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Ci sembra
opportuno delucidarti, caro visitatore che magari ci vieni a trovare
dopo un po' di tempo (o per la prima volta), sul perché cliccando su
www.gualdocalcio.it non trovi più il sito di una squadra
professionistica. Ecco la storia...
Il Gualdo ha
militato fino a tre anni fa in serie C. In C1 dal 1994 al 2000
e in C2 dal 1992 al 1994 e dal 2000 al 2006, disputando per ben tre
volte i playoff per la promozione in serie B (95, 96 e 98) perdendo
una finale ai rigori e una volta
quelli per il salto in C1 (2004).
Perché nel 2006/2007, pochi mesi dopo aver disputato la C2 combattendo
fin quasi l'ultima giornata per conquistare i suoi quinti playoff, la
squadra biancorossa si ritrova in un campionato dilettantistico?
Tutto inizia il
9 giugno 2005, quando nel corso di una conferenza stampa, l'allora
presidente del sodalizio biancorosso, Mario Moriconi, annuncia
l'abbandono dalla scena calcistica di Tagina S.p.A., sponsor e socio
di riferimento della S.S. Gualdo s.r.l. Motivo? La crisi che
attanaglia il settore ceramico, comparto in cui l'azienda è leader a
livello mondiale, consiglia di operare dei tagli e, al fine di
salvaguardare le maestranze, viene deciso di lasciare dopo venti anni,
seppur con rammarico, l'attività sportiva. Tagina non lascia il Gualdo
a se stesso, ma iscrive la squadra al campionato di C2 2005/2006 e si
rende disponibile alla cessione gratuita (addirittura con un cospicuo
attivo di bilancio) della storica società. Viene coinvolta, come si fa
in questi casi, l'amministrazione comunale, che si
mette in moto per garantire un futuro al Gualdo.
Nei giorni seguenti è tutto un susseguirsi di voci che tirano in ballo
svariati nomi e cordate di imprenditori. L'unica pista certa è quella
che porta a Marco Moroni, imprenditore ternano della telefonia,
che infatti il 29 giugno 2005 è di fatto il successore di Moriconi
alla guida del Gualdo. Ma c'è un problema. Un primo intoppo, che ad un
anno di distanza e con il senno del poi, ha le sembianze di un primo
campanello d'allarme: Moroni è pronto a prendere in mano il Gualdo, ma
non riesce a produrre in tempo utile la fidejussione di 207.000 euro
necessaria a perfezionare l'iscrizione della squadra alla C2.
Il 30 giugno 2005 il problema viene risolto grazie al presidente
uscente Moriconi, che consegna in Lega la fidejussione al posto di
Moroni. Ma ad una condizione: la stessa dovrà essere sostituita dalla
nuova proprietà entro quindici giorni. Il Gualdo è, almeno per il
momento, salvo.
Il 12 luglio 2005 un
comunicato stampa di Moriconi mette tutti di nuovo in allarme.
Ancora nessuno si è fatto avanti. Né per la sostituzione della
fidejussione, né per il passaggio di quote. E' di fatto
l'ufficializzazione dei forti dubbi che Tagina e i vecchi soci nutrono
verso la persona di Marco Moroni. Il quale
risponde quasi seccato a poche ore di distanza dal comunicato del
presidente uscente: "Tutto a posto, siamo nei tempi". In effetti il
15 luglio 2005 (ultimo giorno utile) Moroni sale gli scalini del
municipio con in mano la fidejussione e il
18 luglio 2005, il nuovo patron si presenta ufficialmente alla
città di Gualdo Tadino.
Inizia l'era Moroni, che porterà nel giro di pochi mesi alla
distruzione di una società con ottantasei anni di storia di cui
quattordici nel professionismo del calcio italiano.
Il campionato inizia in maniera negativa. Il Gualdo, rifatto
praticamente ex novo rispetto alla precedente stagione con molti
giocatori provenienti dalla serie D, viaggia nei bassifondi della
classifica, ma il patron invita i tifosi ad aver fiducia. Alla fine,
per quello che riguarda il lato sportivo, i fatti gli daranno ragione:
dopo una rimonta esaltante (grazie ad alcuni innesti in corso d'opera
e al recupero di elementi fondamentali quali Turchi, Balducci e
Placentino) e vittorie importanti, tra le quali quelle con Spal,
Benevento e Reggiana, oltre a quelle nei derby con Gubbio e Foligno,
il Gualdo si ritrova a combattere per un posto nei playoff. Il sogno
si infrange solo alla penultima giornata, quando una sconfitta col
Sassuolo pone fine ai sogni di gloria. Ma qualcosa non va.
Il primo campanello d'allarme suona il
18 aprile 2006, quando la squadra inscena una sorta di sciopero,
rifiutando l'allenamento e dirigendosi a Terni per tentare un
colloquio con il presidente. Problemi di rapporti interpersonali, si
dice, ma anche, si scoprirà "ufficialmente" dopo, di stipendi non
pagati. La seconda ipotesi viene seccamente smentita dalla società.
Moroni
viene ospitato da varie trasmissioni televisive perugine per tuonare
contro certa stampa che aveva osato tirare in ballo il problema
economico. Celebre lo sfogo nel
dopopartita di Gualdo-Sassuolo: "Col
mio lavoro io mantengo un centinaio di famiglie e leggere quelle cose
potrebbe allarmarle".
Il tempo passa. Il 7 maggio 2006 Gualdo chiude il campionato con
la sconfitta allo stadio "Del Conero" di Ancona in quella che resterà
la sua ultima partita nel calcio professionistico, almeno per ora.
Continuando nel suo peregrinare nei vari studi degli amici giornalisti
perugini (qualcuno lo definisce addirittura un "puro del calcio"),
Marco Moroni non manca mai occasione di
regalare assicurazioni sul futuro del Gualdo Calcio.
Il 15 giugno 2006 in occasione dell'incontro con i giocatori al "Carlo
Angelo Luzi" per la firma delle liberatorie e dopo un "misterioso"
colloquio avuto con il sindaco Scassellati in mezzo al tappeto verde
dello stadio, il patron accetta di rilasciare dichiarazioni ai
giornalisti presenti. Ancora una volta, a soli dodici giorni dalla
scadenza dei termini per l'iscrizione al campionato, le dichiarazioni
sono
rassicuranti.
Comincia il lavoro dei giornalisti a caccia dei nomi che avrebbero
dovuto vestire in biancorosso nella stagione di C2 2006/2007. Insomma,
una tranquilla estate di calciomercato.
Il
28 giugno 2006 l'allarme viene lanciato dal direttore sportivo
Alvaro Arcipreti: Moroni non risponde più alle sue telefonate e a
questo punto la situazione comincia a preoccupare i tifosi che
chiedono a gran voce un incontro con il sindaco. L'assemblea ha luogo
il
3 luglio 2006, data in cui è tristemente chiaro che l'intenzione
di Marco Moroni è quella di abbandonare a se stessa la S.S. Gualdo non
iscrivendola a nessun campionato. Viene reso noto anche quello che
"certa stampa" aveva già accennato tre mesi prima: i giocatori devono
ricevere gli ultimi tre mesi di stipendi, così come diverse realtà
economiche della città, presenti all'assemblea, sono creditori nei
confronti di Moroni. Una situazione drammatica.
L'amministrazione comunale, in effetti, era stata messa al corrente
della situazione un paio di mesi prima, ma, probabilmente rassicurata
dalle dichiarazioni del presidente-proprietario, non aveva agito
tempestivamente.
E' una corsa contro il tempo. Nell'immediato c'è da presentare una
fidejussione sui contratti pluriennali dei giocatori. Alcuni
calciatori (Balducci, Pelliccia e De Juliis), con un gesto di grande
generosità, al solo fine di agevolare l'iscrizione del Gualdo,
accettano di tagliarsi l'ingaggio praticamente senza avere nessuna
certezza che la vicenda si concluda positivamente (come in effetti si
è poi verificato). Viene così approntata una prima fidejussione di
110.000 euro che viene consegnata il 4 luglio in Lega, ma la
situazione è più grave di quello che si crede. Mancano all'appello i
pagamenti verso l'erario e la fidejussione di 207.000 euro da
consegnare entro l'11 luglio 2006.
La speranza si riaccende quando viene trovata una cordata pronta
a rilevare la S.S. Gualdo, ma vani sono i tentativi di incontro con Marco
Moroni, che puntualmente snobba tutto e tutti.
Tutto finisce l'11 luglio 2006. In una
conferenza stampa il sindaco di Gualdo Tadino Angelo Scassellati
annuncia la non iscrizione della S.S. Gualdo al campionato di C2. La
storia calcistica di una cittadina che ha lottato a lungo anche per un
posto nella seconda serie nazionale è così distrutta.
Vengono a galla i numeri, citati pubblicamente più volte dal sindaco e
mai, fino ad oggi, smentiti. La società che Marco Moroni ha ricevuto
non solo gratis ma addirittura con un attivo molto consistente
lasciato dalla precedente proprietà (oltre 100.000 euro), con un terzo
del budget coperto da sponsor cercati e trovati dall'amministrazione
comunale (oltre 400.000 euro, numeri rilasciati in conferenza stampa
dal sindaco e, anche questi, mai smentiti) accusa, dopo un solo anno
di gestione, con un budget che non arrivava a 1.100.000 euro (dato più
volte citato dal diesse Arcipreti) un passivo di quasi 500.000 euro!
Alla voce attivo vanno aggiunti anche i contributi della Lega e gli
incassi derivanti da pubblicità, biglietti venduti allo stadio e
abbonamenti.
I conti, ora, fateli voi.
L'autore dello sfacelo, naturalmente, scompare dalle scene.
Nessuna dichiarazione, salvo le voci che parlano di un suo
risentimento per essere stato "lasciato solo" dagli sponsor e dal
sindaco. Tesi portate incredibilmente avanti per qualche tempo dai soliti
amici giornalisti che naturalmente non hanno speso una parola sul ritardo
dei pagamenti degli stipendi o sul mancato versamento delle tasse
entro i termini utili per l'iscrizione.
Non si sono domandati come si fa a distruggere in un solo anno una società
rilevata con un attivo consistente e con un terzo del budget messo su
un piatto d'argento dal Comune tramite la ricerca di sponsor locali.
Anzi si è accusato lo stesso Comune (la cui vera colpa, semmai, è quella
di avergli consegnato un gioiello senza chiedergli valide garanzie) di
aver abbandonato a se stesso questo signore comunicandogli il non
rinnovo delle sponsorizzazioni.
Non si sono domandati del perché gli sponsor avevano deciso di continuare a
sostenere il Gualdo, ma senza Marco Moroni.
Non si sono domandati perché lo stesso individuo abbia eluso ogni tentativo
di contatto con le persone pronte a salvare il Gualdo.
Non hanno fatto il minimo accenno alla fine di una società tra le più
antiche dell'Umbria decretata da un signore non gualdese
semplicemente, come sottolineano alcuni di loro stessi, per ripicca.
Per loro è stata una cosa normalissima che, per ripicca, questo signore
abbia buttato a mare una pietra miliare della storia di una città.
Marco Moroni riappare sui giornali nel momento in cui
viene arrestato dalla Guardia di Finanza nel dicembre 2008 con
l'accusa di bancarotta fraudolenta. Nel momento in cui scriviamo è
ancora in attesa di giudizio.
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