nel mio blog mi è presa una tristezza per voi... Non meritavate di finire così. Posso capire bene quello che provate, perché lo scorso anno è toccato al Perugia. Ora c'è la rabbia, la delusione... ma presto speriamo che torni il sereno. Voglio rivedervi presto in alto... Un saluto sincero da Perugia!!!
Luca - http://vocidipiazza.splinder.com (mail del 12.07.06)

Ho vestito per tanti anni la maglia biancorossa seppure nel settore giovanile facendo anche tre anni e mezzo di Berretti. Beh, non smetterò mai di ringraziare la SS Gualdo per avermi dato la possibilità di girare l'Italia e avermi fatto incontrare realtà come la Roma, la Lazio, il Bologna, il Parma.... di avermi fatto incontrare giocatori che oggi calcano i campi più prestigiosi....questo era il Gualdo, il Gualdo del PRES, il Gualdo di Barberini e dei Gualdesi, non posso credere che stia succedendo tutto questo. Ancora ho la borsa del mio primo campionato Berretti e oggi mi si è stretto il cuore guardandola per caso!!!!!
Forza Gualdo, Forza Gualdesi, non lasciamo che un solo errore in 86 anni sia pagato così caro! Non importa da dove ripartiremo, importa il come!!! Con la grinta e la tenacia che è un credo per noi Gualdesi!! FORZA GUALDO.
Alessandro Cesaretti (mail del 12.07.06)

Ho seguito il Gualdo dai primi anni '90, con molti viaggi fatti per venire a vederlo e grandi soddisfazioni. Provo in questi momenti vero dolore sportivo e mi dispiace tutto ciò prima di tutto per una persona che ormai non ha simili: Angelo Barberini. Ma Gualdo non si fermerà, ne sono sicuro.
Forza Biancorossi.
Luca e la S.S.D. Bastardo (mail del 12.07.06)

"Uno poi si chiede che cos'è il calcio. Un Paese intero unificato come per incanto: nient'altro, nessun altro potrebbe aspirare a tanto. Puoi chiamare sport una cosa così? Puoi dire che in fondo è soltanto un gioco? E perché allora un gioco arriva là dove la passione politica o quella religiosa, i divi del rock o del cinema neanche si sognano? Una nazione che si ricorda di soprassalto di essere tale grazie alla sua Nazionale: questo, uno dei tanti misteri. Godiamocelo come tale." (Carlo Verdelli - "La Gazzetta dello Sport" 10 luglio 2006)
Grazie a tutti per non potere più godere di questo a Gualdo. Grazie Moroni
Anonimo gualdese (mail del 12.07.06)

Pensiamo che bisogna iniziare subito la rifondazione del calcio a Gualdo e, come abbiamo anche letto sul muro, siamo convinto che questa non può prescindere da Roberto Balducci. La sua lettera ci ha commosso. Ci abbiamo letto la rabbia per il tradimento "professionale", ma anche e soprattutto la rabbia per il tradimento alla città. Una rabbia che è sembrata da gualdese puro pur essendo scritta da un non gualdese. Baldo, lo so, ti chiediamo tanto. E' vero, hai 34 anni ma la tua classe ti permetterebbe di giocare ovunque. Ma qui ci vivi e qui crescerà tuo figlio, che un giorno, come è successo a tutti noi, diventerà orgoglioso di essere gualdese. Sappi che sarà così: crescerà, diventerà adolescente, cercherà di fuggire dal "paese", ma poi... Poi a un certo punto lo vedrai piangere per la vittoria di una Porta o bivaccare a Valsorda per l'ascensione. E' così che funziona, qui. Allora, anche per lui, ma non solo per lui... dacci una mano Baldo.
Un gruppo di tifosi (mail del 12.07.06)

Non posso nascondere che oggi, guardando il poster appeso in camera della stagione 97/98, sto provando una sensazione diversa dalla malinconia. Amarezza, dolore, rabbia, perché Gualdo per chi l'ha vissuta come me è stata un'esperienza di crescita calcistica e morale. In parecchi neanche si ricorderanno di me, uno dei tanti giovani che poi per un motivo o per l'altro si sono persi per strada. Oggi, aprendo il giornale, ho sentito una parte della mia vita riaffiorare dopo anni di quasi indifferenza e mi sono sentito offeso, offeso perché la mente è subito corsa verso i ricordi di 3 stagioni fatte di vittorie e sconfitte, paure, delusioni, sacrifici, "terremoti"  fuori e dentro dal campo. Il Gualdo Calcio e i Gualdesi hanno sempre saputo rialzarsi dalle difficoltà, lo hanno dimostrato sia nello sport che nei problemi della vita comune e sono certo che lo faranno anche questa volta. Quanto è accaduto non ha bisogno neanche di essere commentato. Spero solo che in futuro la nuova società del Gualdo Calcio venga guidata da una persona che MERITA di farlo, come è stato in passato. Oggi il Gualdo muore, ma in me non morirà mai. FORZA GUALDO
Luca Pellegrini - attaccante Gualdo dal 1997 al 2000
(mail 12.07.06)

Avevo giurato a me stesso di non occuparmi più di calcio. Avevo fatto una sorta di giuramento, consapevole che questo mondo era falso e infido, fatto di mille sotterfugi, accomodamenti. era sporco. Me lo ripeteva il Presidente Barberini: "Non sai quanto possa essere sporco. Ed io che continuo a crederci".
Lui ci ha creduto più di me. Io forse da vigliacco ho abbandonato il Gualdo prima. Gualdo mi aveva fatto credere in un sogno, me lo aveva regalato. Mi aveva fatto tornare indietro di 30 anni, ad un calcio dove il tifo era sanguigno e corretto, dove la passione sportiva sapeva di vero. Ricordo gli anni della C2, la promozione con Novellino, quello della C1, dello spareggio di Pescara, l'amicizia e l'affetto con Nicoletti dopo e con Cavasin prima, le trasmissioni su Rete7 con il faccione bonario di Enrico Brunetti, con la bravura di Roberto Casaglia e con l'amicizia di Peppe Marcacci, indimenticabile amico di giorni bellissimi.
Ho amato il Gualdo come se fosse stata una creatura da coccolare, elogiare, stimare. Ho passato anni bellissimi in quel calcio, così diverso dalla mia Perugia, dalla Perugia di Gaucci e dei tanti giornalisti saccenti che profumavano, diciamocelo senza vergogna, di leccaculo. Oggi sono tornato a scrivere di calcio. L'ho fatto per un'occasione tristissima, la scomparsa di una società di calcio, la scomparsa della società di calcio che amavo. E' destino scrivere di calcio in occasioni terribili. L'ultima volta lo avevo fatto per il Presidente Angelo Barberini, per la sua morte, ed oggi torno a farlo per il de profundis della sua creatura. Mi hanno conosciuto in molti per il mio modo un po' spensierato di parlare di calcio, tra l'ironico ed il serio, quasi fosse una barzelletta. Ma si, prendiamoci tutti poco sul serio e gioiamo di quello che il Gualdo ci regala. Forse era questa la filosofia di allora. Ma dentro c'era un amore vero, un amore che non veniva solo dalla mia terra e che pulsava all'improvviso come se fosse amore sanguigno. Maledetti i ricordi. Maledetti.
Come fai a non pensare a quel pomeriggio di Pescara, all'intervista negli spogliatoi con Barberini e a ricordarti che piangevi insieme a lui, come si possono dimenticare i colori bianco e rosso che attraversavano Pescara. Un manipolo di arditi, intere famiglie che avevano partecipato alla sfida impossibile contro l'Avellino. Come fai a non ricordare l'euforia, la gualdesità di quel viaggio. Non mi vergogno a dire che ho pianto, non ho nessuna vergogna ad ammetterlo. Quel giorno ho capito quanto il Presidente Barberini avesse stima per me e per il lavoro che facevo. Quel piangere insieme aveva saldato non un'amicizia, ma una stima reciproca che credo valga ben più di mille amicizie. Un mese più tardi Barberini mi raccontò punto per punto perché il Gualdo aveva perso quella finale e si chiedeva perché lui stesso restasse ancora nel calcio. Per amore probabilmente, solo per amore, pensai senza dirglielo. I tifosi non sanno molte cose, molti di quegli avvenimenti sono rimasti chiusi nei cassetti delle memorie ed è giusto che ora io possa raccontarli, che i tifosi sappiano di quelle cose: come l'incontro dello scambio di auguri per Natale tra Barberini ed i giocatori.
A quell'incontro volle che partecipassi anche io. Io? Che c'entravo io? Era una testimonianza: Barberini strinse un patto con i giocatori, un premio in soldoni, tanti per una società di C, se si fosse andati in B, e lo faceva davanti alle orecchie indiscrete di un giornalista. Non ho mai raccontato questo e probabilmente il Presidente ne era consapevole del mio tacere. Non confidava, ma era certo del mio silenzio. Quella stima nata a Pescara lo garantiva. Oh certo, me ne sarei potuto fare bello. Assistere ad un patto tra Presidente e giocatori. Chi tra i giornalisti non sognerebbe di essere presente?
Si sfiorò la serie B con Cavasin. Ve lo ricordate vero Alberto Cavasin? Quante notti abbiamo passato a chiacchierare e a convincerci che potevamo meritare la serie B. Persona squisita, coraggiosa, anche se qualcuno non sarà del mio parere.

E poi Walter Nicoletti che somigliava nel ricordo ad un mio zio, con un'amicizia d'altri tempi. Ti ricordi Walter quando siete venuti a cena a casa mia a Perugia? Ed il presidente aveva mandato il "controllore", come lo chiamavamo sorridendo, per evitare che si parlasse troppo? Il terremoto, il derby con la Ternana, la sfida con Del Neri? Sono ricordi che fanno male, ricordi che avevo voluto cancellare per sempre, perché mi riportavano ad una dimensione del calcio bellissimo, di calcio parlato e giocato come tempi lontani e che rimpiangiamo.
Ricordi che ho custodito con gelosia dentro di me, ricordi che sono state lacrime quando è scomparso Angelo Barberini. Avevo detto in redazione: tutto meno che il pezzo su Barberini. Ed invece poi lo avevo scritto in un internet cafè, di getto, senza rileggerlo, senza volerlo riguardare perché sarebbe stata amarezza che avvolgeva amarezza. Leggerlo e montarlo... Quanto mi è costato? Il groppo in gola che sembra tagliarti il respiro come se fosse morto un tuo caro e provare il dolore, vero, non di circostanza. Ed oggi il ritornare a parlare di calcio per dire a tutti: il Gualdo è fuori dai professionisti, cancellato, finito, stop.
Quanto vorrei che ci fosse ancora il Tamburino, quanto vorrei rivederlo con la sua possenza di omone burbero, con quella vociona che urlava, che imprecava. L'incedere dondolante, le braccia dietro alla schiena.
Quanti calci nel culo avrebbe dato il Tamburino in queste ore? Tanti, tantissimi, senza lesinare la pelle delle scarpe. Quanti calci nel culo avrebbe dato volentieri vedendo come uccidevano lentamente la sua creatura, la sua squadra, la sua città?

Personaggi che sono circolati per Gualdo in questi ultimi tempi, se ci fosse stato "Lui" non avrebbero avuto nemmeno il pudore di affacciarsi sul confine di San Rocco.
La Tagina, e questa è storia di adesso, ha lasciato il Gualdo nelle mani di Moroni credendo nella sua professionalità e nella sua bravura. E questo è il risultato: in un anno un mare di debiti, di stipendi non pagati. La fine ingloriosa di un capitano di ventura che aveva creduto di usare il calcio come hanno fatto prima di lui mille altri presidenti pallonari in giro per l'Italia.
Il calcio professionistico scompare da Gualdo. Finisce un'epoca e si cancella un sogno. Ma siccome sono un inguaribile ottimista, sono convinto che è solo una parentesi, sarà un inferno senza dubbio, non un purgatorio.
Ma il cammino non si ferma, arriverà un nuovo capitano coraggioso che riprenderà per mano il Gualdo ed avrà la stima dei tifosi e dei gualdesi e riprenderà a raccontarci un sogno, un sogno bellissimo, un'utopia forse ma al quale crederemo tutti volentieri perché lo crederemo vero e pulito. Mi hanno insegnato a prendere del buono anche dall'orrido e dal meschino, anche dalla più vile e bassa azione. Forse sarà così, vorrei sperarlo. Allora sarò pronto a tornare allo stadio di Gualdo e a confessare di non aver dimenticato mai il mio innamoramento per il bianco e rosso ed avrò la certezza di rivedere passeggiare il Tamburino dietro alla porta, imbacuccato nel suo cappotto nero, ad imprecare e a gioire, a dolersi e a rammaricarsi. Lo so che sono giorni di grande tristezza, lo so che vorreste tutti vomitare la vostra cattiveria ed il disappunto. So con quale vezzeggiativi avete apostrofato il Presidente che ha cancellato il Gualdo, so le promesse che avete fatto parlando nei bar o davanti allo stadio. Ma vi chiedo solo una piccola cortesia: usate dignità, la stessa dignità che Angelo Barberini aveva, la stessa signorile dignità che ostentava il Tamburino pur nella consapevolezza che gli avevano rubato la serie B.
"Siamo" Gualdesi e siamo orgogliosi di esserlo, anche se domani saremo in Promozione. Gli altri, quelli che odorano di vergogna non meritano nemmeno l'attenzione di un rigo, nemmeno la mia cattiveria, solo la più nobile e fredda indifferenza.
Giampiero Tasso (editorialista Rete Sole) - (mail del 12.07.06)

Mi vergogno di essere concittadino di Moroni... Ricordo i danni fatti alla Maroso... Parole, parole, parole... Sembra incredibile, ma ho pianto per il Gualdo... Non so perché, ma ho pianto. Leggevo sempre questo muro, questo sito, non me ne accorgevo, ma ce l'avevo nel cuore... Ora so che mi insulterete per via della mia provenienza però ciò che sento è tanta tristezza nel cuore. Mi viene da piangere anche ora. Spero solo che questa bellissima società possa tornare non in C2, ma dove realmente merita: in una serie superiore!! Vi ho sempre amato, gente di Gualdo piccola cittadina con un cuore grandissimo!! ... Ora rimbocchiamoci le maniche.. Vi faccio una domanda: si potrebbe comprare il titolo sportivo dello Spoleto? No vero? In bocca a lupo amici miei...
firmato: un ternano in lacrime (dal muro dei tifosi 12.07.06)

Cari redattori di Gualdocalcio.it,
mi chiamo Matteo Tuccini, sono un giornalista del "Tirreno" e seguo la Cuoiopelli Cappiano, quindi ho saputo della sparizione del Gualdo per motivi di lavoro. Navigando sul vostro sito, però, ho percepito un'atmosfera di dolore e voglia di riscatto insieme che sono alla base sì di una grande delusione, ma di una delusione che viene da un amore grandissimo. In questo momento anch'io mi dispiaccio enormemente di questa vicenda; mi ricordo le tante battaglie tra Cuoiocappiano e Gualdo, tutte appassionanti, com'è giusto che sia tra squadre toscane e umbre (così simili nello spirito). Ma datemi retta, una passione come la vostra non sparisce. Nonostante tutto, il calcio continua a essere uno sport popolare, dove gli imprenditori e i procuratori sporcano ma non uccidono. Guardate i nostri campioni del mondo.
Fatevi coraggio, ci rivediamo in C2 (o forse più su!). Saluti
Matteo Tuccini - Il Tirreno (mail del 12.07.06)

Da quando ho appreso la notizia che il Gualdo è scomparso dalla serie C2 nel mio cuore si è infranto un sogno quello di indossare la MITICA maglia biancorossa quella che sognavo quando ero piccolo e dopo 12 anni di calcio, iniziando dai pulcini ero finalmente arrivato alla Beretti e a un passo dalla prima squadra vedo frantumarmi un sogno e devo dire solo grazie al quel... di Moroni...
Il GUALDO è scomparso e spero solo per poco dal mondo del calcio ma nel mio cuore resterà per sempre finché non morirò.
Gualdese puro (dal muro dei tifosi 13.07.06)

Quando ho letto della non iscrizione del Gualdo non potevo crederci. La squadra che tanto ammiravo da piccolo, che seguivo (anche se solo sul televideo) dalla mia città mentre faceva i playoff per la B, non farà più parte dopo 14 anni del campionato di serie C..... Che dire, sono dispiaciuto e amareggiato che un'isola felice come Gualdo possa fare una fine del genere, oltre al fatto che ci sarà un derby di meno, abbastanza sentito a Foligno, per colpa di uno che non ha neanche avuto il coraggio di presentarsi a Gualdo, che ha detto delle cose quando sapeva che la situazione era ben altra, che non ha fatto nulla per salvare la società.
Purtroppo questo non e' un brutto sogno, spero solo, per quello che può servire, in una pronta rinascita del Gualdo in quelle categorie che più competono alla storia calcistica di questa città. Distinti saluti.
Casbah - grande tifoso del Foligno (dal muro dei tifosi 13.07.06)

Dispiace davvero, dispiace molto leggere le parole del capitano Balducci del Gualdo. Le dico subito, da ex redattore di una fantomatica "rivista-grande progetto" di Marco Moroni (calcioperugia.it per intenderci), che i soldi degli stipendi arretrati non li vedrà più. Vede Balducci, io la capisco davvero, lei crede nel calcio quanto io credo nell'informazione, nella passione per il giornalismo e uno come Moroni francamente non merita nemmeno il mio disprezzo. Cosa ne sa lui di passione, amore per le cose, lavoro, dedizione? Non mi ha deluso perchè non ho mai creduto in lui, certe persone basta guardarle negli occhi. Mi spiace lei non possa dire altrettanto. Ho creduto solo nel mio lavoro e il vero problema, caro Balducci, è che un sistema come il nostro non punisce il Moroni di turno, anzi ne avalla le angherie, le furbizie, le ingiustizie. Mi chiedo piuttosto quanto questo nostro triste paese la smetterà di premiare il Moroni a scapito del Balducci, per quanto tempo ancora passione,amore vero per le cose passeranno in secondo piano, soprattutto nello sport, rispetto ai meri interessi dell'abile finto "mecenate" di turno? Gualdo è una grande città ed una grande squadra, risorgerà presto. I miei migliori auguri.
Luca Guglielmi - giornalista (dal muro dei tifosi - 13.07.06)

Vi dico la verità: non volevo raccontare sul muro la mia delusione, ma poi dopo aver letto tra lacrime e singhiozzi le diverse e-mail ho deciso: non posso non esprimere le mie sensazioni ed il mio pensiero su di un argomento che oltre a farmi soffrire enormemente, e' importantissimo per me e per tutta la famiglia Barberini.
In questi giorni ho ricevuto decine e decine di telefonate da chi ancora ha il GUALDO nel cuore, giocatori, tecnici, direttori sportivi e tifosi. In tutti ho sentito una fortissima delusione, la stessa che non riesco a staccarmi di dosso.
Non sono arrabbiato perché dovremo ripartire dalle categorie minori, per chi lo ama, il GUALDO e' la cosa più bella che c'è, sia in terza categoria che in serie A. Una cosa però non riesco a digerirla: il modo in cui siamo scomparsi. E' stata distrutta la nostra DIGNITA'!
Sono stati calpestati quei valori (LEALTA', RISPETTO, ONORABILITA') che per 86 anni hanno contraddistinto la S.S. Gualdo ed hanno tenuto alta l'immagine della nostra città. Chi ci aveva garantito il rispetto di questi sani ed importanti principi, ci ha tradito. Il 15 luglio 2005, con presunzione, superficialità ed arroganza ci e' stato detto: "garantisco io".
Ma in questo tristissimo momento non voglio attaccare nessuno, sarebbe come sparare sulla croce rossa, però mi preme sottolinearlo: noi, famiglia Barberini, le scuse non le accettiamo.
Ragazzi è dura da digerire, ma dobbiamo pensare a rialzarci con umiltà e dignità senza piangerci addosso, come abbiamo sempre fatto dopo le sconfitte più cocenti.
Di Moroni non voglio dir nulla, ogni commento sarebbe irrisorio rispetto al danno incalcolabile che ha procurato alla nostra città.
Come famiglia Barberini CONFERMIAMO fermamente il nostro impegno nel settore giovanile per poter continuare degnamente ad offrire a tutti i ragazzini la possibilità di praticare lo sport più bello del mondo!
Roberto Barberini - presidente A.S. Angelo Barberini (dal muro dei tifosi 13.07.06)

Ho trovato un fiore calpestato nel mio giardino... gemeva lacrime di sangue...
Qualcuno, dopo averlo raccolto, l'aveva maltrattato e gettato via...
Me lo sono stretto al cuore... l'ho baciato... gli ho dato da bere... e con le mie carezze ed il mio sguardo l'ho riscaldato, sperando potesse ritornare il bel fiore di prima...
Adesso è lì, vicino al sole, sorride... non piange più, vuol guarire...
Anonimo (dal muro dei tifosi 13.07.06)

Come molti in questi giorni ho letto quello che appariva su questo sito sperando di essere smentito dai fatti visto che ero profondamente pessimista su come sarebbe andata a finire. Non è mia abitudine partecipare a discussioni via web, ma alcune cose che ho letto negli ultimi due giorni e nelle ultime due notti mi hanno convinto a dire la mia.
Troppi, quasi tutti, hanno detto la loro su quelli che sono oramai i tempi passati, su un mix incredibile di atipicità e di risultati sportivi fuori non dal previsto, ma addirittura dalla logica. Credo che bisogna superare questa fase e da subito.
Dobbiamo avere il coraggio di dirci la verità. Lacrime per un grande patrimonio che scompare, ma quanti si erano resi conto prima di 48 ore fa quanto importante fosse questo patrimonio? Veramente crediamo che qualcuno parlando del Gualdo che andava qualche mese fa ad Ancona si rendesse conto che era comunque un fatto straordinario? Un evento al disopra delle righe? Ricordo all’inizio del campionato quando le cose andavano male le folte schiere di cornacchie che gracchiavano di preferire l’Eccellenza: bene signori siete stati accontentati!
Anzi temo che sarà Promozione, ancora meglio. Dove sono quelli che erano saliti in corsa sul Cayenne aggrappati ad una basetta per non cadere? Dove sono quelli che quando (e parliamo di febbraio) sono cominciati a mancare i stipendi dei calciatori si sono girati dall’altra parte? Ora tutti a piangere ma siamo sicuri che non abbiamo niente da rimproverarci?
Guardiamo questo sito: andate a fare un giro in rete, dove trovate un servizio di questo livello? E tutto grazie a un paio di “coglioni” che lo fanno gratuitamente, ma possibile che tra tutti questi orfani del Gualdo Calcio non c’è nessuno che ha alzato la mano per una piccola sponsorizzazione?
Possibile che tra i loro colleghi nessuno ha alzato la penna per difenderli quando qualche illuminato opinionista perugino li ha invitati ad informarsi meglio? Magari ora che perderanno i soldini degli articoli quotidiani sul loro giornale si preoccuperanno veramente del destino della squadra.
Tutti parliamo della figura che ha fatto Moroni in tutta la regione ma del fatto che Gualdo perde un veicolo di promozione straordinario ne vogliamo parlare? Chi dovrebbe occuparsi di questo se ne rende conto? Tutti parliamo della perdita anche economica per la città, ma chi dovrebbe occuparsi di questo se ne rende conto? La scomparsa del Gualdo Calcio con un passivo da record accumulato in un solo anno, i play off del Basket terminati con denunce e squalifiche. Ci rendiamo conto che stiamo sempre più assomigliando, o forse lo siamo già, ad una città della provincia di Caserta o di Taranto? Leggo di azionariato popolare o magari di una nuova società questa volta in mano ai gualdesi, bene abbiamo il coraggio di dirci la verità: tutte puttanate! Non c’è in tutta Italia un esempio di azionariato popolare che abbia mai funzionato, non credo che cominceremo proprio noi. Il “Gualdo ai gualdesi” dice qualcuno ma diciamola tutta: il “Gualdo in Terza Categoria ai gualdesi”! Magari ci sarà anche qualcuno che proverà a formare la società per una categoria superiore ma lo farà per amore del calcio? Credo proprio che sarà la solita marchetta politica: prospettive future vicino allo zero anche perché solo ora qualcuno si ricorda che può essere più conveniente la C2 che l’Eccellenza. Nel coma economico che vive Gualdo credo che i pochissimi imprenditori che abbiamo una minima disponibilità facciano meglio (come ha fatto giustamente la Tagina tra gli insulti di un corrispondente sportivo locale) a pensare alla sopravvivenza dello loro azienda. Questi, cari signori, non sono i giorni della rabbia e della rinascita: questi sono i giorni di un funerale. Gualdo perde un altro pezzo importantissimo, uno dei suoi (pochissimi) fiori all’occhiello tra le false lacrime di molti e l’indifferenza di quasi tutti. Alzare ora la bandiera della gualdesità mi riempie di rabbia e cedo volentieri il passo a chi sgomita per farsi avanti: solo queste persone hanno diritto di cittadinanza in questa città. Fino all’arrivo del prossimo Cayenne, fino a che ci sarà qualcosa di importante da svendere...
Anonimo (dal muro dei tifosi 13.07.06)

Tutto vero, niente da dire. Stiamo diventando una città da terzo mondo. Ci era rimasto il calcio e pochissimo altro, ora ci hanno tolto anche questo ma non per colpa di altri. Principalmente per colpa di tutti noi gualdesi, che accettiamo passivamente tutto quello che ci passa sopra la testa. Da un'altra parte il sig. Moroni oggi aveva la scorta davanti casa sua e la giunta sarebbe saltata. Avete sentito di una convocazione urgente del consiglio comunale da parte di quella specie di opposizione che ci ritroviamo? Niente, silenzio assoluto. Che cazzo gliene frega se oggi qualcuno rischia di veder saltare il posto di lavoro (circolo dello stadio, la radio che deve prendere i soldi da Moroni e che aveva il suo budget principale nel calcio, tanto per fare qualche esempio) ? Qui ci lamentiamo, scriviamo cose belle e vere, poi tra due giorni tutto sarà finito. "Per Gualdo l'Eccellenza è anche troppo" si è già sentito in giro qualche commento del genere. "E' saltato anche lo Spoleto", altra idiozia. "I soldi non ce stanno più non possiamo stare in C/2". Tutto vero. Però i soldi è meglio sperperarli per mille stronzate, darli alla sagra del toccio, perchè mi porta i voti anzi che servirli per una cosa utile a TUTTI. A tutti, cari gualdesi non solo a chi va allo stadio e ama il calcio. Poi se la C/2 sta a Monte San Savino, Cuoiopelli, Bellaria, quello non conta. Da altre parti il Comune sponsorizza - sì avete letto bene: SPONSORIZZA  la squadra di calcio, perchè sa il valore che rappresenta per una città. Qui sarebbe successo il finimondo perchè la ruzzola si sarebbe incazzata per non parlare delle bocce o del ping pong.
Però nonostante tutto questo, io non mi arrendo. Non mi arrendo a vedere questa città finire allo sfacelo. Non mi arrendo ad un Gualdo in terza categoria o in Promozione, anche se lo amerò allo stesso modo.
Non avrò pace finché il Gualdo non sarà tornato in C2, non fosse altro per onorare chi il Gualdo e Gualdo lo ha amato più della sua stessa vita. GIURO CHE LO FARO'
Bob (dal muro dei tifosi 13.07.06)

Sono veramente arrabbiato per quanto successo in quanto fino all'ultimo siamo stati presi in giro su una cosa che riusciva ad unire tutti: la S.S. Gualdo. Per più di dieci anni sono stato un giocatore delle giovanili, sempre invidiati da tutti, perché il nostro vecchio grande Presidente teneva all'immagine più di ogni altro (in Berretti avevamo giacca e cravatta). Ora trovarsi a questo punto con una mancanza di stile da tutte le parti è veramente ignobile. Mai la verità è venuta fuori.
La cosa più triste è stata comunque quella di vedere gente sempre meno raccomandabile allo stadio, gente che ha fatto "arrosti". Da ogni parte della regione, da Castello fino al ternano. Veramente un peccato essersi fidati di loro. Come si faceva a non sapere e a non vigilare?
Cerchiamo almeno di ripartire con le nostre forze senza altri avventurieri o altri personaggi fasulli. Ripartiamo con le nostre forze e solo con gente che vuole veramente bene al Gualdo. Forza Gualdo
Alessandro Bazzucchi (mail del 13.07.06)

Mi dispiace per questa fine ingloriosa del Gualdo.
Un tifoso dell'Avellino (mail del 13.07.06)

Che tristezza!!! Alla vostra gloriosa società appartengono alcuni tra i ricordi migliori della mia vita e della mia famiglia. Mi auguro, ma soprattutto auguro agli amici gualdesi di poter tornare a respirare quella sana aria di sport che e' nel dna di una città come la vostra, coraggio! Non ci sono parole per esprimere tutta la solidarietà alla famiglia Barberini se non altro per la stima e la sincera ammirazione per ciò che hanno fatto in tutti questi anni. Di sicuro non sarebbe mai e poi mai dovuta finire in questa maniera.
Stefano Chinea (dal muro dei tifosi - 13.07.06)

Correva l'anno 1976 ed Io avevo 5 anni. A quell'epoca risalgono i miei primi ricordi della S.S. Gualdo. Era un giorno di primavera e mio padre mi aveva portato per la prima volta al campo sportivo. Nonostante la tenera età mi ricordo che si giocava Gualdo - Elettrocarbonium e tale incontro era allora un big match del campionato di Promozione Umbro. Si giocava ancora al vecchio "Carlo Angelo Luzi" di Via Lucantoni, il campo dove potevi guardare la partita ad un metro dal rettangolo di gioco, dove potevi guardare negli occhi i giocatori avversari. Erano i tempi in cui "l'Cioccetto" e "l'Nics" durante tutti i 90 minuti della partita inseguivano il guardalinee lungo la rete, lanciandogli insulti ed invettive e, quando c'era bisogno, tentavano di colpirlo con una radiolina o con il manico di un ombrello infilato tra le maglie della rete che separava il "parterre" della tribuna (forse l'unico e vero parterre di tutti gli stadi italiani, dal momento che si trattava di un pezzo di prato largo un paio di metri posto sotto la vecchia tribuna, ovvero "per terra") dal campo di gioco.
Quelli erano anche gli anni de "Vittoria La Bella de Nonna", che era divenuta famosa in tutti i campi umbri per i suoi coloriti epiteti rivolti contro arbitri, guardalinee ed avversari. Le sue invettive tipo "Che te spojie 'n fulmine" o "Che posce 'ngojatte 'na motosega accesa" (tanto per citare quelle meno offensive), sono ormai diventate dei "cult" del tifo gualdese. Si sono succedute poi le ere della "Regina" De Silva, del ritorno del povero Nello Saltutti e del presidente Di Benedetto, delle sfide contro l'Angelana, la Narnese, la Julia Spello ed il Bastia. Ogni anno un'avversaria diversa per la promozione, ma purtroppo sempre lo stesso risultato, a favore degli avversari.
Ricordo poi, come se fosse ieri, l'avvento della Famiglia Barberini e della Tagina, il trasferimento al nuovo "Carlo Angelo Luzi", il primo grande esodo di massa del tifo gualdese e la conseguente prima grande delusione dello spareggio di Fano contro l'Imola. Quante emozioni e ricordi dal 1992 in poi: il doppio spareggio contro l'Aquila, la fuga (su invito delle forze dell'ordine) dalla stessa città abruzzese, la festa per la storica promozione in C2, l'arrivo di Walter Alfredo Novellino e la stupenda stagione 1993-94, la sconfitta a Macerata che comunque (per le contemporanee sconfitte di Livorno e Pontedera) significava la matematica promozione in C1, la conseguente festa in Piazza, la trasferta in treno a Trapani, la vittoria all'ultimo minuto contro il Trapani con il neo campione del mondo Materazzi (allora giovanissimo) piangere al centro del Carlo Angelo Luzi, l'ingresso allo Stadio Adriatico di Pescara con la banda in testa e 4000 gualdesi festanti dietro, applauditi ed incoraggiati dai pescaresi che si affacciavano da finestre e balconi, il muro biancoverde dei 15.000 avellinesi che assiepavano lo stadio abruzzese, il gol di Pierpaolo Tomassini e l'illusione della serie B, il palo di Arturo Di Napoli, il settimo calcio di rigore fallito dal capitano Massimo Costantini e lo svanire del sogno della serie B, la trasferta in treno ad Acireale ed il gemellaggio con i siciliani, l'ormai ennesimo esodo a Castel di Sangro e la sconfitta all'ultimo minuto del Gualdo di Cavasin, i rocamboleschi e purtroppo amari ultimi minuti del Gualdo di Walter Nicoletti contro la Nocerina, le dirette in pay TV, le partite ufficiali contro squadre quali Torino, Udinese, Fiorentina, Reggina, Lecce, Livorno, Ascoli, Avellino, Empoli, ecc.. Quanti giocatori ed allenatori ormai affermati hanno vestito la maglia della S.S. Gualdo e quanti da avversari ne hanno calcato il campo.
Oggi, purtroppo, questi sono destinati a restare dei ricordi, bei ricordi che il tempo non cancellerà e che proprio nel momento in cui sto scrivendo mi fanno venire la pelle d'oca e scendere qualche lacrima.
L'11 luglio 2006 alle ore 13.00, nel periodo, che nonostante la conquista del quarto titolo mondiale da parte dell'Italia, a causa degli scandali di calciopoli è il più buio della storia sportiva dello stivale, qualcuno venuto da Terni ha deciso di mettere fine alla storia di una società sportiva, patrimonio della collettività gualdese, che finché è stata gestita da gualdesi non si è mai macchiata di alcun debito e costituiva un esempio per tutte le società sportive italiane.
Caro Signor Moroni, l'11 luglio 2006 alle ore 13.00 Lei ha privato tutti i giovani, gualdesi e non, di tutte le emozioni, gioie, soddisfazioni, e sogni che io come tanti altri abbiamo potuto vivere, per le quali abbiamo potuto commuoverci, esaltarci e farcene vanto. Lei ha privato Gualdo ed i gualdesi del loro più bel giocattolo. Lei Signor Moroni, si deve vergognare, anche se sono consapevole che persone come Lei ne sono incapaci, altrimenti non sarebbe arrivato a tanto.
Il Gualdo ai gualdesi, per costruire, se possibile, delle basi solide per il futuro e cercare di riportare Gualdo nel calcio che conta in modo da far provare anche alle generazioni future le emozioni che la mia generazione ha potuto vivere. Grazie e addio grande Gualdo.
Marco Tini (mail del 13.07.06)

Anche se oggi è legittimamente ancora il tempo dello sconforto, del dolore e della rabbia, da ore comunque mi passa per la mente una cosa: anzi per la precisione una grande manifestazione di popolo gualdese dove la nostra migliore gioventù, i nostri migliori tifosi, i nostri migliori lavoratori, i nostri migliori gualdesi, scendano in piazza per ribadire in Piazza Martiri il proprio attaccamento alla città e al Gualdo Calcio. C'è bisogno di far capire a chi governa e chi sta all'opposizione che bisogna invertire la rotta, che bisogna trovare dei toni più concilianti, che bisogna essere meno sinistri o destri, è più gualdesi. C'è bisogno di far capire alla Federazione nazionale e regionale che comunque vada meritiamo un posto almeno in Eccellenza. C'è bisogno di far capire che esiste un'unica Gualdo, quella dei Gualdesi da generazioni, quella che lavora, quella che fa i mutui, quella del Beato Angelo, quella che non ha il macchinone sospetto, quella che ama, e che si vuole riprendere la sua città. C'è bisogno di scendere in piazza, senza politica, ma solo per rispetto di noi stessi. C'è bisogno per capire cosa vogliamo fare in fatto di sport, di economia, di giovani coppie, di mezzi di comunicazione, di sicurezza, di benessere, di immigrazione. Insomma si deve capire quale sarà il nostro futuro.
Nicola Bossi - giornalista "La Nazione", dir. "L'Eco del Serrasanta" (mail del 13.07.06)

Avrei voluto scrivere subito qualcosa su questo sito per tentare di dare fiducia e speranza a tutti i tifosi del Gualdo e a tutti i cittadini di Gualdo, ma non ci sono riuscito. Non ci sono riuscito, perchè anche io ho subìto il colpo, non riuscivo a digerire questa brutta fine del Gualdo Calcio e ancora adesso non mi sembra vero... Scompare una società storica, una tradizione sportiva importantissima e una squadra che è sempre stata l'orgoglio di questa città, ma ricordiamoci cari amici gualdesi che siamo ancora in tempo per non far sparire la passione e l'amore verso il calcio e verso quello che sarà il futuro Gualdo! Non diamo la soddisfazione a colui che ha fatto sparire il Gualdo dai professionisti di farlo sparire dal calcio. Da qualunque categoria ripartirà, stiamo vicini al nuovo Gualdo, ricordiamoci quanto stiamo soffrendo in questi giorni e diamo una mano ognuno nel suo piccolo a coloro che cercheranno di riportare il Gualdo nel calcio che conta e che merita. Il calcio è passione amore e unione. Allora cari amici gualdesi stiamo uniti anche nella sofferenza come in questi giorni e speriamo in un futuro migliore, un futuro che il Gualdo Calcio e tutta Gualdo merita.
Marco Campese - centrocampista Gualdo dal 2001 al 2005

Prima di tutto vorrei chiarire di parlare a titolo strettamente personale, anche se, commentando l’accaduto in città, ho trovato più persone unite al mio sentimento: dispiacere. È proprio vero. Dispiace di non poter contare sul nostro piccolo, grande derby. Gli sfottò, le delusioni e le grandi vittorie. Un sano campanilismo, forse sentito più qualche anno fa, ma che rendeva la domenica carica di passione. Son sicuro che tra qualche anno ci ritroveremo, nella speranza che questo avvenga per meriti vostri, non demeriti nostri. È vero anche che un domani potremo sempre rinfacciarvi l’onta della cancellazione tra i professionisti e chissà quanto altro ancora in perfetta coerenza con la nostra rivalità. Comunque, dispiace.
Non voglio concludere con inutili affermazioni ipocrite. Dico che la delusione che sta ricadendo su tutta Gualdo, di certo, non sta segnando indelebilmente le mie giornate. Ad ognuno la sua croce e, ora, la vostra è molto pesante. Comunque in questi giorni di sana ebbrezza calcistica da mondiale, un inaspettato dispiacere mi sta accompagnando.
Un tifoso eugubino (dal muro dei tifosi 13.07.06

Condivido in pieno le preoccupazioni degli amici del sito che peraltro conosco personalmente e sulla cui passione, dedizione e professionalità non ho mai dubitato, le condivido a tal punto da rilanciare tre proposte:
1) La si smetta una volta per tutte di fare lo scaricabarile ormai purtroppo il dado è tratto e nessuna polemica politica potrà ridarci la C 2, ognuno di noi può avere le proprie legittime idee sulla vicenda, ma credo che in momenti di difficoltà come questi sia molto più utile unire le forze piuttosto che disperderle, se è vero che tutti ritengono il Gualdo Calcio (almeno a parole) un patrimonio della città allora tutti remino dalla stessa parte, non facciamo per favore di questa triste vicenda un motivo di esclusiva e sterile polemica politica.
2) Proprio per questo, perchè ritengo che bisogna unire le forze, voglio riproporre la mia idea di un'azionariato diffuso aperto al contributo di tutti coloro vogliono vedere risplendere al più presto la luce del Gualdo, è vero c'è stato un danno enorme, ma piangersi addosso serve a ben poco e allora perchè non pensare che ognuno faccia la propria parte ?? Valutate  il valore sociale, etico, educativo e sportivo di questa proposta.
3) Infine invito gli amici del sito a farsi loro promotori, magari già da lunedì prossimo di un'assemblea aperta,  lanciate dal sito la sfida vediamo chi veramente e non solo a parole ha un interesse vero affinché il Gualdo risorga, credo che proprio voi che in questi anni siete stati così attenti ed appassionati possiate dare una sterzata decisiva a questa situazione e coinvolgere il maggior numero di soggetti possibili, fatelo in tanti ve ne saranno grati, io ci sarò, senza polemiche, col solo obiettivo di far rinascere al meglio e al più presto i colori biancorossi.
Massimiliano Presciutti - segretario generale Fillea-Cgil (mail del 13.07.06)

Cari amici Gualdesi: ho aspettato un po' di giorni per scrivere. Sono in Argentina ma so tutto quello che è successo tramite il sito e per mantenermi in contatto telefonico sia con Roberto Balducci che con altri amici gualdesi. Ho aspettato un po' di giorni perché non volevo andare oltre i limiti della civiltà per colpa di una persona che non merita neanche di essere chiamata "persona". Potrei dire tante cose, ma credo che sono state dette tutte. Quando uno si trova a 12000 km dalla sua terra e trova nel posto in cui gioca una città con delle persone che lo accolgono nella maniera che lo hanno fatto i gualdesi con la mia famiglia uno non può non affezionarsi a quel posto, e non soffrire per quello che sta succedendo.
Voglio solo dare il mio appoggio a tutti i gualdesi, amici, tifosi e cittadini in questo momento, soprattutto per tutti i messaggi che hanno scritto ringraziandomi quando sono andato via. Ma sono io che vi devo ringraziare e aiutare se possibile nel mio piccolo in questo momento. Perché credo che sia questo lo spirito giusto per fare di nuovo grande il GUALDO CALCIO.
Un abbraccio enorme dalla Argentina.
Leo Cortizo e Famiglia - portiere del Gualdo dal 2004 al 2006 (mail del 13.07.06)

Premetto che vi seguo ogni giorno e che state facendo un ottimo lavoro. Credo, però, che con la sincerità che mi contraddistingue vada sottolineata qualche nota stonata. Non mi convincono quegli attacchi più o meno velati nei confronti di alcune testate (compresa Gualdo Biancorossa da me diretta) per ciò che hanno scritto o non hanno scritto o per come l’hanno scritto. Deontologia professionale vorrebbe che si rispettasse l’autonomia editoriale di ogni singola testata che ha il pieno diritto di trattare una notizia o un avvenimento come meglio crede nel rispetto delle sue idee, dei suoi tempi e dei suoi spazi. Altrimenti avremmo solo e soltanto stampa di regime.
Per quanto riguarda Gualdo Biancorossa in 17 numeri ha intervistato il Presidente Moroni soltanto due volte. All’inizio con Enrico Brunetti ed alla fine, con il sottoscritto. Non mi pare che una cosiffatta linea editoriale possa essere tacciata di piaggeria. Anzi. Nel riportare lo sfogo del Presidente (e non vedo perché avremmo dovuto censurarlo essendo ancora per tutti il Presidente del Gualdo) chiudemmo l’articolo scrivendo che le motivazioni che l’avevano fatto arrabbiare non erano così gravi da giustificare i suoi propositi di disimpegno. Non lo scrivemmo apertamente ma chiunque, azionando il cervello, l’avrebbe potuto capire: se te ne vuoi andare dillo apertamente, non prendere scuse banali.
Non mi pare che il vs sito si sia spinto fino a tanto. Anzi. Dopo la vostra “sbandierata campagna” per informare il mondo che il Presidente non pagava gli stipendi, avete pubblicato rettifiche e precisazioni di Balducci, di Scattolini ed Arcipreti (che il 19 aprile dichiaravano “
Per quanto riguarda, invece, il discorso stipendi ci sentiamo di affermare che non può essere un ritardo di due settimane sull’ultima busta paga a gettare fango su un presidente che fino ad oggi si è comportato con la massima correttezza e puntualità su ogni scadenza riguardante i giocatori e la gestione economica della società. A Marco Moroni va dato atto del suo coraggio e della sua serietà fin da quando, nel luglio scorso, si è caricato sulle spalle il Gualdo Calcio, aiutato indubbiamente dal sindaco e dall’amministrazione comunale e dal coinvolgimento di importanti sponsor, ma per il resto Moroni ha dato e sta dando ottime garanzie per il pesante completamento della stagione con la convinzione di poter impostare la prossima ancora più ricca di soddisfazioni. Per questo, noi che abbiamo lavorato al suo fianco anche se con ruoli non amministrativi, ci sentiamo di ringraziare il presidente che, anche se a volte la sua voglia di vincere sempre lo porta ad affermazioni forti, è comunque una risorsa importante ed una figura di altissima competenza in questo mondo del calcio sempre più esigente e difficile da gestire.”) e vostre considerazioni (dal 20 aprile “Soprattutto, nelle dichiarazioni che potete leggere nelle notizie sotto, è comparsa la frase magica che rassicura in qualche modo quei tifosi che martedì mattina erano pieni di pensieri negativi: "si sta lavorando nella convinzione di poter impostare la prossima stagione ancora più ricca di soddisfazioni". Ci creda presidente: l'aver potuto tifare, soffrire e gioire ancora per questa gloriosa maglia e la speranza di poter continuare a farlo è già per noi la soddisfazione più grande. Per questo, rassicurati dalle dichiarazioni del capitano, del ds e del team manager, le auguriamo un buon lavoro e ricominciamo a parlare di calcio giocato”).
Perché scrivo questo? Perché mi dà fastidio una cosa. Non sopporto chi sale sul carro dei vincitori all’ultimo minuto. Ma sopporto ancora di meno chi scende all’ultimo minuto dal carro degli sconfitti al grido di “io non c’entro niente”.
La verità è che Marco Moroni ci ha preso tutti per i fondelli.
Devo dire che all’inizio dell’avventura personalmente avevo raccolto qualche informazione da chi lo conosceva bene per averci avuto a che fare in qualche modo e qualcuno mi aveva detto “Mamma mia! Auguri!”. In virtù di queste informali informazioni avevo anche manifestato qualche perplessità a Giancarlo per l’operazione che stava mettendo in piedi Radio Tadino (e che ci è costatata una bella somma di insoluto). Ma che significa? Ciò non mi dà il diritto di affermare “io l’avevo detto!”. Abbiamo visto la squadra all’opera, abbiamo visto i primi risultati, chiedevo come andava in società a qualche vecchio collaboratore e mi si rispondeva (“a meraviglia”) e ci abbiamo creduto sempre di più, tutti quanti. Le uniche critiche che ho letto sul sito, ad esempio, riguardavano il mancato acquisto di alcuni giocatori. Certo, se, come afferma Arcipreti oggi, qualcuno ci avesse detto a gennaio che esistevano certi problemi avremmo agito, pensato e scritto diversamente.
Quindi, per concludere, continuate il vostro impegno perché fornite un ottimo servizio ma, per favore, basta con la caccia alle streghe o con la ricerca degli scheletri negli armadi degli altri. Ognuno ha il diritto di scrivere per quello che pensa, sente e sa in quel preciso momento. Almeno questa onestà intellettuale tra colleghi ce la dobbiamo riconoscere. Questo clima da tutti contro tutti non mi piace.
Con simpatia,
Riccardo Serroni - giornalista "Il Messaggero" - direttore Gualdo Biancorossa (mail del 14.07.06)


La risposta del sito:
Una piccola puntualizzazione a Riccardo, a cui mi legano e ci legano anni di amicizia e di collaborazione, mi corre l'obbligo di farla. Non mi è mai passato per la testa di accusare Gualdo Biancorossa di piaggeria, anche perché questo giornale come ben sai l'ha ideato il sottoscritto nel 1994 e per tre anni l'ho pure diretto, continuando a scriverci dal primo fino all'ultimo numero. Forse non sono riuscito a farmi capire bene nell'articolo da te citato e mi dispiace sinceramente se quanto ho scritto ha portato ad una interpretazione diversa da quella che era la mia intenzione. Ho inserito l'episodio di Gualdo Biancorossa proprio per dare maggior forza al pensiero, così da voler dimostrare quanto il sig. Moroni aveva sfruttato l'assist dei suoi collaboratori e del capitano (del quale ben sai da quale amicizia sono legato) per fare la parte della vittima, monopolizzando l'attenzione su di lui al fine di mettere pressione alle istituzioni, riuscendo a far passare addirittura in secondo piano la possibilità concreta di arrivare ai playoff. Di questo te ne parlai immediatamente, se ben ricordi, manifestandoti il mio disagio proprio per essere stato lasciato da solo in quel frangente. Ma lungi da me e da noi voler aprire una caccia alle streghe e agli scheletri negli armadi specialmente dei colleghi o di voler dire "io non c'entro." Noi c'entriamo come e forse più di tutti, perchè non siamo riusciti a smascherare e a portare a galla cosa c'era dietro. O forse, trattandosi di questioni estremamente delicate, semplicemente non ne abbiamo avuto il coraggio. Perché, diciamocela tutta, tutti gli addetti ai lavori erano a conoscenza di stipendi non pagati ai giocatori e di alcuni fornitori in attesa di vedersi onorate le fatture. Proprio la frase che tu hai riportato ("rassicurati dalle dichiarazioni del capitano, del ds e del team manager, le auguriamo un buon lavoro e ricominciamo a parlare di calcio giocato") lo sta a testimoniare. Il messaggio lanciato al presidente era a metà tra l'ironia e il serio, per fargli capire che dietro quelle parole di facciata tutti eravamo consapevoli di quello che stava accadendo. Purtroppo nessuno di noi, giornalisti, addetti ai lavori, fornitori, istituzioni, lo ha denunciato per tempo. Forse, chissà, saremmo riusciti a salvare il Gualdo. Certo, d'altro canto nessuno avrebbe immaginato di arrivare a tanto. Ma mai, ti assicuro, ci ha sfiorato il pensiero di voler accusare colleghi (a parte le considerazioni sul "Puro del Calcio" o su chi ci aveva accusato di faciloneria nello scrivere non essendoci, secondo lui, informati) o di volersi tirare fuori. Anzi, le responsabilità ce le assumiamo tutte. Se abbiamo lasciato appena intendere il contrario ce ne scusiamo. Abbiamo soltanto cercato di fare una ricostruzione che non ci sembra difforme dalla realtà, prendendo spunto dal fatto che in questa fase diversi partiti stanno parlando del caso Moroni con il senno del poi, invitandoli a fare proposte concrete. Il nostro impegno è assolutamente per unire, non per dividere. Abbiamo scritto che la piega che sta prendendo la vicenda, adesso attraversata dalle polemiche politiche, non ci piace per niente. Figurati se vogliamo mettere in piedi una guerra tra giornalisti. Stiamo proprio cercando di raccogliere proposte, come tu stesso hai fatto, di rimettere in piedi un circuito positivo e di superare la fase delle accuse e le recriminazioni. Solo così, insieme e uniti dallo stesso scopo, potremo dire di voler puntare a vincere la partita più difficile che lo sport gualdese abbia mai giocato.   
Roberto Casaglia (www.gualdocalcio.it)

Gualdo alzati e cammina…
Quando martedì ho saputo della non iscrizione del Gualdo Calcio, la mia reazione si è divisa tra la rabbia per l’ennesima mascalzonata del “signor” Moroni e la tristezza che, da uomo di sport e giornalista, ho provato e provo per il grave danno arrecato alla città di Gualdo, alla sua gloriosa società ed ai suoi stupendi tifosi.
Ho la fortuna e l’onore di essere il direttore di una testata, www.sportinumbria.it, che, grazie al prezioso e puntuale contributo della redazione di gualdocalcio.it, ha sempre dedicato spazio ed attenzione alla realtà sportiva di Gualdo in questa stagione.
Non sapete quanto mi è e ci è costato mantenere equilibrio e deontologia professionale sapendo che la proprietà fosse nelle mani di quel “signore” che circa 14 mesi fa ha spezzato, con arroganza ed ingiustificata prepotenza, i sogni del sottoscritto e di altri colleghi (non entro nel merito, perché non è questa la sede e perché è in corso un procedimento civile ed amministrativo).
In questi due giorni non ho pensato ad altro. Alle incredibili similitudini (con i dovuti paragoni) delle due vicende. Proclami, grandi progetti, entusiasmo che piano piano hanno lasciato il campo ad esternazioni ed a comportamenti inqualificabili, dove ad essere messi in discussione sono sempre stati gli altri. Il mancato pagamento degli stipendi fa parte del gioco. Il gioco di un uomo che si diverte a calpestare i sentimenti della gente, forte di un egocentrismo smisurato.
Pensare che la società che, sotto la presidenza di Angelo Barberini, uomo e presidente vero, fece sognare migliaia di appassionati, tenendo alto l’onore della regione in Italia, sia scomparsa dal calcio professionistico a causa delle nefandezze di Marco Moroni fa male.
Fa male perché a rimetterci sono ancora una volta i comuni mortali, le persone oneste.  Ecco. Mi scuso di essermi appropriato di questo spazio anche per raccontare storie personali ma non ce la facevo a non sfogare la mia rabbia ed unirmi al dolore sportivo di Gualdo. È mia intenzione trasmettervi un messaggio di solidarietà e speranza. Sono sicuro, infatti, che anche voi, cosi come la mia redazione, troverete la forza per rialzarvi, ripartire per un nuova strada, tortuosa, lunga ed insidiosa ma anche stimolante, che vi permetterà di lasciare al più presto l’Inferno e tornare in Paradiso. E chissà se, finalmente, a fare il percorso inverso sia definitivamente il “signor” Moroni…
Marco Bertolini – direttore di www.sportinumbria.it (mail del 14.07.06)

E’ con grande dolore che comunichiamo lo scioglimento definitivo della Gualdo Alcolica 1985, gruppo storico della tifoseria gualdese. La decisione irrevocabile è stata presa in seguito alla disfatta della nostra amatissima SS Gualdo.
Dopo la storica ed esaltante esperienza della gestione Tagina, tale società è stata consegnata, evidentemente in maniera ingenua, a una dirigenza senza scrupoli e senza onore, indegna erede di veri uomini come Carlo Angelo Luzi e Angelo Barberini.
Ormai si è rotto un incantesimo durato più di vent’anni e non ci sentiamo più di appartenere a questo calcio cosiddetto “moderno” e alle sue logiche meschine e corrotte. Per quanto ci riguarda non è venuta meno la fede verso i colori biancorossi che saranno sempre sostenuti da un amore inossidabile, ma è stato affossato quell’entusiasmo e quello spirito sanamente goliardico che ha sempre caratterizzato il nostro gruppo.
Sarebbe impossibile descrivere le emozioni e i sacrifici che abbiamo affronto durante tutti questi anni, ma ci piace ricordare semplicemente il grande cuore che ci ha spinti a sostenere ovunque il nostro Gualdo, talvolta in tanti, altre volte in pochi, ma sempre con lo stesso spirito e la stessa lealtà che ci ha fatto conoscere e rispettare in tutta Italia. Chi non ricorda le trasferte oceaniche in treno fino a Trapani? O le coreografie mozzafiato, che rivedendole in foto, stupiscono anche noi stessi?
In fondo se pensiamo al nostro amatissimo Gualdo i bei ricordi superano di gran lunga le delusioni, allora finiamola qui. Da ora in poi ognuno di noi potrà seguire la futura squadra a modo suo, ma la Gualdo Alcolica non esisterà più. Questa non è una resa, ma vuole essere uno sprono per tutti i tifosi del Gualdo, soprattutto quelli più giovani e quelli che durante questi anni si sono allontanati e hanno fatto mancare il loro apporto verso la nostra squadra. La speranza è che si possa voltare pagina e riaprire un nuovo spiraglio, un nuovo modo di vedere le cose, magari ripartendo dal basso, magari cercando maggiore collegialità intorno a uno sport che deve tornare ad essere veramente un perno aggregativo più pulito, come lo era un tempo.
Per quanto ci riguarda metteremo sicuramente a disposizione la nostra esperienza e la nostra passione, anche in previsione di nuovi progetti, ma questa lunga stagione la riteniamo conclusa.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto e hanno amato insieme a noi i colori biancorossi, ma un pensiero speciale va a quelle persone che purtroppo non sono più con noi, su tutti il Presidentissimo Angelo Barberini e il nostro sindaco Rolando Pinacoli. Salutiamo infine le tifoserie gemellate, quelle amiche, ma anche quelle che nonostante la rivalità si sono dimostrate degne avversarie. IL GUALDO E’ FORTE E VINCERA'.
Gruppo Gualdo Alcolica '85 - (mail del 14.07.06)

Sono veramente dispiaciuto per la fine che ha subito questa gloriosa società per mano di un buffone e venditore di fumo qual è Marco Moroni, basta vedere le sue foto sui quotidiani sportivi per rendersene conto! Ho seguito indirettamente le sue peripezie alla Virgilio Maroso in questi ultimi anni (ha cambiato 4 tecnici in una stagione facendo arrivare nuovi giocatori in qualsiasi mese dell'anno e purtroppo  sentivo che quando è approdato al Gualdo qualcosa di strano sarebbe successo e me ne dispiace). Ringrazio il Gualdo e la città stessa per avermi dato l'opportunità di affacciarmi per un paio di stagioni nei professionisti. Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e ripartire da persone che veramente tengono a questo sport, non affidandosi a smaniosi imprenditori egocentrici e che promettono e poi non mantengono. Forza! Magari l'anno prossimo giochiamo contro con l'auspicio rivedere il Gualdo nelle categorie che più gli competono!
Matteo Arcangeli - giocatore Nestor, a Gualdo dal 2000 al 2002 (mail del 14.07.06)

Sono passati solo tre giorni e ancora rimbombano nelle mie orecchie le parole del sindaco di martedì alla conferenza stampa "il Gualdo Calcio non fa più parte dei professionisti". Essere in comune martedì e veder piangere quei pochi tifosi presenti, è stata per me una forte conferma di quanto il Gualdo Calcio sia veramente importante per questo paese. Può sembrare strano, che un giovane ragazzo come me, a Gualdo da soli due anni, abbia così tanto preso a cuore ciò che è successo, ma penso che il calore che i gualdesi e soprattutto ciò che il Gualdo Calcio mi ha dato, sia difficile da trovare nella moderna realtà calcistica. Avrei tanto voluto continuare questa esperienza, ma purtroppo con rammarico, sono stato costretto a cambiare casacca. Il Gualdo Calcio di battaglie ne ha vinte tante con serietà e lealtà, e, da quelle poche che ha perso ne è uscito sempre a testa alta. Forse questa sarà la più dura dopo 86 anni, ma sono certo che non ti tirerai indietro al momento opportuno. In bocca al lupo Gualdo... e soprattutto GRAZIE!!!
Mauro Antonacci - difensore Gualdo dal 2004 al 2006 (mail del 14.07.06)

La verità di Diego Pascolini, assessore allo sport Comune di Gualdo Tadino

Ho letto le fantasiose dichiarazioni del presidente del Gualdo Calcio riportate oggi da un quotidiano umbro e sono rimasto letteralmente allibito, pertanto ho deciso di rispondere per cercare di mettere in fila le questioni. Anche perché in questi giorni in tanti hanno scritto e parlato, spostando la vicenda su un piano politico che al momento è solo di cattivo gusto e non serve né al Gualdo Calcio né a Gualdo Tadino. In un momento in cui bisogna fare fronte unitario per  presentare una squadra nella categoria più alta possibile, si è alzato il coro dei “io l’avevo detto”, ma solo alcuni – la famiglia Barberini, la Tagina e Mario Moriconi – hanno secondo me il diritto di farlo. Per il resto solo sciacallaggio politico e di cattivo gusto di chi – pur non sapendo neanche da quale parte si entra allo stadio – cavalca l’onda per meri interessi politici e non per quelli della città, dello sport.

Oggi mi viene da domandare dove erano tutti questi "signori" (politici e sindacalisti) quando la Tagina nello scorso anno non rinnovò la sponsorizzazione con il Gualdo Calcio? Dove erano nel mese successivo quando il sottoscritto e il Sindaco cercavano di percorrere tutte le strade possibili per poter salvare il Gualdo calcio? Non li ricordo, ne ricordo dove erano i giorni scorsi quando ancora insieme ad alcuni appassionati correvamo a destra e a sinistra per poter trovare una soluzione al problema. Anzi, alcuni di loro li ricordo, pochi giorni fa all'assemblea al circolo dello stadio, silenti, sbalorditi come se non sapessero nemmeno di cosa parlavamo. Lo credo davvero che non lo sapessero. Non comprendo nemmeno il comportamento di chi, nella presentazioni della scorsa stagione era li in piazza Martiri ad applaudire e tifare Moroni e adesso dice: "lo sapevo io" "lo dicevo io"; é troppo facile e anche un po’ vigliacco.
Al contrario mi sento di comprendere chi nella scorsa estate aveva manifestato le proprie riserve verso Marco Moroni. Ma anche a loro voglio dare una risposta. Nella scorsa stagione, quando la Tagina che con tanto amore e con grandi sacrifici aveva portato avanti un sogno durato per anni ci investì del problema iniziammo immediatamente a cercare le possibili soluzioni. Prima di tutto ci rivolgemmo all'imprenditoria locale che, tranne in alcuni casi, non diede disponibilità per sostenere non uno, ma nemmeno "mezzo" campionato professionistico. Marco Moroni ci cercò e ci disse che qualora ci fossero stati alcuni sponsor - come poi è stato - lui sarebbe stato disponibile a rilevare la società e a portarla avanti. Questa, vi posso garantire, è stata l'unica proposta che il sottoscritto e il Sindaco hanno avuto sul "tavolo" in maniera concreta e non solo a chiacchiere. A questo punto Mario Moriconi che il 30 giugno, con una grande dimostrazione di serietà e di amore verso il Gualdo calcio aveva fatto l'iscrizione, presentando una garanzia personale, chiese agli interlocutori che entro il 15 luglio avrebbero dovuto sostituire la fidejussione per non vedere il calcio professionistico sparire da Gualdo. Così fu e infatti il giorno 15 Marco Moroni arrivò in Comune con la fidejussione in mano. Cosa dovevamo fare? Dire a Moroni di tornarsene a casa e far sparire il Gualdo dai professionisti? Con il senno di poi mi verrebbe da dire di si. Ma posso dire anche con molta onestà che se mi dovessi ritrovare nella stessa situazione dello scorso anno rifarei quello che ho fatto, perlomeno fino ad aprile, ai primi segnali. Lì forse avremmo dovuto essere più incisivi, ma le dichiarazioni di Moroni erano tranquillizzanti. Siamo consapevoli di aver fatto un errore nel fidarsi del  personaggio, ma purtroppo non abbiamo avuto il privilegio di scegliere tra più soluzioni.  Mi sarebbe piaciuto vedere quello che sarebbe successo se, quando Moroni si presentò con la fidejussione, noi lo avessimo mandato a casa. Chissà quante ne sarebbero state dette sull'amministrazione che avrebbe fatto morire il calcio. Quest'anno purtroppo ci siamo trovati in una situazione ancora più difficile; infatti solo il giorno prima del 27 giugno abbiamo saputo da Alvaro Arcipreti che Moroni non aveva intenzione di iscrivere la squadra. Che colpa abbiamo se gli sponsor non hanno voluto continuare con lui, se non è stato capace di creare qualcosa. Noi la nostra parte l’avevamo fatta, forse andando anche oltre il nostro compito, esponendoci in prima persona.
Solo pochi giorni prima, e a seguito di un incontro con il Sindaco il "presidente" aveva pubblicamente manifestato la propria intenzione di proseguire anche per questa stagione, magari con un budget ridotto. Come facevamo a pensare che non avrebbe fatto nemmeno le regolari pratiche di iscrizione? Abbiamo preso atto della situazione e con grande difficoltà, per la ristrettezza dei tempi ci siamo messi al lavoro in maniera continua senza perdere nemmeno un minuto e siamo riusciti a trovare disponibilità, da parte di imprenditori locali e non, a rilevare la società biancorossa. Ci siamo sentiti un po’ sollevati, anche perchè Marco Moroni il 27 giugno telefonicamente mi aveva confermato la volontà di abbandonare il Gualdo e la disponibilità di riconsegnare la società cosi come l'aveva ricevuta. Magari l'avesse fatto. Il giorno venerdì 7 luglio Giorgio Bresciani e gli altri sponsor si sono incontrati in Comune alla presenza del Sindaco e del sottoscritto. Si è trovato immediatamente l'accordo, tutto era pronto compresa la disponibilità di sanare anche qualche debito della vecchia gestione. Nel pomeriggio, come stabilito, sarebbe dovuto arrivare Marco Moroni per accordarsi con gli acquirenti per i passaggi di proprietà; ma purtroppo non si è presentato. Se si fosse presentato si era ancora in tempo per permettere a chi doveva entrare di verificare le "carte", di acquisire la proprietà e di presentare tutta la documentazione necessaria per la scadenza fissata per il giorno 11 luglio. Marco Moroni queste cose le sapeva, ma ha creduto giusto non presentarsi. Non è vero, come egli dichiara, che nessuno di noi lo ha contattato. Ho l’elenco delle telefonate che gli ho fatto, prima e dopo l’incontro a Bologna con Bresciani, i tempi c’erano. Lui non si è degnato di muoversi, abbiamo parlato con i suoi collaboratori, ma non è servito a nulla. Moroni aveva fatto i suoi conti. Nel disperato tentativo di salvare la situazione il lunedì mattina ci siamo recati a Terni poiché lui non ha avuto neanche il coraggio di venire a Gualdo, nella città dove appena un anno fa era stato caldamente accolto da tutti.
Ormai solo una soluzione esisteva: che Marco Moroni presentasse la fidejussione il giorno seguente per dar modo agli acquirenti di poter fare i passaggi di proprietà e di sostituire la sua garanzia entro 4-5 giorni. Questo era l'impegno che gli abbiamo chiesto e questa era anche la disponibilità che Giorgio Bresciani gli ha ribadito telefonicamente. Non ha voluto fare nemmeno questo, che era la cosa minima che potesse fare una persona che ha un po’ di dignità. Con la sua arroganza, che purtroppo abbiamo scoperto solo negli ultimi giorni, ha fatto si che una società gloriosa come il Gualdo calcio sia potuta scomparire dalla storia. La beffa è stata doppia poiché Moroni ha voluto far scomparire questa realtà nonostante ci fosse gente pronta a rilevarla. Aver dato la squadra in mano a Moroni ora mi rammarica, ma so anche che era l'unica soluzione, ma peggio è stato aver dato fiducia a livello umano ad un personaggio del genere, che ha tradito me, il Sindaco e l'intera città. Con questa lettera non voglio ne giustificarmi ne attaccare nessuno,voglio solamente raccontare la storia VERA.

Ora non solo da amministratore, ma da cittadino gualdese e da grande amante di questo sport un altra cosa mi preme. Il momento delle polemiche deve finire per poter dare spazio alla rinascita del calcio, quello con la "C" maiuscola che ha visto la nostra città sempre all'avanguardia. Faccio quindi un appello a tutti, agli imprenditori, agli appassionati, ai tifosi e a tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, a stringersi  insieme per affrontare e risolvere il problema del Gualdo. Tutti insieme e senza polemiche, sono sicuro che riusciremo a ridare al calcio gualdese il posto che merita. Quindi mercoledì alle ore 21,00 tutti al palazzetto dello sport.

P.S. Voglio ringraziare i tifosi che anche in questa occasione cosi complessa hanno dimostrato come sempre grande responsabilità e civiltà, e permettetemi infine di ringraziare coloro che curano con tanta passione questo spazio web, che è e dovrà continuare ad essere il sito del Gualdo calcio.

Diego Pascolini - assessore allo sport comune di Gualdo Tadino

Era il 1991. Avevo 15 anni e mi sentivo innamorato, ieri come oggi, dello sport e del calcio in particolare. Sì, del calcio, del territorio del prodigio. Avevo talmente tanta voglia di cimentarmi con la professione giornalistica che tramite Giorgio "Il Vichingo" Menghini, contattai l'emittente televisiva Gualdo tv 23.
Iniziai allora a collaborare seguendo il calcio dilettantistico, commentando partite di Prima e Seconda Categoria. Il Sigillo, la Vis Palazzo Mancinelli, il Costacciaro. E nel contempo, grazie al compianto Tonino Campioni, mi ritagliai uno spazio sempre maggiore nella televisione di Gianni e Roberto Teodori, persone che non smetterò mai di ringraziare.
Leggevo anche il telegiornale la sera, tutti i giovedì, e conducevo insieme ad Alberto Scattolini una trasmissione televisiva dal titolo "Obiettivo Sport".
Ma il mio sogno, allora, era di commentare le partite del Gualdo. Perché per me il Gualdo era il massimo.
Mettere piede nella tribunetta stampa del Carlo Angelo Luzi era un desiderio segreto che avevo dentro di me e che gelosamente non svelai a nessuno. Zitto zitto quel mio sogno diventò realtà. Ricordo ancora la vittoria del campionato di C2, le trasferte con il fuoristrada di Gianni e Roberto, la mia timidezza nel presentarmi ed anche nell'intervistare i protagonisti. Insomma, il Gualdo mi diede uno slancio non indifferente dal punto di vista lavorativo e la consapevolezza che, facendo tanti altri sacrifici, magari un giorno sarei potuto davvero diventare un giornalista professionista.
E così, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, ho sempre continuato a seguire con grande affetto il Gualdo Calcio. Cui sono legati miei ricordi indelebili, emozioni uniche, persone e volti indimenticabili. Sono passati tanti anni, così, in maniera veloce, troppo veloce. E pochi giorni fa, martedì per la precisione, ho avuto un attimo di smarrimento nell'apprendere di mattina presto la notizia della non iscrizione alla serie C2. Ancora oggi non ci credo. Forse inizierò a rendermene conto quando a breve, purtroppo, dalla pagina dedicata alle Umbre di C2 dovremo togliere lo spazio quotidiano del Gualdo. Per inserirlo nelle pagine del calcio dilettantistico. Una delusione tremenda. Che il tempo, solo il tempo, mitigherà lentamente. Sono vicino a tutti coloro che hanno amato, almeno per un istante della loro vita, i colori biancorossi. E spero tanto di poter raccontare, un giorno, la rinascita di una gloriosa società. Tutto rinasce....
Auguri Gualdo, auguri di cuore.
Daniele Sborzacchi - Caposervizio Sport "Il Giornale dell'Umbria" (mail del 15.07.06)

Caro Sito, avevo 15 anni quando mio padre mi portò per la prima volta a vedere il Gualdo Calcio, al "Carlo Angelo Luzi", allora militava nei dilettanti, e lo sponsor era la Tagina con in testa il compianto PRESIDENTE Angelo Barberini.
La prima delusione fu quella dello spareggio valido per l' ingresso in serie C2 perso con l' Imola all' ultimo minuto del secondo tempo supplementare, ma l' anno dopo il Gualdo vinse il campionato dilettantistico contro la Narnese per 1-0 con un gol di Biagini e fu spareggio con L' Aquila vinto per 2-0 con le reti di Omar Canestrari detto "Leone" e Osmani su rigore, il ritorno fu 1-1 con una rete di Biagini. E fu C2, ma la fine della partita la seguimmo sul pullman, perchè i tifosi locali ci minacciarono e allora fummo fatti uscire prima. Poi seguirono gli anni di Novellino con la vittoria del campionato che valse la promozione in C1. L' anno successivo vincemmo la semifinale play off, con il Trapani, rete di Tomassini al 90" e fu  finale per la B con l' Avellino, persa maledettamente ai rigori dopo che il Gualdo aveva accarezzato il sogno della serie B, portandosi in vantaggio per 1-0 con una punizione di Tomassini. Il resto è storia recente con il fallimento del Gualdo Calcio, causato da una persona che risponde al nome di Marco Moroni. Ma una cosa è certa il Gualdo rimarrà per sempre nei nostri cuori. Cordiali saluti.

Emanuele Botticelli (mail del 15.07.06)

Ho letto attentamente la lunga ed appassionata lettera che Diego Pascolini ha inviato al sito. Premetto che Diego è un amico ed una persona che stimo, e credo che sia giusto in momenti come questi, che chi come lui ha seguito l'intera vicenda buttando spesso il cuore oltre l'ostacolo, provi profonda amarezza e si senta in dovere di chiarire fino in fondo come sono andate le cose. Personalmente in questi giorni ciò che ho detto e scritto è sempre stato scevro da polemiche (forse sono stato uno dei pochi) e dettato da uno spirito propositivo.
Non mi sono mai permesso di dire e nemmeno di pensare "l'io l'avevo detto", non ho lanciato strali o attacchi verso nessuno se non verso Marco Moroni, ho semplicemente fatto una proposta, che per carità non pretendo che sia condivisa, ma da sindacalista (anche qui credo l'unico ad essere intervenuto caro Diego) da cittadino e da tifoso, che dal 1980 segue le sorti del Gualdo Calcio, in un momento così difficile ho ritenuto importante rilanciare l'aspetto etico, sociale ed educativo del gioco del Calcio soprattutto in una città come Gualdo che ha sempre vissuto questo splendido gioco in maniera diversa rispetto al resto d'Italia grazie soprattutto all'impegno di Tagina dei suoi dirigenti e del PRES ANGELO BARBERINI. Prove ne siano gli attestati di stima pervenuti copiosi a questo sito in pochissimi giorni. A volte assumersi delle responsabilità, anche in situazioni difficili costa fatica, ma occorre farlo, non con l'intento di pontificare, ma cercare di dare un contributo.
Devo dire che anche io ho trovato di PESSIMO gusto, le speculazioni politiche su questa vicenda ed anzi le ho pubblicamente condannate proprio su questo sito. Ritengo infatti che i terreni di battaglia politica siano e debbano essere altri, nei quali purtroppo vedo da anni un certo torpore. Se la vitalità, la dialettica anche aspra (e in questo caso lo ripeto fuori luogo)che si e scatenata in questi giorni, ci fosse stata nel tempo SU TUTTI I TEMI DI INTERESSE GENERALE, sicuramente ne avrebbe tratto vantaggio l'intera città, ma questo è un altro ragionamento.
Per chiudere voglio restare al tema, Diego sa, perchè democraticamente eletto, che amministrare la cosa pubblica comporta oneri ed onori, che nessun amministratore sarà mai scevro da critiche in qualsiasi campo e capisco anche quello che prova in questi giorni, dopo che ha visto sfumare, non per colpa sua, un progetto sul quale si era speso così tanto, ma questa è la vita, sono, me lo concederai, i "rischi del mestiere", non sempre le cose vanno come vorremmo, ma bisogna farsene una ragione senza isterismi, ma guardando avanti, cercando se possibile di moltiplicare gli sforzi affinché le cose cambino.
Sono d'accordo con te Diego e anche in questo caso, l'ho pubblicamente detto e scritto, che in momenti come questi non serve a nulla ed a nessuno fermarsi ad autoflagellarsi, occorre reagire, "sporcarsi le mani" ed io ribadisco, per quel poco che conta, e per quel poco che potrò dare, la mia disponibilità a fare la mia parte per ridare a Gualdo un patrimonio culturale e sociale  come il calcio. Una cosa però ti consiglio, non cadere nella trappola dello sfogo, leggi attentamente ed ascolta bene le cose che si dicono,sappi distinguere, lo sciacallaggio di bassa lega dal libero e democratico confronto dialettico e soprattutto non fare di ogni erba un fascio, nei momenti difficili (anche questo l'ho già detto e scritto) occorre unità, occorre coniugare sentimento e ragione, occorre verificare se alle tante esternazioni seguiranno fatti concreti. Ecco, con la mia proposta, che deve essere presa come tale e niente più, ho voluto lanciare una sfida: vediamo chi ci sta, vediamo chi nei fatti e non solo a parole ha veramente a cuore le sorti del Gualdo Calcio. Mi dispiace Diego, ma questo era ed è il mio unico e solo scopo. Di una cosa inoltre puoi essere certo, che non cambierò idea ed anzi rilancerò la proposta all'assemblea del prossimo 19 luglio, sfidando i fischi, i malumori, le malelingue, forse anche gli insulti, ma alla fine che importa, se è vero che le idee camminano sulle gambe degli uomini, meglio esserci che... fare finta di esserci. Un fraterno saluto e te e ai ragazzi del sito, ci vediamo mercoledì... IL GUALDO E' FORTE E VINCERA'!!!... ANCHE STAVOLTA
Massimiliano Presciutti - segretario generale Fillea-Cgil (mail del 15.07.06)

Non so se sarà più possibile in questa società, ma credo che il calcio, come tante altre attività della vita, dovrebbero nascere da un sentimento di passione e d'amore, no da interessi, siano essi politici o di altra natura. Il calcio lontano da questi aspetti, continuerebbe a far sognare anche in terza categoria.
La passione va al di la dei personalismi, mentre la politica dimostra insieme ad altri interessi di andare oltre. Ma ciò cosa centra con la passione per calcio?
Siamo stati grandi perchè c'era un Grande Uomo che sapeva amare il Gualdo e i gualdesi, possibile che non siamo in grado di raccoglierne il testimone e la lezione di vita che ci ha donato in quegli anni meravigliosi?
Un Vero Uomo, che ha saputo amare e donare generosamente, senza risparmiarsi, per il Gualdo e i gualdesi e poco importa se con il calcio ha avuto la possibilità di farlo in C1. Sarebbe stato un grande PRES anche in terza categoria, perché aveva la passione per la gualdesità, ecco cos'è che ti porta a fare grandi imprese.
Mi ripeto è entrato nei nostri cuori non perchè ci ha portato alle soglie della serie B, nella leggenda, ma perchè era il più nobile interprete del sentimento gualdese. Si, ora qualcuno obbietterà "se non hai i soldi con la passione non fai niente".
Verissimo; allora le cose sono tre, o ci accontentiamo, di gualdesi appassionati "se ci sono ancora" sinceri onesti ed interessati solo alla palla che rotola, e noi orgogliosi ce ne freghiamo della categoria in cui si gioca. O fare i servi del prossimo padrone, mosso da chissà quale interesse.
Oppure smettere tutti questi piagnistei, e mettersi TUTTI le mani in tasca in base alle proprie possibilità, questo si che sarebbe un bel gesto d'amore incondizionato.
Chi ama e amato il Gualdo sa benissimo che con la sua scomparsa gli è stato inflitto l'ultimo irreparabile torto, il più grave, quello di ripudiare un pezzo di storia della gualdesità e questo non lo si potrà dimenticare mai.
anonimo (muro dei tifosi - 15.07.06)

Mi è bastato giocare un anno con la casacca del Gualdo per amarla e portarmela sempre nel cuore. Il mio ricordo di Gualdo e dei gualdesi, non si limita all'aspetto puramente calcistico (anche se quell'anno vincemmo il campionato ed entrammo nel mondo dei professionisti, con una cavalcata davvero irresistibile. E chi si scorda il ritorno da L'Aquila sul pullman con un Barberini show?), ma sopratutto al rapporto che in qualche modo io e la mia famiglia, ha stretto con questa splendida realtà, con gli amici, con i tifosi, con la gente. Ebbene, conoscendo l'orgoglio, la dignità, la passione, che ogni gualdese ha dentro di sé, voglio dirvi che questa nuova mazzata, non farà altro che aumentare l'amore verso la casacca biancorossa, e che presto ritornerete a calcare i campi più prestigiosi di tutta Italia. Questo e' l'augurio che voglio farvi dal più profondo del cuore.
Un abbraccio a tutti i miei amici GUALDESI!!! IL GUALDO E' FORTE E VINCERA'!!!

Giorgio Tomba - ex bomber biancorosso (mail del 16.07.06)

Nell'autunno del 2004, periodo in cui ho avuto la fortuna di cominciare a collaborare con l'emittente televisiva GualdoTV23, con immenso piacere ho cominciato ad avvicinarmi naturalmente in modo molto intenso anche alla città di Gualdo, sopratutto per ciò che concerne la sua vita sportiva. Per carità, venendo dalla vicina Fabriano conoscevo questa città, ma come sempre accade in questi casi entrandoci in contatto più profondo ho potuto constatare come essa sia popolata da gente davvero speciale che in ogni cosa che fa mette sempre tanto entusiasmo e sopratutto grande passione.
Vengo da un centro dove il fulcro del panorama sportivo è sempre stato il  basket, mentre il calcio si è sempre e solo ritagliato le briciole. Ed è proprio per questo che quando da adolescente saliva la voglia di vedere una partita di calcio di alto livello con un contesto di pubblico di altrettanta elevato amore verso lo sport che accende la maggior parte dei cuori di questo paese, l'unico antidoto era il Carlo Angelo Luzi.
Negli ultimi due campionati poi, ho avuto la possibilità di vivere questo fantastico mondo dal di dentro. Ho conosciuto da vicino i protagonisti di questa favola ultradecennale, ho commentato talvolta le loro gesta, ho toccato con mano gli umori degli appassionati. Inoltre ho avuto il privilegio di lavorare fianco a fianco con i curatori di questo puntuale e fantastico sito e con tutti gli altri di TV23 nel raccontare le splendide avventure di questa società, che ho sempre visto come un fiore all'occhiello per lo sport di tutta questa zona e come un modello da esportare. Vittorie o sconfitte, l'amore smodato per il calcio dei gualdesi è rimasto ogni domenica intatto. Nel lanciare ogni lunedì il servizio sulla partita del giorno precedente si era creata una sorta di magica routine che mi ha sempre regalato grandi emozioni. Nell'ultima puntata di Lunedì Sport ho lanciato il servizio di Ancona-Gualdo, gara che ho pure commentato al Del Conero, avevo dato a tutti l'appuntamento alla prossima stagione per un altro campionato esaltante come l'ultimo che aveva visto i biancorossi "pelare" l'ingresso nei play off. Nell'ultimo mese per motivi di lavoro non ho potuto essere a Gualdo in maniera assidua  come negli altri momenti dell'anno. Qualche giorno fa, proprio durante un momento di grande gioia ed ebbrezza calcistica per la conquista della coppa del mondo da parte degli azzurri di Lippi, una notizia funesta che  mi gela il sangue: il Gualdo Calcio non si è iscritto alla C2!
Ho stentato a crederci, ma purtroppo era tutto vero. Tanti anni di  professionismo, di battaglie, di grandi talenti arrivati lungo la SS Flaminia, di brividi mozzafiato che ti percorrono la schiena come lo  spareggio per la B di 11 anni fa, cancellati con un colpo di spugna. Il mio primo pensiero è andato subito ai gualdesi, che mi hanno accolto due  anni or sono come fossi uno di loro e mi hanno catapultato con passione rara in questa meravigliosa favola facendomene vivere due inebrianti  capitoli. Vedere e raccontare una "magata" di Balducci, un gol capolavoro di Turchi, una paratona di Leo Cortizo, sono state opportunità uniche da un punto di vista cronachistico e giornalistico ma soprattutto circostanze emozionanti che non dimenticherò mai. Sapere che oggi tutto questo non c'è più mi amareggia molto, mi addolora, e mi spinge in maniera più che mai convinta ad invitarvi a NON MOLLARE!
Marco Moroni vi ha strappato il cuore, non permettetegli di portarvi via i vostri sogni legati allo sport che amate di più. Ah Moroni. Francamente non so che aggettivi utilizzare per definirlo, ma un paio di considerazioni le voglio buttare lì. Nella scorsa estate il sospetto di un altro ciarlatano tutto chiacchiere e distintivo c'era, ma l'entusiasmo per il nuovo corso societario lo ha cancellato presto. Poi la partenza nera, e qualche scricchiolio lo si avverte. Poi però Placentino, Turchi e compagnia bella hanno iniziato una galoppata che ha fugato ogni dubbio. Pasqua: mi chiamano dalla redazione e mi parlano di uno sciopero della rosa che non ha percepito gli stipendi. La storia muore lì. Niente play off, e l'impegno del presidentino di allestire una squadra giovane che facesse di necessità virtù. Quindi l'epilogo che tutti conosciamo. Una fine mesta voluta da un uomo che non ha avuto nemmeno il coraggio di farsi vedere. Non vado oltre, perchè se penso che tante volte ho proposto ai telespettatori interviste e dichiarazioni di gente così mi viene l'ulcera. Però mi associo al bellissimo quanto straziante messaggio letto su questo forum a firma di Roberto Balducci, la vera "sfinge" di questa società affossata e infangata da persone poco serie di cui tutti (me compreso) si erano fidati. Perciò, come ha detto il Capitano, bisogna ripartire e ricostruire quello "strumento" che per tanti anni ha fatto suonare al calcio gualdese una magnifica e maestosa sinfonia. La speranza, oltre a non vedere più nello sport figure come quelle che hanno permesso e voluto tutto ciò, è che il cuore calcistico gualdese continui a pulsare in maniera vibrante, terza categoria o champions league non importa. In bocca al lupo a tutto il popolo biancorosso!!
Valerio Mingarelli - Collaboratore Redazione Sportiva Gualdo TV23 (mail del 17.07.06)

Giro a voi con la morte nel cuore questa mail spedita al sindaco il 9 luglio scorso, non mollate, vi amo e sempre forza Gualdo, ti aspetto ancora in alto per sognare con te.

C
arissimo sig. sindaco,
le invio questa lettera, per esprimere tutto ciò che sto provando nel leggere le notizie che giungono dalla mia cara Gualdo. Chi le scrive è un romano tifoso della Roma, ma tifosissimo del nostro GUALDO.
Ho 46 anni e dei bellissimi ricordi legati alla vostra cittadina. I miei primi passi, la mia gioventù, i miei primi amori, fra cui il Gualdo.
Fra i miei ricordi più cari conservo ancora la prima schedina del totocalcio sulla quale comparve la nostra squadra. Quando ero giovane e parlavo del Gualdo con i miei amici tutti si mettevano a ridere, ed io ci stavo male. A distanza di anni ho potuto dire con orgoglio a coloro che ridevano, che il Gualdo non era una mia fantasia, ma una grande squadra. Una squadra in grado di combattere per la serie B, ma cosa più importante, una squadra in grado di farci emozionare e palpitare con i suoi risultati. Insomma una REALTA’. So che questa mia lettera sarà una goccia in mezzo al mare, ma è il cuore che mi ha dettato le parole, e con lo stesso cuore le chiedo quanto segue: LA PREGO DI NON TRALASCIARE NESSUNA POSSIBILITA’, NESSUNO SPIRAGLIO AFFINCHE’ IL NOSTRO GUALDO CONTINUI CON ORGOGLIO IL SUO LUNGO CAMMINO CON NOI A FIANCO CHE L’AMIAMO, CHE RIDIAMO, CHE PIANGIAMO CON LEI. FORZA GUALDO SAREMO SEMPRE CON TE
.
G
razie sig. sindaco, grazie per tutto quello che ha fatto e per tutto quello che farà.
anonimo (e-mail del 17.07.06)

... Da piccolo, quando andavo al circo, ridevo tantissimo guardando i pagliacci e le loro pagliacciate.  Oggi, senza andare al circo, vedo tanti pagliacci e le loro pagliacciate... soprattutto nel mondo del calcio. Mi dispiace di cuore... nessuno si può permettere di distruggere in questo modo il sogno e la passione di molti.
P.S.: Roberto... la tua lettera mi ha commosso. Ti sei confermato un grande uomo. I miei migliori auguri. Forza Gualdo!
Luca Rutili - Radio Onda Libera / Umbria TV (mail del 20/07/06)

Salve a tutti, sono un gualdese che da diversi anni vive in Svizzera per lavoro ho appreso tramite il sito della scomparsa del GUALDO. La cosa, a parte il male "sportivo" che mi ha fatto, mi fa capire come il mondo del calcio "moggiopoli" a parte stia diventando lo schifo più assoluto ! Sono arrabbiato con chi ha speculato con questa società, deluso e amareggiato, perchè il calcio professionistico era anche un veicolo di pubblicità per la mia città di origine (turisti svizzeri sono venuti li per diversi anni), ma soprattutto per la storia sportiva. Ero a Pescara nello spareggio per la B con l'Avellino ed ero in tribuna contro il Fano quando lottammo per la salvezza ai playout. Per ovvi motivi il Gualdo non lo seguo più da acceso tifoso e supporter ma per me quella maglia biancorossa era l'orgoglio di un gualdese prima e di un italiano poi (vedi Mondiali) ringrazio (ironicamente) il signor Moroni per il fallimento e spero che chi ha VERAMENTE a cuore le sorti del calcio gualdese rilevi questa società e la riporti in quei campionati che Barberini (quanto lo rimpiango) ci ha fatto vivere. X SEMPRE GUALDESE.
un gualdese all'estero (muro dei tifosi - 22/07/06)

Dopo la lettura di tante dichiarazioni, dal profondo del mio cuore mi sento in dovere di lasciare un messaggio sulla brutta realtà che noi gualdesi stiamo vivendo. Non riesco a decidere in quale veste debba io scrivere queste poche righe, perché sono anche un ex calciatore della S.S. Gualdo... anche se con scarsi risultati. Figlio di un genitore che aveva il calcio e soprattutto il Gualdo nel DNA e che mi raccontava dei tanti derby vissuti contro il Gubbio, quando si andava a vedere le partite sui cassoni dei camion e dopo la partita ci si menava di santa ragione e poi tutti al chiosco delle gazzose a bere insieme. Dopo una attenta riflessione penso però che il mio apporto a questa discussione possa venire dalla mia esperienza di dirigente del Basket Gualdo. Nel 1993 forse molti non sanno che il basket a Gualdo stava con un piede nella fossa a causa di diverse situazioni economiche dovute a mancati incassi di giocatori venduti e latitanze di sponsor che non hanno onorato il proprio impegno. Tutto faceva presagire ad un funerale sommesso, senza clamori, che avrebbe privato questa nostra Città di un riferimento sportivo importante per tanti ragazzi e ragazze che praticavano questo sport. Invece piano piano, senza luci della ribalta, con l'impegno di tanti giovani tifosi che non sapevano cosa volesse dire essere dirigenti, il movimento è ripreso e si sono ricostruite le basi per una società solida che ora lotta sempre ai vertici della serie C. In quel lontano 1993 partecipammo al campionato di serie C perdendo tutte le 30 partite andando a giocare in Umbria, Toscana e Liguria con una squadra di ragazzini al seguito di due chiocciole: Fabio Fioriti come giocatore e Gianni Paoletti come allenatore. Qualche purista del calcio potrebbe dire "questo ci parla di basket in questo momento difficile del Gualdo Calcio". Io scrivo queste poche righe non per fare un sermone a chi legge. Quanto da me scritto può tranquillamente far capire che se i tifosi del Gualdo Calcio, unitamente alle forze economiche della città, si rimboccano le maniche e cominciano a lavorare a testa bassa su un progetto serio, pur ripartendo da una categoria non consona al blasone del Gualdo, si possono ripercorrere le varie tappe che nel corso degli anni ci hanno portato alle soglie della serie B. Facciamo tutti la nostra parte e vedrete che tutti insieme riusciremo a ribaltare una situazione che attualmente è catastrofica, ma che tra qualche anno potrebbe diventare entusiasmante. Però devo fare una considerazione che mi viene dalla mia piccola esperienza sportiva vissuta in questa nostra Città: non ci parliamo addosso e non critichiamo tutto e tutti coloro che si adopereranno per venire fuori da questo brutto incubo. Diamo tempo e soprattutto diamo coraggio a chi vorrà prendersi le responsabilità di gestire questa rinascita e se qualcosa non ci piace diciamolo sommessamente e diamo una pacca sulla spalla a chi vuol fare qualcosa di importante. Questo è quanto mi sentivo di dire, con la speranza che che anche questo mio intervento, come tutti quelli fatti fino ad ora, possa servire a qualcosa. Con affetto...
Fausto Paciotti - v. pres. Gualdo Basket ed ex giocatore Gualdo (mail del 25/07/06)

Come si fa a perdere una squadra così importante tra i professionisti? Chi pone questa domanda, è un supertifoso del Cappianocuoio, squadra partecipante allo stesso girone del Gualdo. Io sono rimasto allibito con quale leggerezza si sia fatta sparire tra i prof una squadra che ha una storia. Io che seguo il Cappianocuoio, sono stato anche a Gualdo, trovandola una cittadina stupenda, come lo sono i suoi abitanti. Coraggio e avanti con più forza di prima, sperando quanto prima, di ritrovarsi a combattere insieme in C2. I miei migliori auguri.
Franco - tifoso del Cuoiopelli Cappiano (mail del 31/07/06)

Sappiamo bene noi di Ancona che cosa si prova in questi momenti... Ci siamo passati due anni fa di questi tempi. Solo che dalla serie A ci siamo ritrovati in C2. Per fortuna la famiglia Schiavoni altrimenti forse eravamo in Eccellenza. Comunque rimboccatevi le maniche e ripartite. In bocca al lupo!
Paolo Giampaoli - webmaster www.anconacalcio.it (mail del 07/08/06)

Vergogna, eterna vergogna sapere che una società seria come il Gualdo possa essere finita nelle mani di un personaggio cosi arrivista e allo stesso tempo disfattista. Comunque non finirò mai di ricordare con tanto affetto e stima i gualdesi tutti e soprattutto i tifosi che hanno sempre creduto in quella maglia che mio figlio ha avuto il piacere di indossare. Non mollate, ma siate uniti nel risalire la china, solo cosi potrete un giorno gridare siamo di nuovo qui. Un grande abbraccio da me e da mio figlio Paolo Rossi.
Valerio Rossi
(dal muro dei tifosi - 17/08/06)

Notizia tristissima la scomparsa di una squadra per il quale ho sempre simpatizzato! Anche noi qui a Lecco sappiamo cosa vuol dire sparire dal calcio professionistico (e ripartire dall'eccellenza)... Vi auguro (come è successo fortunatamente a noi) di tornare presto nel calcio "che conta"! Forza Lecco e, soprattutto, FORZA GUALDO!!!
(Maurizio - Calcio Lecco 1912 - mail del 17/08/06)

 

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